Florentino Perez: "Non mi dimetto. Dovranno cacciarmi a colpi di pistola"

Florentino Perez: "Non mi dimetto. Dovranno cacciarmi a colpi di pistola"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com
Oggi alle 19:01News Calcio
di Redazione
Le parole di Florentino Perez in conferenza stampa. L'annuncio del presidente del Real Madrid sul futuro della panchina dei Blancos

"Da qui dovranno cacciarmi a colpi di pistola". Così il presidente del Real Madrid Florentino Perez ha concluso la conferenza stampa indetta da lui stesso poche ore fa, dove è intervenuto per parlare ai giornalisti presenti. Il numero uno del Real aveva iniziato chiarendo: "Non mi dimetto" ha dichiarato il numero uno dei Blancos.

"Ho chiesto alla commissione elettorale di avviare la procedura per indire le elezioni del consiglio direttivo, alle quali il nostro consiglio direttivo si candiderà" ha spiegato Perez, che dunque si è concentrato soprattutto sulle prossime elezioni e ha poi chiarito le sue condizioni di salute: "Dicono che sono malato, che ho una malattia terminale. Ne approfitto per dire che sto benissimo di salute e continuo a essere il presidente del Real Madrid".

Sul momento difficile della squadra, il presidente non si è nascosto e si è espresso negativamente: "Condivido la frustrazione, perché quest'anno non siamo riusciti a vincere nulla. Ma devo dirvi e dimostrarvi che con me come presidente abbiamo vinto 66 titoli nel calcio e nel basket, tra cui sette Coppe dei Campioni di calcio. Voglio rivolgermi a coloro che stanno dietro a questa campagna, che agiscono nell'ombra. Che si candidino alle elezioni, ora ne hanno l'opportunità; io mi candiderò per difendere gli interessi del Real Madrid".

SULLE VOCI NEGATIVE SUL REAL MADRID - Florentino Perez ha poi continuato parlando delle critiche rivolte al club: "Voglio porre fine a questa corrente anti-madridista che si è instaurata. Indicheremo le elezioni e devo farlo per difendere i soci. C'è gente che vuole tenersi il Real Madrid, che abbiamo reso il club più grande del mondo".

"NON PARLO DI GIOCATORI E ALLENATORI" - Il presidente dei Blancos ha proseguito mettendo in chiaro che, durante la conferenza stampa, non si esprimerà su giocatori o situazioni dell'allenatore: "Non parlerò né di allenatori né di giocatori: mi candido per restituire il patrimonio ai soci. Da quello che vedo ogni giorno, alcuni giornalisti che vogliono che me ne vada stanno sottraendo loro questo patrimonio. Non solo non me ne andrò, ma mi candido alle elezioni perché voglio che il Real Madrid continui ad appartenere ai suoi soci. Mi sono candidato 26 anni fa e ho dovuto pagare chi non veniva retribuito e difendere l'istituzione".

SULLA LITE TRA VALVERDE E TCHOUAMENI - Un passaggio, poi, anche su quanto accaduto tra Valverde e Tchouameni: "E' stata molto brutta, ma è ancora peggio che la notizia sia arrivata ai media. Non è la prima volta che due giocatori del Real litigano: sono qua da 26 anni ed è successo quasi ogni stagione. Uno ha dato un calcio all'altro, l'altro ha risposto e poi sono tornati amici. Mi preoccupa di più la fuga di notizie: penso che sia la prima volta nei miei 26 anni al Real e questo mi preoccupa. Ma abbiamo trovato chi ha fatto uscire la notizia: è una persona arrabbiata che a fine stagione lascerà il club"

SUL CASO NEGREIRA - Non manca poi un commento sul caso Negreira: "Siamo stati lasciati a mani vuote, e io sono qui da non so quante stagioni e ho vinto solo sette Coppe dei Campioni e sette titoli della Liga, quando avrei potuto vincerne 14 perché mi sono stati rubati. Abbiamo fatto un video sui 18 punti che ci hanno sottratto in questa stagione. I soci del Real Madrid sono con me nella mia lotta contro Negreira e tutti gli altri. Non è sempre il Real Madrid a soffrire; anche altre squadre ne risentono. Il Barça ne trae sempre vantaggio. Vediamo se l'UEFA si intrometterà in questa faccenda, perché lo farà. Non è possibile che io sia sospettato di corruzione pagata per oltre 20 anni. Vediamo cosa succederà in ambito penale e sportivo con l'UEFA. Vedremo cosa succederà. Non sono venuto qui perché gli arbitri si arricchissero con i soldi del Barcellona".