Il presidente del CONI Buonfiglio svela: “Mi manderebbero a casa…”
"Per cambiare la situazione attuale non serve un allenatore e basta, serve una formazione diversa a partire dalle scuole calcio, quello che fanno tante altre federazioni è partire da solide basi": Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, si è espresso così sulla rinascita del calcio italiano. Il numero uno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano è intervenuto in audizione alla Camera dei Deputati. Tra i temi affrontati da Buonfiglio c'è anche l'ipotesi del commissariamento della FIGC: "Ho già detto che al momento attuale, con le regole e gli statuti che esistono, non posso commissariare. Altrimenti mi farebbero un rincorso al Tar e probabilmente andrei a casa io".
Il numero uno del CONI si è espresso anche sul prossimo presidente della Federazione. "Per quanto riguarda le iniziative piuttosto che nomi mi farebbe piacere conoscere chi si candida con quale squadra lo fa e con quale programma attuabile e realizzabile" ha detto. "Credo che questa sia la chiave di volta".
LA SCONFITTA DI ZENICA - Cosa serve al calcio italiano per ripartire? Buonfiglio ha risposto: "Per cambiare la situazione attuale non serve un allenatore e basta, serve una formazione diversa a partire dalle scuole calcio, quello che fanno tante altre federazioni è partire da solide basi". Il numero uno del CONI ha ripercorso la serata di Zenica dello scorso 31 marzo, quando l'Italia ha perso ai rigori contro la Bosnia e ha fallito - per la terza volta consecutiva - la qualificazione ai Mondiali. "Io ero a Zenica e vi assicuro che quando vincevamo 1-0 sembravano passati tutti i problemi, poi abbiamo perso e tutti i problemi sono venuti fuori" ha dichiarato.
Buonfiglio ha invitato le parti in causa ad anteporre la coscienza e l'etica agli scopi personali: "Se tutte le parti in causa hanno quella coscienza ed etica di contribuire al servizio della federazione non per scopi personali, allora è la volta buona che ci riprendiamo quello che meritiamo".