Milan, Gila: "Ho vissuto un mese strano. Arrivare qua è stato un sogno"
"Arrivare qua per me significa realizzare un po’ un sogno". Mario Gila, intervenuto a La Gazzetta dello Sport, non si nasconde riguardo le emozioni di vestire la maglia del Milan: "Fin da bambino, come tutti, pensavo di diventare un giocatore, però arrivare a questi livelli... non è facile. Quindi è un sogno. Adesso cerco di essere positivo, di integrarmi velocemente, di parlare con tutti i compagni. Sono molto contento di essere al Milan. Abbiamo una bella squadra e, anche se non so cosa voglia fare la società fino alla fine del mercato, sono convinto che il nostro è un gruppo competitivo. Lo abbiamo dimostrato facendo bene contro lo United e dobbiamo continuare su questa strada".
Una prima fase di avventura in rossonero condizionata dall'infortunio muscolare: "Ho vissuto un mese strano, particolare. Purtroppo mi è già capitato di farmi male durante la preparazione. Due anni fa ho passato due mesi infortunato alla Lazio e mi era capitato anche negli anni precedenti... Mi sento meglio e sono molto contento perché la squadra ha un’energia positiva. Quando sono entrato in campo mi sono sentito bene con tutti e penso che questo mi abbia aiutato".
"LA VITTORIA CON LO UNITED CI VOLEVA" - Il precampionato del Milan si è chiuso con la vittoria contro il Manchester United: "Sono sincero, ci voleva. Sono molto contento per il successo e per la prova della squadra. Sentivo che questa era la sfida ideale per ritrovare un po’ di positività in vista dell’inizio della Serie A. Sono molto contento che la squadra abbia disputato un incontro così, contro un avversario importante come il Manchester United. Ho provato sensazioni positive e, anche se c’è da continuare a lavorare, abbiamo dimostrato di essere pronti per l’inizio del campionato".
Sul suo inserimento nel mondo rossonero, invece, Gila ha commentato: "Sono stato accolto alla grande da tutti. Mi vede spesso sorridere e scherzare con i compagni perché mi sono sentito a mio agio fin dal primo allenamento a Milanello. C’è un’atmosfera positiva e non potevo chiedere di meglio".
"IL NOSTRO CALCIO PROPOSITIVO E OFFENSIVO" - Sulle richieste di Amorim, invece, Gila ha commentato: "Giocare con la linea più alta è sicuramente più rischioso. La scorsa stagione ho visto parecchie volte il Milan e aveva uno stile di gioco diverso, molto rispettato anche alla luce dei risultati ottenuti almeno fino a primavera. Però era un gioco molto diverso da quello attuale e magari la squadra aspettava di più e difendeva maggiormente con il blocco basso. Quest’anno l’interpretazione tattica è totalmente diversa e i tre dietro stanno molto più alti, alzando il baricentro. È vero che è tutto più difficile e che si corrono più rischi lanciandosi più metri alle spalle, però così la squadra ha la possibilità di recuperare palloni in una zona più pericolosa del campo. Penso che il nostro calcio sarà molto più propositivo e più offensivo".
Sui progressi da fare, invece, l'ex Lazio ha commentato: "Le cose che dobbiamo migliorare sono tante: per esempio non bisogna commettere errori banali e di presunzione oppure regalare gol agli avversari. Ciò premesso, la base di partenza è ottima e secondo me ci consentirà di competere a un livello molto alto. Ora sta a noi continuare a lavorare per fare altri passi in avanti".
"TARE MOLTO IMPORTANTE" - Gila ha svelato un retroscena sulla trattativa che lo ha portato al Milan: "Un fattore molto importante in questa decisione è stato Tare. Lo ringrazio tantissimo perché è stato una delle persone che mi hanno aiutato di più nella mia carriera e sicuramente ha messo il mio nome nella testa del Milan fin da subito, già a marzo, quando mancavano ancora tanti mesi alla fine della stagione. Dal canto mio credo di aver offerto un ottimo rendimento con la Lazio e questo mi ha consentito di piacere anche ad Amorim. Quindi alla fine l’affare è stato concluso e sono molto contento".
Sul rapporto con Modric, invece: "Lui è speciale. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando ero più piccolo e sono stato con lui al Real Madrid. Mi allenavo con la prima squadra e, anche se l’ho 'vissuto' poco, lo guardavo come un riferimento: era un giocatore da ammirare, da osservare e dal quale imparare. Ritrovarmi con Luka qua al Milan per me è un regalo del destino. Mi piace parlare con lui, conoscerlo e ascoltare i suoi suggerimenti e tutto quello che può trasmettermi. Sono sicuro che mi farà migliorare tantissimo come giocatore e, soprattutto, come mentalità".