L'arbitro Artan torna a casa: "Ci sarò nel 2030 per rendere fiera la Somalia"
Come raccontato, Omar Artan non sarà tra gli ufficiali di gara che arbitreranno al Mondiale 2026. Diversi problemi, come ha raccontato lui stesso, non gli hanno consentito di entrare negli Stati Uniti d'America nonostante "i documenti giusti e tutto il resto", compreso il visto. Interrogato per 11 ore in una stanza dell’ufficio immigrazione, era stato poi trasferito in una cella di detenzione separata e infine imbarcato su un volo.
Ora, di ritorno all'aeroporto di Mogadiscio, Artan è stato accolto da un centinaio di persone, in un clima di festa con molte bandiere del Paese.Dopo essere stato respinto alla frontiera statunitense, Artan ha rilasciato altre dichiarazioni ai giornalisti presenti. "Sarò presente ai prossimi Mondiali e continuerò a rendere orgogliosa la Somalia. Nonostante quello che mi è successo, non mi lascio scoraggiare". Nel frattempo, un funzionario del Dipartimento di Stato americano parlando con i media francesi ha dichiarato che l'arbitro era "legato a presunti membri di organizzazioni terroristiche" e che dunque "il viaggiatore non era idoneo all'ingresso negli Stati Uniti".
CASO DI OMONIMIA? - In base a un'indagine condotta dal New York Times sul database delle sanzioni dell’OFAC (l'Ufficio statunitense per il controllo dei beni esteri), il nome di Artan risulterebbe simile a quello di un individuo sanzionato dal governo USA per presunti legami con l'organizzazione terroristica somala Al Shabab. Secondo Melissa Chavin — avvocata londinese esperta in immigrazione statunitense intervistata dalla testata — è molto probabile che questa coincidenza omonimica abbia spinto gli agenti di frontiera a fare ulteriori verifiche su possibili contatti con il gruppo militante.
LA POSIZIONE DI ARTAN - Dal canto suo, Artan ha confermato al Times che i funzionari doganali gli hanno domandato a più riprese se avesse mai avuto contatti con esponenti di Al Shabab. L'uomo ha dichiarato di aver risposto di non sapere nulla del gruppo terroristico e di essere soltanto un arbitro di calcio che pensa esclusivamente al proprio lavoro, mostrando anche testimonianze e documentazioni della sua carriera da direttore di gara.
LA FIFA - Sulla vicenda è intervenuto un portavoce della Fifa che, come scrive Sky Sports, ha commentato così il caso: "La Fifa conferma che l'arbitro Omar Abdulkadir Artan non potrà allenarsi e arbitrare ai Mondiali dopo che gli è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti. La Fifa non è coinvolta nelle procedure di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che la situazione di Artan non subirà modifiche al momento. In linea con le precedenti edizioni dei Mondiali, è il Governo ospitante a decidere in ultima istanza chi riceve il visto e chi viene ammesso nel Paese".