L'arbitro John Beaton sotto scorta dopo Motherwell-Celtic: diffusi dati personali online

L'arbitro John Beaton sotto scorta dopo Motherwell-Celtic: diffusi dati personali online TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca 2025
Oggi alle 19:30News Calcio
di Francesco Mastrogiovanni
Incredibile quanto accaduto in Scozia: l'arbitro John Beaton è stato messo sotto scorta dopo Motherwell-Celtic per il rigore assegnato al 99'

In Scozia si sta decidendo il campionato durante i playoff della Scottish Premiership. Le squadre partecipanti sono: Hearts, Celtic, Rangers, Falkirk, Motherwell e Hibernian. Le prime due sono quelle che si stanno giocando il campionato e, nell'ultima giornata, è successo di tutto. Gli Hearts per un momento sono stati vicinissimi al titolo: il Celtic, fino al minuto 98 stava pareggiando 2-2 in casa del Motherwell e con il pareggio i biancoverdi sarebbero andati a -3 dagli Hearts.

Al minuto 99 però è cambiato tutto grazie a un discusso calcio di rigore assegnato al Celtic e realizzato dall'ex Manchester City Kelechi Iheanacho. Adesso le due squadre sono divise da un solo punto e nell'ultima giornata si affronteranno per il titolo. Tutto ciò ha però causato anche un fatto spiacevole: l'arbitro della partita, John Beaton, ha trascorso la notte sotto scorta della polizia scozzese dopo che alcuni suoi dati personali erano stati diffusi online.

IL COMUNICATO DELLA SCOTTISH FA - Ecco di seguito il comunicato di condanna della Federcalcio scozzese su quanto accaduto: "John Beaton e la sua famiglia hanno trascorso la scorsa notte a casa sotto sorveglianza della polizia, dopo che dati personali erano stati diffusi online. La Federazione calcistica scozzese (Scottish FA) condanna nel modo più fermo possibile i tentativi di compromettere la sicurezza degli arbitri. Questo tipo di giustizialismo, motivato da decisioni ritenute giuste o sbagliate prese su un campo di gioco, è una piaga per il nostro calcio nazionale e siamo grati alla Polizia Scozzese per il suo rapido intervento. Siamo anche consapevoli, purtroppo, che questa è la conseguenza inevitabile dell’escalation di critiche, intolleranza e ricerca di capri espiatori manifestata in questa stagione da opinionisti, tifosi, gruppi ufficiali di sostenitori, club, giocatori, allenatori ed ex arbitri. Non facciamo questa osservazione alla leggera come associazione nazionale. Tuttavia è una verità scomoda. Coloro che hanno cercato di attribuire colpe o alimentare teorie complottistiche sugli arbitri per distogliere l’attenzione da sconfitte o presunte ingiustizie nel corso della stagione hanno contribuito a creare un ambiente che mette a rischio la sicurezza del nostro personale e degli arbitri. Questa è la conseguenza di una narrativa mediatica isterica, alimentata da interviste impulsive nel post-partita, commenti e post ufficiali sui social media irresponsabili. L’effetto cumulativo compromette la nostra capacità di avere un numero sufficiente di arbitri per gestire il nostro sport a tutti i livelli. Quando ciò arriva a compromettere la sicurezza e il benessere dei nostri arbitri di punta, significa che si è superato il limite. Gli arbitri non sono infallibili. Verranno commessi errori sul campo e decisioni soggettive saranno prese davanti al monitor del VAR, proprio come gli allenatori possono schierare la formazione sbagliata, i portieri subire gol evitabili e gli attaccanti sbagliare da pochi metri dalla porta. Tuttavia, la reazione a queste inevitabilità non potrebbe essere più diversa. Ciò che è accaduto ieri non è un episodio isolato. Esistono molti esempi di arbitri messi in situazioni dannose, ma molte persone temono di parlare apertamente per paura di aggravare la situazione o causare ulteriore preoccupazione a familiari, amici e colleghi. Non permetteremo che questo diventi la normalità. Non permetteremo che una situazione in cui gli arbitri abbiano bisogno di misure speciali per proteggere i propri figli a scuola venga considerata un rischio professionale. Non permetteremo che restare a casa con la porta chiusa a chiave ed evitare i rischi dell’interazione pubblica diventi una strategia di sopravvivenza. La Federazione calcistica scozzese cercherà di rafforzare le proprie regole per proteggere meglio coloro che sono parte integrante del gioco e invita chi, senza dubbio, si unirà a noi nel condannare episodi come questo a sostenere tali proposte, invece di contribuire a indebolirle per convenienza personale. Mentre ci avviciniamo a quello che dovrebbe essere un entusiasmante finale di stagione, chiediamo a coloro che hanno personalizzato ed esasperato le proprie opinioni, a chi ha cercato una scorciatoia attribuendo le sconfitte a presunti errori arbitrali e a chi ha approvato dichiarazioni e post incendiari, di riflettere sul proprio contributo alla creazione di un clima di intimidazione, paura e allarme. Invitiamo tutti alla tolleranza e alla prospettiva per evitare qualsiasi ulteriore e impensabile escalation".