L'anima italiana ma non solo: così il giovane Cagliari ha raggiunto la salvezza
Nel Cagliari che ha ormai tagliato il traguardo della salvezza, c'è un'anima tutta italiana. Non solo l'anima di un allenatore, Pisacane, che quest'anno si è fatto notare non solo per le sue qualità in campo, ma anche per la sua comunicazione generazionale, le sue interviste legate al modo di rapportarsi con i ragazzi, al suo studio costante per cercare di essere in linea con quelle che sono le esigenze della nuova generazione, ma anche e soprattutto per la scelta della proprietà: non solo di puntare su un allenatore che l'anno scorso allenava la Primavera e con ottimi risultati, ma anche quella di costruire proprio un'anima azzurra, un'anima di giocatori nati nel nostro Paese, e meno male.
Nella formazione che ieri ha battuto l'Atalanta, tra titolari e i giocatori che poi sono entrati, tra cui il giocatore che ha deciso la partita, ovvero Borrelli, c'erano ben nove giocatori italiani, giocatori che possono essere anche il futuro magari della nostra Nazionale, come Caprile in porta, come Esposito in attacco, come lo stesso Palestra, che ieri non ha giocato dall'inizio ma è un titolare inamovibile del Cagliari e lo sarà sicuramente anche come protagonista del prossimo calciomercato.
Nove italiani, tutti molto giovani: una scelta precisa da parte del presidente Giulini, del direttore sportivo Guido Angelozzi, uno che di scoprire i talenti se ne intende. Borrelli, il giocatore che ha risolto la partita ieri, è proprio una delle chiavi del mercato di Angelozzi, che è stato bravissimo a prenderlo praticamente a zero, dopo la mancata iscrizione del Brescia, forte di una corsia prioritaria che Angelozzi aveva dai tempi di Frosinone, perché proprio a Frosinone aveva deciso di puntare su Borrelli, attaccante che poi aveva ceduto appunto al Brescia.
Italiani e non solo, perché la copertina della partita di ieri è senegalese, e si chiama Paul Mendy. Continua nella puntata del podcast "Caffè Di Marzio".