Dieci anni fa il titolo in Premier, ora rischia la doppia retrocessione dopo un -6: la crisi del Leicester

Dieci anni fa il titolo in Premier, ora rischia la doppia retrocessione dopo un -6: la crisi del LeicesterTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 15:15Interviste e Storie
di Federico De Milano
In Championship le Foxes sono a rischio retrocessione: c'è anche un -6 da scontare per violazione delle norme sul Profit and Sustainability Rules

Una delle imprese più indimenticabili nella storia recente del calcio resta quella del Leicester City nel 2016 con Claudio Ranieri in panchina. L'allenatore italiano riuscì a portare alla vittoria del campionato di Premier League una squadra che non si era mai spinta oltre l'ottavo posto in classifica nei precedenti trent'anni e che veniva anche da parecchie partecipazioni al torneo di seconda divisione. Era il 2 maggio 2016, e tra pochi giorni ricorrerà dunque il decimo anniversario di quell'indimenticabile trionfo per tutti i tifosi delle Foxes ma ora la situazione sportiva del club è ben diversa.

In questa stagione il Leicester sta infatti affrontando la Championship, il campionato inglese di seconda divisione, in seguito al 18° posto nella Premier League 2024/25. Le difficoltà del club non sono terminate dodici mesi fa con la prima retrocessione perché anche in Championship i risultati faticano ad arrivare e la situazione in classifica è davvero complicata.

LA VIOLAZIONE DELLE NORME FINANZIARIE - A mettere ancora più in salita la situazione in casa Leicester, ci ha pensato una penalizzazione in classifica di sei punti inflitta dalla English Football League. Il motivo? Irregolarità finanziarie risalenti alla stagione 2023/24, quando militava già nel campionato di seconda divisione. Il club inglese era infatti finito sotto accusa già un anno fa, a maggio 2025, ma nei giorni scorsi è arrivata la sentenza definitiva ed è stato anche respinto il ricorso presentato dalla stessa società. La decisione è maturata per via del mancato rispetto delle norme del "Profit and Sustainability Rules": si tratta di una regola che mira a mantenere entro le 105 milioni di sterline le perdite che un club di Premier League può far risultare nei propri bilanci, nel corso di un triennio. Questa soglia scende di 22 milioni (raggiungendo quindi quota 83 milioni di sterline) per le società di Championship e il bilancio dell'ultimo triennio del Leicester sfora di 20,8 milioni di sterline questo limite. Da qui la decisione della EFL di infliggere la penalità per la stagione corrente.

A quattro giornate dal termine del campionato, il Leicester si trova così al penultimo posto con 41 punti in classifica, privato di quei sei che avrebbero invece permesso di ritrovarsi fuori dalla zona retrocessione. Il distacco attuale dal Portsmouth, ovvero l'ultima squadra attualmente in salvezza, è davvero minimo: sono solo quattro punti. Si avvicna così un nuovo pericolo. La paura di una seconda retrocessione consecutiva, con lo sprofondamento nel campionato "League One", ovvero la terza divisione del calcio inglese, è quindi molto concreta per le Foxes.

TRE ALLENATORI DIVERSI MA I RISULTATI NON CAMBIANO - La stagione del Leicester non era partita con segnali di difficoltà evidenti, perché nei primi dieci turni era arrivata una sola sconfitta. A inizio campionato a guidare la squadra c'era lo spagnolo Martí Cifuentes ma dopo un calo drastico dei risultati tra fine 2025 e inizio 2026, la dirigenza ha deciso di optare per il suo esonero. A fine gennaio era così arrivato il traghettatore Andy King rimanendo solamente per tre gare, per dar tempo al club di scegliere il nuovo allenatore. Alla fine il gallese è comunque rimasto nello staff tecnico e la scelta del Leicester per la panchina è ricaduta su Gary Rowett, allenatore inglese che vanta un'esperienza di oltre 400 partite in Championship.

Il gioco proposto dalle Foxes in questa stagione non lascia pensare del tutto a una squadra da ultimi posti in classifica. Con una media pari al 52% il Leicester è infatti nono nella graduatoria dei club che vantano il maggiore possesso palla in campionato ed è anche dodicesimo per numero di gol segnati (54). Ci sono però anche alcuni dati negativi: ben 16 pali colpiti in 42 partite, soltanto altre tre squadre ne contano di più. Cosa non sta funzionando è principalmente la fase di non possesso: il Leicester ha la seconda peggior difesa del campionato con 64 reti concesse. Anche il numero di clean-sheet è molto negativo - pari appena a 5 - con solo lo Sheffield Wednesday che ha fatto peggio.

LE NUOVE RISORSE DEL LEICESTER - I tifosi ricorderanno con nostalgia una squadra che di questi tempi, dieci anni fa, andava a vincere il titolo in Premier League, trascinata da giocatori come il capitano Wes Morgan, Jamie Vardy, N'Golo Kanté, Riyad Mahrez e il portiere Kasper Schmeichel.

Nella rosa odierna del Leicester - oltre a nomi noti come gli ex Tottenham Oliver Skipp e Harry Winks - figurano alcune vecchie conoscenze del calcio italiano. Ci sono infatti il portiere ex Milan Asmir Begovic, l'ex Bologna Victor Kristiansen e il difensore italiano Caleb Okoli che è cresciuto nell'Atalanta e che ha giocato anche con Cremonese e Frosinone. Proprio Okoli è uno dei pochi elementi della squadra che è riuscito ad avere un buon rendimento quest'anno. Oltre a lui, c'è poi l'ala destra Abdul Fatawu: il classe 2004 ghanese ha già messo a segno ben 9 gol e 7 assist. È lui l'uomo sui cui il pubblico del "King Power Stadium" punta per tenere vive le speranze di un salvezza che rimane in salita.