Lazio, Gattuso avvisa Icardi: "Non ci basta un bomber. Frattesi lo conosco molto bene"
A due giorni dalla prima sfida ufficiale della stagione nei 32esimi di Coppa Italia contro il Mantova, Gennaro Gattuso fa le carte alla sua nuova Lazio. Intervenuto ai microfoni di Sportmediaset, l'allenatore ha tracciato un bilancio positivo del ritiro estivo e ha analizzato a fondo le dinamiche di un mercato ancora bloccato, soffermandosi in maniera particolare sui due nomi più chiacchierati del momento in casa biancoceleste: Mauro Icardi e Davide Frattesi.
L'IDENTIKIT PER L'ATTACCO - Il nodo principale resta il reparto offensivo, legato a doppio filo alla necessità di cedere per sistemare le questioni finanziarie. Gattuso ha elogiato il lavoro degli attaccanti attualmente in rosa, ma ha dettato condizioni chiare per eventuali nuovi innesti: "La verità è che abbiamo un problema di indice di liquidità, prima di fare un attaccante uno deve uscire. Ratkov, Dia e Artistico si sono comportati bene, ma è normale che sto cercando un giocatore funzionale per come vogliamo giocare" ha spiegato Gattuso. Interpellato direttamente sull'ipotesi Icardi, l'allenatore ha frenato gli entusiasmi chiarendo le sue esigenze tattiche: "Mauro ha scritto la storia del calcio, è un bomber, ma anche là bisogna vedere se è funzionale e non ho voglia di parlarne oggi. Cerchiamo uno che ha gamba, che fa una pressione veemente, che la butta dentro, ma deve essere un giocatore completo e non un bomber e basta. Vogliamo uno che ci faccia salire, che ci attacchi la profondità".
Decisamente più calda e possibilista è la posizione di Gattuso su Davide Frattesi. Il centrocampista viene ritenuto l'elemento perfetto per alzare i giri del motore e aumentare l'aggressività della squadra: "Davide l'ho avuto, può fare bene con noi, ha caratteristiche ben precise" ha ammesso.
IL PESO DEL PASSATO E GLI OBIETTIVI - La chiacchierata è stata anche l'occasione per tornare sulla dolorosa fine del capitolo azzurro e per fissare la rotta per un ambiente romano attualmente teso: "Quella della Nazionale è una ferita che si chiuderà quando mi canteranno l'ultima canzone e piangeranno, sarà l'ultimo giorno della mia esistenza. Sono cicatrici che non andranno mai via, c'è tanta amarezza, ma io e i miei ragazzi abbiamo dato tutto e l'importante è non avere rimpianti" ha confessato Gattuso, delineando poi la strategia per riconquistare la piazza laziale: "Inutile parlare di 10° posto o di Europa. L'ambiente è giustamente critico con noi, dobbiamo essere bravi a invertire i giudizi e abbiamo solo la strada dell'impegno, del lavoro e dell'amor proprio per dare un'identità a questa squadra".