Lazio, Gattuso si presenta: "Mercato? Vi dico cosa serve"

Lazio, Gattuso si presenta: "Mercato? Vi dico cosa serve"TUTTOmercatoWEB.com
Gattuso, Lazio
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Oggi alle 16:30News Calcio
di Redazione
Il nuovo allenatore biancoceleste si è presentato in conferenza stampa, affrontando i principali temi legati all'inizio della sua avventura alla Lazio

È iniziata ufficialmente l'avventura di Gennaro Gattuso sulla panchina della Lazio. Nel giorno della sua presentazione, il nuovo allenatore biancoceleste ha incontrato la stampa assieme al DS Angelo Fabiani, rispondendo alle domande dei giornalisti e soffermandosi sui temi principali in vista della nuova stagione.

Dagli obiettivi del club alla costruzione della squadra, passando per il mercato, il lavoro in ritiro e il rapporto con la tifoseria: nel corso della conferenza Gattuso ha tracciato le linee guida del suo progetto tecnico, spiegando le idee con cui intende affrontare la sua esperienza alla guida della Lazio.

LE PAROLE DI GATTUSO -  “Sono orgoglioso di essere qui, le sensazioni sono buone e dobbiamo continuare così" ha esordito Gennaro Gattuso. "Le problematiche le sapevamo già dall’inizio, so tutto e so bene che c’è da mettere l’elmetto e da pedalare. Sicuramente starà me e al mio staff lavorare, lo sappiamo, per le altre problematiche invece non posso fare nulla. Il mio obiettivo sarà mettere una squadra in campo che rispetti questo club e la sua storia gloriosa, sono orgoglioso di poter lavorare in un club come la Lazio”.

L’allenatore ha rivelato che non era la prima volta che veniva contattato dalla Lazio: "Sono stato vicino più di una volta alla Lazio. Non penso che se non ci fossero state queste condizioni non sarei venuto. È una sfida: so come ragiono e come voglio fare calcio. Ho contemplato tutto, so tutto, so dei nostri problemi e spero di riuscire a fare le mie cose. L’obiettivo è creare un clima familiare per tutti. Voglio avere una squadra che diverta la gente, se si fanno determinate cose e se se mi fate fare allora vengo con l’elmetto. Le parole che mi hanno detto sino ad oggi hanno rispettato le mie attese".

STILE DI GIOCO E MERCATO - Successivamente, Gattuso ha parlato dello stile di gioco che adotterà con i biancocelesti: "Noi dobbiamo capire che vogliamo fare, avere una linea che rompe e più alta di quella di Maurizio. Senza Gila ci serve un sostituto ma ho chiesto un po’ di pazienza che devo capire chi ho in casa e come valorizzarlo visto che non abbiamo molti soldi visto che possiamo sbagliare il meno possibile".

Spazio anche al mercato: "Sicuramente serve un centrale di difesa. In attacco vedremo: bisogna vedere Ratkov che ha avuto difficoltà, un paio di cose bisogna farle ma per rispetto di chi fa parte della rosa non sarebbe giusto parlarne oggi. A centrocampo abbiamo giocatori buoni, sui terzini siamo tanti. Vediamo che si può fare con una base importante. Provedel? Abbiamo Mandas e Motta, ora dobbiamo lavorare con serenità e isolarci anche dall’ambiente che ora non è ideale ma la nostra strada è il lavoro, professionalità e senso di appartenenza. Cambiare sarà difficile ma sicuramente la voglia non deve mancare".

RITORNO - Gattuso è tornato in Serie A dopo le esperienza sulle panchine di Milan (2017-19) e Napoli (2019-21). Un ritorno che ha commentato così: "Volevo un percorso diverso. Io penso che all’estero si migliori perché abbini la tua cultura e mentalità con qualcosa di nuovo. Noi italiani pensiamo di essere i migliori per la tattica ma il calcio cambia velocemente. Poi ora è arrivata la chiamanta del direttore e del presidente e sono tornato ma la strada era un altra. Nazionale? Ringrazio tutti i ragazzi allenati. Il calcio è composto da episodi e non possiamo farci nulla. Da giocatore ho avuto un po’ di culo ma ora, da allenatore, è arrivata la mazzata sui denti. Quel poco di buono fatto è andato via con i rigori e nessuno se ne ricorda. C’è rabbia ma sono fiducioso se no non stavo qua".

