Le 7 vite della Juventus: Federico Gatti agguanta il Milan all'ultimo respiro
Quando tutto sembrava ormai perduto, è arrivata la zampata, quella del giocatore che forse più di tutti incarna lo spirito di non mollare mai. All'Allianz Stadium la Juventus riacciuffa il Milan all'ultimo secondo utile, e lo fa grazie a un'intuizione tanto disperata quanto lucida di Luciano Spalletti, che nel momento di massima difficoltà pesca il jolly dalla panchina: Federico Gatti.
LA MOSSA DI SPALLETTI E IL CUORE DI GATTI - Sotto di un gol, con il tempo che scorre e una squadra che sbatte ripetutamente contro i guantoni di Mike Maignan, l'allenatore bianconero decide di cambiare le carte in tavola. Negli assalti finali getta nella mischia il difensore azzurro, non per difendere, ma per usarlo come un vero e proprio centravanti aggiunto.
L'obiettivo è portare chili, centimetri e fame nell'area di rigore rossonera per l'assedio disperato. Una scelta che ripaga esattamente all'ultimo respiro. Nel traffico degli ultimi metri è proprio Gatti a svettare e a farsi trovare pronto, spedendo in rete il pallone del definitivo 1-1 e facendo esplodere lo Stadium.
L'ILLUSIONE ROSSONERA - Fino a quel momento, la gara era vissuta sul filo dell'equilibrio. Il Milan, dopo una settantina di minuti di grande sofferenza e fatica in fase offensiva, era riuscito a sbloccarla grazie alle mosse del suo allenatore. Ruben Amorim aveva pescato bene dalla panchina inserendo Chukwueze e il giovanissimo Alphadjo Cissè. Ed era stato proprio il classe 2006, con un bel destro all'angolino, a illudere i rossoneri (diventando tra l'altro il più giovane a segnare nelle prime due trasferte con il Milan nell'era dei tre punti). Un'illusione, appunto, cancellata al 90' dalla mossa di Spalletti e dal graffio di Gatti, che fissano il big match su un pareggio al cardiopalma.