Inter, Dimarco: "È stata la stagione più bella della mia carriera"

Inter, Dimarco: "È stata la stagione più bella della mia carriera"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:00News Calcio
di Redazione
Dalle vittorie di squadra a quelle personali: Federico Dimarco si racconta a "MVP, mai visto prima", lo speciale di Sky Sport

"È stata la stagione più bella della mia carriera anche perché non eravamo partiti da una situazione facile. Abbiamo vinto due trofei importanti, ho vinto l'MVP e io e mia moglie aspettiamo il terzo bambino. Siamo felicissimi". ha esordito così Federico Dimarco in "MVP, mai visto prima", lo speciale di Sky Sport.

Perché oltre ai trofei di squadra, l'esterno sinistro nerazzurro è stato anche eletto miglior giocatore del campionato 2025-2026: "Raggiungere e vincere due trofei come campionato e Coppa Italia e, coronare tutto con la vittoria di MVP del campionato è qualcosa di straordinario che io a inizio stagione non pensavo di raggiungere".

SUL PREMIO - Da quando esiste il premio gli scorsi vincitori sono stati: Cristiano Ronaldo, Dybala, Lukaku, Leao, Kvara, Lautaro, McTominay. Dimarco ha quindi commentato: "Fa un bell'effetto. Perché di solito, a parte l'anno scorso con McTominay, è un premio che viene vinto dagli attaccanti. Vincerlo da esterno di fascia è qualcosa di incredibile". Un grande orgoglio soprattutto essendo il primo italiano a vincerlo: "È qualcosa che mi riempie di orgoglio, perché giochi nella tua nazione, con la squadra del cuore. Faccio fatica anche a descriverlo. Quando l'ho saputo, ero con i miei amici, mia moglie, i miei figli: siamo esplosi di gioia. È stato un premio che non mi aspettavo, davvero il frutto di tutto il lavoro di questi anni".

"La famiglia fa parte del percorso di ogni giocatore, è la parte più importante perché non c'è solo il campo. E poi, come ho già detto qualche settimana fa, mi piacerebbe dedicarlo a quelle persone che alla fine dell'anno scorso dicevano che ero un giocatore finito. che dicevano che dovevo essere venduto, che duravo 35 minuti, che non sapevo difendere. Cose che al momento, quando le leggi, fanno male. Però que lo che posso dire è che quando entro in campo con questa maglia do sempre più del cento per cento", ha anche aggiunto ricordando i mesi passati.

SU QUESTA STAGIONE - Una stagione termonata nel migliore die modi, però l'inizio non è sttao semplice. "Perdere la finale di Champions e poi vivere quella stagione lì, arrivando fino all'ultima giornata a giocarsi il titolo e uscendo in semifinale di Coppa Italia, non è stato facile. Ti lascia degli strascichi. Durante la stagione, alla prima difficoltà, tornano in mente quei momenti. Però questo è stato l'anno della ripartenza. Il gruppo è riuscito a tirare fuori qualcosa di incredibile e il mister è stato fondamentale, soprattutto all'inizio, quando ci ha tirato su di morale", ha spiegato.

SU CHIVU - E uno dei trascinatori di quest'anno c'è stato sicuramente l'allenatore nerazzurro: "Già al Mondiale per Club in negli Usa mi ha detto subito delle cose forti, perché sapeva che in quel momento avevo bisogno di ritrovare la fiducia che avevo perso. Piano piano, con il lavoro e con quelle parole, sono riuscito a riacquistarla e a fare questa stagione".

SU MANCINI - Ritornando indietro nel tempo, c'è anche il ricordo di Roberto Mancini: "È stato l'allenatore che mi ha fatto esordire all'Inter e in Nazionale. Quando sono sceso in campo con quella maglia a 16-17 anni, in una trasferta di Europa League, non riuscivo neanche a realizzare dove fossi. Mi ha sempre detto che credeva in me, anche quando eravamo in Nazionale. Lo ringrazio molto per quell'opportunità".

SUI COMPAGNI - E poi uno sguardo anche al futuro, soprattutto per quanto riguarda i compgni di squadra: "Ognuno se la deve vivere a modo suo, perché tornare è bello ma per restare all'Inter devi stare sempre a un livello altissimo, e non è facile. Sono contentissimo per Pio, gli voglio un bene enorme. Ha già dimostrato il suo valore e può fare ancora meglio, diventerà un attaccante fortissimo. E spero che l'anno prossimo torni anche Ale Stankovic: l'ho preso che aveva 17 anni, lo portavo io agli allenamenti come un fratellino. Ha delle potenzialità importanti".