TIFOSI - Un tema centrale in casa Lazio è quello dei tifosi. Il nuvo allenatore biancoceleste, però, non ha paura di affrontare altre gare senza la presenza del proprio popolo sugli spalti dell'Olimpico: "Parlare tutti i giorni dei tifosi diventa un alibi. I miei giocatori lo sanno bene e, aldilà della bravura di Sarri, io credo siano stati bravi anche loro. Senza un gruppo solido l’anno scorso si poteva rischiare tanto. Il primo devo essere io a non parlare sempre di questa problematica. Bisogna rispettare i tifosi per come si comportano per lealtà, loro hanno detto che sono vicino alla squadra e che ci saranno solo in trasferta. Questo è difficile ma lo accettiamo. Io lo ho vissuto l’Olimpico sia da giocatore che da allenatore e il calore è qualcosa che ora non abbiamo e che pagheremo però non mi sentirete e mai lamentarmi di questo".

Ha poi continuato: "Io sapevo benissimo del blocco del mercato, delle cessioni da fare ma siccome non faccio il contabile poi vedremo cosa si può o non può fare. Sui tifosi io posso solo promettere di onorare la maglia. Non mi viene in mente altro. Quando entravo all’Olimpico mi veniva la pelle d’oca. Stadio con grande passione e figli portati allo stadio dei genitori. Sta a noi riportarli allo stadio sudando la maglia e facendo prestazioni importanti".

LOTITO - Gennaro Gattuso ha parlato anche del rapporto con il Presidente Lotito: "Abbiamo un rapporto franco, gli dico tutto quello che gli devo dire e gli ho detto di sistemare qualcosina sotto. Le cose si vengono a sapere e gli ho detto come sono fatto e che quando si lavora voglio gente che lavora. Dopo se uno prende una cazziata poi il giorno dopo è un altro quindi voglio gente che lavora. Ma la società è sua e quindi parla con me e con la squadra ma il problema è che ha troppi telefonini e lo chiama il mondo. Quindi lui lo sa, la squadra è sua e se vuole dire qualcosa lo può dire a me e alla squadra e spero risponda meno al cellulare. Noi dobbiamo stare bene insieme, siamo suoi dipendenti ma le cose vanno sempre dette con educazione. Meglio che non ci sia Lotito, può dire ciò che vuole. Meno un presidente parla meglio è. Ora sta a noi lavorare e riuscire a creare qualcosa di carino, poi vedremo".

GILA - Negli ultimi giorni, la Lazio ha ultimato la cessione di Mario Gila al Milan (QUI LE SUE PRIME PAROLE IN ROSSONERO). Il nuovo allenatore biancoceleste ha rivelato un retroscena della trattativa: "Se fosse stato per Fabiani e Lotito sarebbe rimasto. Chi non vuole stare qua non deve rimanere, se uno sceglie come Mario, che è stato onesto, mi ha detto le cifre che gli hanno proposto. Non si può discutere per ciò che ha dato ed era arrivato il momento per lui di andare".

Infine, Gattuso ha concluso parlando delle aspettative in vista della prossima Serie A: "Voglio essere obiettivo: ci sono 7, 8, 9 squadre che partono meglio di noi, lo sappiamo. Ciò che possiamo fare è non sbagliare. Alla fine dobbiamo fare poche cose per completare la squadra. Non vi nego che mi sarebbe piaciuto partire con due giocatori in più e cominciare a lavorare su ciò che vogliamo fare". Per prepararsi al meglio, l'ex Ct ha anche dichiarato di aver spinto per non organizzare alcun amichevole o torneo pre-stagione: "Tra un mese abbiamo la Coppa Italia: abbiamo preferito non fare trasferte di 1-2 giorni e amichevoli inutili per rimanere qua e lavorare su quello che vogliamo fare. Ho scelto io di restare qua e non perdere giorni per fare amichevoli internazionali".