Parla Sticchi Damiani sul caso Banda: "Sparito nel nulla, chiederemo i danni. Deve essere squalificato"

Parla Sticchi Damiani sul caso Banda: "Sparito nel nulla, chiederemo i danni. Deve essere squalificato"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 15:33News Calcio
di Mattia Picchialepri
Il presidente giallorosso, a de La Gazzetta dello Sport, fa il punto sulla rottura con l'attaccante zambiano: pronta una dura battaglia legale

Il Lecce si prepara a un'intensa battaglia legale per risolvere la complessa e spinosa questione legata a Lameck Banda. L'attaccante zambiano ha di fatto rotto con il club giallorosso per forzare il trasferimento in Libia, all'Al Swehli, disertando il ritiro. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il presidente giallorosso Saverio Sticchi Damiani ha fatto ulteriormente chiarezza sulla situazione, svelando nuovi retroscena dell'addio e preannunciando il ricorso agli organi di giustizia sportiva.

I RETROSCENA - Il numero uno del Lecce ha voluto subito ribadire la posizione del club, forte anche della recente decisione della FIGC che ha negato il tesseramento del giocatore da svincolato alla società libica. Una situazione chiara, di cui il ragazzo era perfettamente consapevole: "Banda ha un contratto che lo lega al Lecce fino a giugno 2027 e, ovviamente, non può essere trattato come un calciatore svincolato. Lo scorso maggio lo abbiamo anche convocato in sede: Banda, assistito dai suoi vecchi procuratori, ha firmato un documento di adesione al nostro esercizio dell’opzione di rinnovo." A testimonianza del clima sereno che si respirava, il presidente ha aggiunto: "I rapporti tra il Lecce e Banda erano ottimi. A giugno mi ha chiesto di anticipargli parte del suo stipendio per affrontare le ingenti spese del matrimonio e come sempre ho acconsentito".

L'OFFERTA AL RIBASSO E LA FUGA - I primi scricchiolii sono arrivati in seguito a un timido approccio dall'Arabia Saudita, prontamente respinto al mittente: "Chiamarla trattativa mi sembra eccessivo. Noi abbiamo ricevuto un’offerta molto bassa da parte dell’Al-Fateh, che ci proponeva una somma addirittura inferiore a quanto noi avevamo investito per comprare Lameck nel 2022. Abbiamo rifiutato e la storia è finita lì. I sauditi non sono mai stati realmente interessati perché non hanno mai rilanciato" ha chiarito Sticchi Damiani. Da lì, la rottura totale e le accuse anonime emerse sui media zambiani per giustificare l'addio: "Banda ci ha comunicato quando sarebbe arrivato e quali voli avrebbe preso per rientrare in Italia. Tutto d’un tratto, però, è sparito, lasciando che fossero i suoi amici a comunicare le sue intenzioni. Il fatto che abbia fatto parlare sui media soggetti anonimi per denigrare il Lecce è sintomatico del livello di questa vicenda. Faccio fatica pure a commentare".

IL PIANO LIBICO E LO SPOGLIATOIO - La regia di questo strappo, secondo il presidente, porterebbe dritta al club africano: "Hanno progettato, con la complicità del calciatore, un piano per portarlo via senza pagare un euro. Hanno provato a chiedere il transfer alla Figc, che ovviamente ha detto di no. Ma adesso l’Al Swehli e Banda busseranno alle porte della Fifa". Nel frattempo, la squadra e l'entourage del ragazzo hanno già preso una posizione netta, isolando l'attaccante: "I suoi vecchi agenti hanno preso le distanze dai comportamenti di Lameck. Nello spogliatoio ci sono regole rigide e, se un calciatore, senza motivo, non si presenta per giorni, non viene più considerato parte di un gruppo" ha tagliato corto il numero uno giallorosso.

IL PRECEDENTE E LA BATTAGLIA LEGALE - Sticchi Damiani è consapevole che la FIFA potrebbe concedere un transfer provvisorio, ma il Lecce è pronto ad andare fino in fondo in tribunale non solo per ottenere giustizia economica, ma per tutelare l'intero sistema calcistico: "È probabile che Banda inizi abusivamente la stagione giocando con l’Al Swehli. Il nostro obiettivo è far sì che il tribunale quantifichi correttamente il risarcimento del danno per la rottura unilaterale del contratto. Altrimenti si crea un precedente che legittima un clima da 'tutti contro tutti', con ognuno che potrà fare ciò che vuole". Il presidente chiude invocando il pugno di ferro e ringraziando i tifosi: "Spero che non sia solo la battaglia del Lecce, ma di tutti i club che rispettano le regole. Il calciatore merita di essere squalificato, mentre la società libica di essere esclusa dalle negoziazioni del calciomercato. È una estate impegnativa, ma ogni evento avverso va trasformato in un’occasione di rilancio e la piazza giallorossa lo sta dimostrando con una campagna abbonamenti senza precedenti".