"Grazie Slovacchia, mi hai reso un uomo migliore": Calzona dice 'addio' alla Nazionale

"Grazie Slovacchia, mi hai reso un uomo migliore": Calzona dice 'addio' alla NazionaleTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:00News Calcio
di Mattia De Pascalis
Dopo 4 anni da commissario tecnico, Francesco Calzona saluta la Nazionale slovacca: "Grazie a tutti, mi avete reso un uomo migliore".

"Grazie, a tutti, per avermi reso un uomo e un professionista migliore". Chiude così il messaggio che Francesco Calzona ha voluto condividere sui suoi canali social, rivolgendosi al popolo slovacco. 

Di ormai una settimana fa l’ufficialità del non proseguimento del rapporto tra Calzona e la Nazionale della Slovacchia, con la fine di un percorso durato quattro anni che ha contribuito a consolidare il progetto tecnico della selezione. Nonostante la federazione avesse messo sul tavolo una proposta di rinnovo, l’ex allenatore del Napoli ha scelto di non proseguire, decidendo di voltare pagina per cercare nuove sfide e nuovi stimoli professionali.

IL MESSAGGIO DI CALZONA - Nonostante il pressing della Federazione per blindarlo con un nuovo contratto, Calzona ha preferito l'onestà intellettuale alla comodità di una panchina sicura. Ha spiegato così la decisione di fermarsi proprio nel momento di massima sintonia con i vertici federali: "Grazie Slovacchia. Insieme abbiamo raggiunto traguardi sportivi importantissimi e scritto pagine stupende di una storia incredibile. Da uomo, sarò per sempre grato alla Federazione Slovacca e al Presidente Ján Kováčik. Per avermi dato fiducia e per avermela sempre rinnovata: dimostrandomi - con i fatti e fino all’ultimo giorno - la volontà di proseguire un percorso che ci ha dato tante soddisfazioni ma che sentivo dovesse chiudersi. Con una stretta di mano. Così come tutto è iniziato".

Il merito principale di Calzona è stato quello di aver dato un'anima europea alla squadra, imponendo un calcio coraggioso che ha trovato la sua massima espressione durante gli Europei 2024. Per l'allenatore, estetica e mentalità sono state importanti quanto i punti fatti: "Da allenatore, sarò per sempre orgoglioso del Calcio espresso. Contro ogni avversario non ci siamo mai snaturati e abbiamo provato, sempre, a vincere. Era quello che volevo: esserci riuscito è per me il risultato più importante. Grazie ai miei ragazzi: ai leaders e ai più giovani. Un mix perfetto in cui ogni singolo ha contribuito a creare un gruppo straordinario dando sempre il massimo: qualità umane, prima ancora che tecniche. In ogni allenamento, in ogni partita. Tutti, uniti, per lo stesso obiettivo: il bene della Nazionale".

IL FATTORE 'HAMSIK' - Nessuna analisi del "ciclo Calzona" sarebbe completa senza citare l'uomo che ha fatto da ponte tra l'Italia e la Slovacchia. Il tecnico ha voluto tributare un ringraziamento speciale al suo staff e, soprattutto, a chi lo ha voluto fermamente su quella panchina: "Grazie al mio staff: compagni perfetti di un viaggio incredibile. Ad ognuno di loro la mia gratitudine. Una menzione speciale, ovviamente, per Marek. Tutto è partito da una sua telefonata e questo non lo dimenticherò mai. Continuerà a fare la differenza: perché un fuoriclasse è per sempre. Grazie allo stato medico, ai magazzinieri, alla segreteria sportiva, ad ogni dipendente della Federazione incontrato in questi anni. Alla Comunicazione, al marketing, a chiunque ha lavorato, nell’ombra, con passione e professionalità facendomi sempre sentire importante e dimostrandomi, in ogni momento, di esserci".

IL LEGAME CON IL POPOLO - Infine, il congedo più commosso è rivolto ai tifosi. Calzona lascia la Slovacchia non solo come un professionista vincente, ma come un uomo profondamente arricchito dal contatto con una cultura, che col tempo ha imparato ad amare: "Il ringraziamento più grande: al Popolo Slovacco. È bastato poco tempo per capirci. Grazie. Per avermi accompagnato e sostenuto, con affetto, nella conoscenza del vostro Paese fino a farmene innamorare. Grazie: per avermi insegnato il vostro orgoglio. Grazie, a tutti, per avermi reso un uomo e un professionista migliore".