L'infortunio e il periodo buio, Schuurs: "Speravo di non svegliarmi più"
"Avevo crisi di pianto e rabbia. Speravo di non svegliarmi più". Perr Schuurs ha raccontato così a De Telegraaf il periodo buio vissuto durante gli ultimi anni. Il 21 ottobre 2023, in occasione della sfida tra il suo Torino e l'Inter, l'olandese ha subito la rottura del legamento crociato. Da quel momento è iniziato il calvario di Schuurs che, a febbraio, ha risolto il contratto con i granata. Il classe '99 ha rilasciato al De Telegraaf la prima intervista dopo l'addio al Toro. "Questa sarà la mia prima intervista in due anni e mezzo, il motivo per cui sono qui ora è che sto di nuovo bene" ha detto il giocatore, attualmente svincolato.
L'infortunio al ginocchio ha sconvolto Schuurs: "Non mi sarei mai aspettato che potesse succedere a me". L'ex Ajax ha raccontato i momenti successivi all'operazione. Il giocatore è stato costretto a camminare con le stampelle per molto tempo. "Sembrava che fosse andato tutto bene, ma dopo una settimana ho avuto una reazione nella parte esterna del ginocchio. Morivo dal dolore. Invece di quattro settimane, ho camminato con le stampelle per quattro mesi. A quel punto sono scattati tutti i campanelli d'allarme". E ancora: "Ho visto i migliori ortopedici di Inghilterra, Francia, Italia e Paesi Bassi. Ma la causa dei disturbi non è stata trovata".
"SPERO DI NON SVEGLIARMI" - Il continuo dolore ha fatto cadere nel baratro Schuurs, che ha raccontato di essersi sentito "massacrato mentalmente". Il difensore ha svelato: "Ero caduto dall’apice della mia carriera e dalla fase più bella della mia vita privata nel burrone più profondo, uno di cui non sapevo nemmeno l’esistenza. Il calcio è la mia vita; quando ti infortuni e finisci in una situazione senza via d’uscita, vieni massacrato mentalmente".
Schuurs ha raccontato di aver avuto crisi di pianto e rabbia, tanto da augurare a sé stesso di non svegliarsi più. "Avevo crisi di pianto e rabbia smisurata. Una sera, quando davvero non ce la facevo più, ho detto alla mia ragazza: “Dormi bene e spero di non svegliarmi più". Roos, la sua fidanzata, ha colto la frase come un segnale d'allarme e ha invitato Perr a rivolgersi a uno psicologo: "Ha capito che avevo bisogno di un aiuto professionale immediato e ha dato l’allarme. Abbiamo cercato d’urgenza uno psicologo, cosa che non avrei mai pensato di dover fare".
"NON HO PENSATO ALLA MORTE" - Schuurs ha sottolineato di non aver mai pensato alla morte. "Non ho mai pensato di togliermi la vita" dichiara "Amo troppo la mia ragazza e la mia famiglia per farlo. Ma quei pensieri mi attraversavano la mente". L'olandese ha raccontato a De Telegraaf di essersi chiuso in sé stesso e che il suo unico desiderio era quello di restare a letto al buio. Grazie all'aiuto di uno psicologo, il 27enne è riuscito a superare le difficoltà: "Se ora mi dicessero che non posso più giocare a calcio, riuscirei ad accettarlo più facilmente. Anche per questo si lavora con uno psicologo. Non si tratta solo delle cose che vorresti sentire, ma anche della realtà".
L'olandese ha poi raccontato alcuni dettagli sulla fine della sua avventura al Torino: "Il club ha deciso di incassare i soldi dell’assicurazione. Era un loro pieno diritto. Mi hanno continuato a pagare lo stipendio per due anni, mentre dopo sei mesi avrebbero dovuto versarne solo la metà". Il giocatore ha chiuso con il calcio? No. Schuurs infatti ha dichiarato di essere al lavoro per recuperare la piena forma fisica e, a giugno, cercherà una squadra per riprendere in mano la sua carriera. "Penso di essere nato per riuscirci. Voglio fare il ritorno più bello di sempre. Mi sto concentrando sull’obiettivo di essere in perfetta forma a fine giugno. Poi cercherò una squadra". L'idea di tornare a giocare scaturisce nel giocatore un mix di gioia e di dolore: "Quando ci penso, mi vengono le lacrime agli occhi. D’altra parte, è doloroso che sia solo un sogno. È come se non avessi vissuto per due anni e mezzo".
IL SOSTEGNO - Schuurs ha sfruttato l'intervista per ringraziare, in particolare, due persone che gli sono state accanto: la sua fidanzata Roos e l'ex compagno e amico Daley Blind. Sulla ragazza ha detto: "Se non ci fosse stata Roos, probabilmente non avrei avuto la motivazione per risalire la china dopo i momenti difficili che ho vissuto". Sul calciatore invece: "Un messaggio di Daley Blind mi ha colpito in modo particolare. Quando sono arrivato all’Ajax, era il mio modello. Daley è sempre stato gentile con i ragazzi più giovani. Ha scritto: “Conoscendoti, ne uscirai sicuramente più forte”. Penso che abbia ragione".