Juventus, Chiellini: "Si riesce a vedere la luce alla fine di un periodo complicato"
In attesa del big match tra Milan e la sua Juventus, Giorgio Chiellini, director of football strategy bianconero, ha rilasciato un'intervista a DAZN. L'ex difensore è partito dall'identità del club: "La Juventus è sempre la società perfetta, anche quando le cose vanno male. Ha più di 100 anni di proprietà. In un mondo in cui si parla di fondi, è un unicum che sarà sempre perfetto anche nei momenti difficili. C'è quel senso di famiglia che poi si percepisce nella vita quotidiana".
Su Luciano Spalletti, fresco di rinnovo con i bianconeri: "Ero convinto che potesse essere la guida per il prossimo futuro e così è stato. Lui sa come trasferire tutto questo ai giocatori: quando è il caso di alzarne la pressione e la responsabilità, quando è il caso di abbassarla. Questo fa parte delle caratteristiche dei grandi allenatori e delle persone che sono abituate a navigare con queste qualità e necessità".
LE PAROLE DI CHIELLINI SU YILDIZ - Chiellini ha anche parlato del momento della Juventus: "Negli ultimi anni ci sono stati tanti cambiamenti, riuscire a tenere la barra dritta per arrivare in fondo agli obiettivi minimi e creare qualcosa non era facile. Ci sono ancora un po' di cose da sistemare ma qualcosa si sta costruendo, credo che la luce alla fine di un periodo complicato si riesca a vedere. Tanti calciatori sono cresciuti, c'è una base da cui ripartire per il futuro di questa società".
Inevitabile parlare anche di Yildiz, volto di copertina della squadra: "Lui è solo all'inizio del suo percorso, ha ancora ampi margini di miglioramento e li sta "mangiando" pian piano. I miglioramenti in un anno e mezzo sono stati incredibili. Me lo ricordo nella Next Gen, la sua capacità di aumentare la prestazione di tutta la squadra era incredibile. Yildiz due anni fa non era il giocatore che è oggi e probabilmente tra due anni sarà ancora a un livello superiore".
CHIELLINI COMMENTA IL CALCIO ITALIANO - Il suo parere su come ripartire dopo la terza esclusione dal Mondiale: "Secondo me, per ripartire serve una chiara definizione dei ruoli di responsabilità. Quindi sarebbe da ripartire un po’ dalle persone: politiche, amministrative e sportive. In questo momento poi ci vuole qualche figura sportiva che abbia voglia di prendersi una grande responsabilità, di metterci tanto impegno per provare a cambiare il progetto a lungo termine. Bisogna partire dalle basi e avere qualcuno che riesca a riconoscere quelli che sono i migliori dei vari settori, dall’attività di base dilettantistica e professionistica, da tutte le attività che possono essere fatte per ampliare le possibilità di scelta dei ragazzi, che sappia dare delle linee guida. Ma nel frattempo penso che un gruppo di giocatori ci sia e che si possano comunque raggiungere i prossimi Europei e Mondiali, come potevamo raggiungere questi. Perché non è che siamo stati umiliati al primo turno, non abbiamo perso tutte le partite: abbiamo perso con la Norvegia nel girone e in realtà usciamo senza aver perso altre partite".