Italiano a Sky Calcio Unplugged: "Dopo il Bologna mi cercavano Premier e Benfica, poi ho scelto il Besiktas”

Italiano a Sky Calcio Unplugged: "Dopo il Bologna mi cercavano Premier e Benfica, poi ho scelto il Besiktas”TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 17:20News Calcio
di Lorenzo Curotto
L'allenatore del Besiktas, ospite di Sky Calcio Unplugged, ha raccontato la scelta di lasciare l'Italia e il sogno per la sua carriera

Vincenzo Italiano si racconta. L'allenatore del Besiktas è stato ospite di Sky Calcio Unplugged e ha ripercorso l'estate che lo ha portato in Turchia dopo l'esperienza sulla panchina del Bologna: le tante richieste arrivate dall'estero, il sogno che insegue da sempre e il rapporto con l'ambiente che ha trovato nella sua nuova squadra.

LE RICHIESTE DALL'ESTERO - Dopo le stagioni alla guida di Fiorentina e Bologna, oltre al club turco su Italiano si erano mossi anche Crystal Palace e Benfica: "Quando è terminato il mio rapporto con il Bologna, dopo due ore, mi sono arrivate tantissime richieste da squadre estere. Sono rimasto molto sorpreso. Sono stato molto felice e contento di poter avere dei colloqui con i dirigenti di Premier League, con quelli del Benfica e con quelli del Besiktas. Dopo aver parlato con loro mi sono un po' ricreduto e ho deciso di fare questa scelta. Alla fine il calcio è calcio dappertutto: l'unica difficoltà può essere ambientarsi e cambiare le proprie abitudini, ma quando vai in campo è lo stesso".

A fare la differenza è stata la visione dei club con cui ha parlato: "Quei tre colloqui mi hanno davvero aperto la mente, e così abbiamo deciso di fare questa esperienza. Sono stati colloqui molto belli e formativi. Ho parlato con persone che mi presentavano progetti a lungo termine, una cosa a cui non ero abituato: si presentano e ti spiegano cosa deve succedere nei primi mesi, nel secondo semestre e l'anno dopo, perché l'idea è restare insieme per tanti anni. Mi è piaciuto che lo abbiano fatto con me".

IL SOGNO - Alla domanda su cosa sognerebbe oggi per la sua carriera, Italiano non ha avuto dubbi, richiamando anche il mito di Maradona: "Il mio sogno è sempre stato vincere uno scudetto. Adesso mi ritrovo qui in Turchia insieme ai dirigenti, allo staff e ai ragazzi che lavorano al centro sportivo: sono persone davvero fantastiche. Ogni giorno è una sorpresa in positivo, perché un rapporto così, in così poco tempo, non me lo aspettavo. Il mio sogno è sempre stato vincere uno scudetto, ripensando a quello che vedevamo fare a Maradona con il Napoli, e adesso mi piacerebbe coronarlo qui in Turchia. Sarebbe un regalo fantastico per questa gente e per questa proprietà".

COSA RESTA AI GIOCATORI - Il tecnico ha poi spiegato cosa spera di lasciare ai calciatori che allena: "Io dico sempre che se ai giocatori rimane anche solo un po' dell'allenatore che hanno incontrato, vuol dire che quell'allenatore è riuscito a toccare qualche corda giusta, a trasmettere un po' di emozioni e un po' di passione per questo sport. Questo sport lo fai con passione, a volte anche con un po' di ossessione, perché va tanto veloce: gli avversari si preparano, non devi mollare niente, devi stare attento a ogni dettaglio. Ci metti poco ad avere momenti negativi, e devi lavorare tanto per evitare lunghi periodi in cui le cose non vanno bene. Devi saper reagire alle difficoltà e devi entrare nella testa dei tuoi calciatori, che è la parte più difficile". E ancora: "Sono le cose belle di questo mestiere, che mi dà grandi soddisfazioni. Amo alla follia questo sport, da quando correvo per le strade del mio paesino, Ribera, giù in Sicilia, e ancora adesso ho la stessa identica passione".

IL CORO E MAMMA CATERINA - Infine, l'aneddoto sul rito che accompagna ogni fine partita, con la squadra sotto la curva e un calciatore incaricato di guidare il coro: "Dopo la partita con il Marsiglia, il capitano ha spinto me sotto la curva: 'uno, due, tre', e poi è partito il coro dei tifosi. Bellissimo. Allo stadio è venuta la mia famiglia, è venuta mia mamma: mi ha detto che con il Crystal Palace e Başakşehir ha avuto la pelle d'oca per 180 minuti. È tornata in Italia, un po' voleva prolungare la permanenza qui, ma tornerà ancora a trovarmi".