Union Berlino, scelta storica: Eta è la prima allenatrice nei top 5 campionati

Union Berlino, scelta storica: Eta è la prima allenatrice nei top 5 campionati
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Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Mariapaola Trombetta
Marie-Louise Eta è la prima allenatrice nei top 5 campionati europei. L’Union Berlino le affida la panchina per il finale di stagione.

Ci sono decisioni che nel calcio non vengono prese per mandare un messaggio, ma perché la situazione lo richiede. L’Union Berlino si è trovato esattamente in questo punto dopo il 3-1 contro l’Heidenheim. Una sconfitta pesante non tanto per il risultato in sé, ma per quello che ha confermato: una squadra in difficoltà e senza continuità. Da lì la decisione di esonerare l'allenatore Steffen Baumgart e affidare la panchina a Marie-Louise Eta fino al termine della stagione, con un obiettivo molto concreto: evitare che il finale si complichi ulteriormente.

Il dato da cui parte tutto è chiaro: undicesimo posto, sette punti di margine sulla zona più pericolosa, ma con un rendimento che preoccupa, perché nel 2026 sono arrivate solo due vittorie in quattordici partite. È questo che ha spinto il club a intervenire, come spiegato dall’amministratore delegato Horst Heldt: “Il nostro girone di ritorno è disastroso e non ci facciamo accecare dalla posizione in classifica. Abbiamo urgentemente bisogno di punti”. Parole che chiariscono bene il senso della scelta, legata alla necessità immediata ancora prima che a una visione di lungo periodo.

In questo contesto, la portata storica della nomina resta evidente. È la prima donna ad allenare nei top 5 campionati europei, ma pesa soprattutto il fatto che Eta sia una figura già inserita all’interno del club. Dal 2023 lavora nello staff della prima squadra, è stata la prima viceallenatrice donna in Bundesliga e ha vissuto dall’interno anche una fase delicata della stagione, quella del cambio tra allenatori, lavorando a stretto contatto con lo spogliatoio e con giocatori di alto livello come Leonardo Bonucci. Non è quindi una scelta improvvisata, ma una soluzione interna in un momento di difficoltà. A questo si aggiunge anche il suo passato da calciatrice: centrocampista, ha vestito le maglie di Turbine Potsdam, Amburgo, Cloppenburg e Werder Brema, club in cui ha collezionato 96 presenze e 20 gol. Con il Potsdam ha conquistato la Champions League femminile 2009/2010, battendo in finale il Lione ai rigori.

UN PERCORSO GIÀ DENTRO IL CLUB - Negli ultimi mesi Eta si era già costruita un ruolo sempre più centrale all’interno dell’Union Berlino. Alla guida dell’U19 ha ottenuto risultati importanti, dimostrando di saper gestire un gruppo in crescita. Parallelamente era stata già designata come futura allenatrice della squadra femminile del club, segnale di una fiducia costruita nel tempo e non improvvisata, fiducia che oggi viene riconfermata per rispondere a un’esigenza immediata. Il suo percorso in panchina parte già nel 2019, quando entra come collaboratrice tecnica nelle nazionali giovanili femminili tedesche, prima di approdare nel 2022 all’Union Berlino U19. Nel 2023 arriva il salto: diventa assistente di Marco Grote, promosso in prima squadra, entrando così nella storia come prima viceallenatrice donna in Bundesliga. Già nel 2018 aveva chiarito la sua visione: “Non vedo alcuna differenza tra un uomo e una donna che lavorano nel calcio giovanile. La qualità dell’allenatore, dentro e fuori dal campo, è fondamentale”.

LE DICHIARAZIONI: RESPONSABILITÀ E CONCRETEZZA - Le sue prime parole vanno tutte nella stessa direzione. “Sono felice che il club mi abbia affidato questo compito impegnativo”, ha spiegato, prima di aggiungere: “Uno dei punti di forza dell’Union è sempre stata la capacità di restare uniti in situazioni come queste”. E poi l’obiettivo, espresso senza giri di parole: “Sono convinta che con questa squadra conquisteremo i punti cruciali”. Nessun riferimento al significato storico della nomina, ma solo alla gestione del momento e alla necessità di fare risultati. Il quadro resta estremamente concreto. Non si tratta solo di evitare la retrocessione diretta, ma anche di non scivolare al terzultimo posto, che significherebbe spareggio salvezza. Con cinque partite ancora da giocare e uno scontro diretto imminente contro il Wolfsburg, ogni dettaglio può cambiare gli equilibri. Eta si trova a gestire uno spogliatoio con giocatori anche più grandi di lei, come il capitano Christopher Trimmel. Il peso della storia resta, ma la valutazione passerà inevitabilmente da lì: dai punti che riuscirà a portare in questo finale.