Pressione offensiva, velocità e dribbling: cosa può portare Ekhator alla Juventus
Cosa può portare Jeff Ekhator alla Juventus di Luciano Spalletti? Abbiamo provato ad analizzarne le caratteristiche attraverso i numeri, e grazie ai dati forniti da Hudl Statsbomb, abbiamo trovato le qualità che il classe 2006 - nonostante la giovane età - può portare ai bianconeri.
Partiamo col dire che Jeff Ekhator è un centravanti profondamente diverso rispetto a Jonathan David e Lois Openda. In primis da un punto di vista fisico: l'ex Genoa è infatti 10 centimetri più alto degli altri due attaccanti, e in tal senso può risultare molto utile nella difesa del pallone spalle alla porta. Una qualità spesso richiesta da Luciano Spalletti già a gennaio, quando reclamava una punta fisica.
I NUMERI DI EKHATOR - Il classe 2006, nonostante un fisico molto importante, spicca per velocità e dribbling. Rispetto alla media della Serie A - considerando la passata stagione - Ekhator completa circa 0.2 dribbling a partita in più (0,8 vs 0,6). Una differenza importante, soprattutto se consideriamo che quello della prima punta è un ruolo dove difficilmente i giocatori hanno nel saltare l'uomo una delle qualità migliori.
Importanti anche i dati riguardo il pressing offensivo, fondamentale del gioco che Spalletti richiede molto ai suoi giocatori. Ekhator recupera 4,68 palloni di media a partita in seguito ad azioni di pressione. Un dato che lo pone nel 7% migliore della Serie A in questa caratteristica. Caratteristica, questa, che il centravanti ha potuto affinare anche con Daniele De Rossi al Genoa.
Velocità, fisicità, ma anche una buona tecnica di base, a soli 19 anni e con ancora molti margini di miglioramento. In attesa che Spalletti trovi un centravanti affermato da schierare al centro dell'attacco, Jeff Ekhator può crescere ancora e - con il gioco dell'allenatore di Certaldo - le sue caratteristiche possono emergere in modo molto importante.