Chi è Akor Adams, il gigante (buono) partito da Kogi viaggiando 5000 chilometri a suon di gol

Chi è Akor Adams, il gigante (buono) partito da Kogi viaggiando 5000 chilometri a suon di gol
Oggi alle 14:30Interviste e Storie
di Lorenzo Renna
Il Venezia punta su Akor Adams: dall'infanzia difficile ai gol decisivi con il Siviglia, passando per il sogno Scarpa d'Oro: ecco chi è il classe 2000

Dalla Nigeria ai fiordi norvegesi, passando per la Francia fino ad arrivare alla Liga. Quella di Akor Adams è una carriera costruita lontano dai riflettori, tappa dopo tappa, lungo un percorso tutt'altro che convenzionale. Il classe 2000 si è fatto strada grazie a un mix di forza fisica, velocità e fiuto del gol, qualità che gli hanno spalancato le porte del grande calcio europeo. Ora il suo viaggio potrebbe fare tappa in Italia, più precisamente nel Venezia di Stroppa, deciso a regalarsi un attaccante con caratteristiche diverse per completare un reparto che presto accoglierà anche Albion Rrahmani. Ma per capire perché i lagunari abbiano deciso di puntare su di lui, bisogna fare un passo indietro.

Di strada, quel ragazzo cresciuto a Kogi, uno degli Stati più poveri della Nigeria, ne ha fatta davvero tanta. Un percorso iniziato tra mille difficoltà, come ha raccontato lo stesso Adams nel podcast della calciatrice nigeriana Rasheedat Ajibade. L'attaccante ha ricordato un'infanzia segnata anche dalla fame: “Ci sono stati giorni in cui ho mangiato solo mango. Quando hai del cibo, la maggior parte dei tuoi problemi è risolta. La cosa più importante è il cibo, e io avevo tantissima fame. Ero così magro che non mi avreste riconosciuto. Ai tempi delle giovanili ero davvero irriconoscibile”.

L’IMPORTANZA DEL CALCIO - È stato proprio il calcio a cambiare la vita di Akor Adams. Cresciuto nel settore giovanile della Jamba Academy di Kaduna, il classe 2000 ha trovato nel pallone una strada per costruirsi un futuro, lontano dalle difficoltà vissute durante l'infanzia. Lo ha raccontato lui stesso ai microfoni di OmaSportsTV: “Il calcio mi ha aiutato a evitare alcuni vizi che caratterizzano molti giovani, perché il mio obiettivo è sempre stato quello di avere successo in questo sport”.

Nell'estate del 2018, a soli 18 anni, decide di lasciare la Nigeria per trasferirsi a oltre 5.500 chilometri da casa, in Norvegia, dove firma con il Sogndal, club di seconda divisione. È qui che inizia il suo percorso nel calcio europeo. Dopo un primo periodo di adattamento, Adams cresce stagione dopo stagione fino all'esplosione nel 2021: 10 gol e 5 assist in campionato gli valgono la definitiva consacrazione e attirano l'interesse del Lillestrøm. Con la maglia giallonera compie il definitivo salto di qualità. In una stagione e mezza mette insieme 28 reti e 7 assist in 50 presenze, numeri che convincono il Montpellier a puntare su di lui e a offrirgli l'occasione di misurarsi, per la prima volta, con uno dei cinque maggiori campionati europei.

IMPATTO DA SOGNO - La stagione che consacra definitivamente Akor Adams è quella a cavallo tra il 2023 e il 2024. In Norvegia chiude la sua avventura con il Lillestrøm nel migliore dei modi, realizzando 15 gol in altrettante presenze prima del trasferimento estivo al Montpellier, chiamato a raccogliere la pesante eredità di Elye Wahi, la cessione più onerosa nella storia del club francese. Il salto in Ligue 1 non lo spaventa. Anzi, Adams impiega pochissimo tempo per imporsi: all'esordio firma una doppietta contro il Le Havre, regalando ai suoi il 2-2 finale, e nelle prime undici giornate mette a segno sette reti. Chiuderà la sua prima stagione in Francia con otto gol in campionato, confermando di poter essere decisivo anche in uno dei tornei più competitivi d'Europa.

L'inizio di stagione, unito ai gol realizzati nei mesi precedenti con il Lillestrøm, lo porta addirittura a entrare nella corsa per la Scarpa d'Oro. Alla fine il classe 2000 chiuderà al 14° posto della classifica finale, riuscendo persino a mettersi alle spalle attaccanti del calibro di Robert Lewandowski e Mohamed Salah. Un traguardo che certifica la crescita di un attaccante arrivato ai massimi livelli seguendo una strada diversa da quella di molti suoi coetanei.

ARRENDERSI? MAI - L'approdo al Siviglia, nel gennaio 2025, sembrava il coronamento di una crescita costante. Eppure, i primi mesi in Andalusia sono ricchi di difficoltà. Dopo l'esordio nel finale della sfida contro il Getafe, Adams viene frenato da una serie di problemi muscolari: il primo lo costringe a fermarsi tra febbraio e marzo, il secondo mette addirittura fine in anticipo alla sua stagione. Il bilancio è inevitabilmente povero: appena 131 minuti in campo e una sola presenza da titolare, nella sconfitta per 2-1 contro l'Atletico Madrid.

Ma rialzarsi dopo le difficoltà è sempre stato il tratto distintivo della sua carriera. E così, nella stagione successiva, il centravanti nigeriano si prende la rivincita. Chiude con 10 gol e 3 assist, diventando una delle poche note positive di un Siviglia protagonista di un'annata complicata. Con la squadra coinvolta nella lotta per non retrocedere, Adams firma reti pesantissime, come quelle contro Espanyol e Villarreal, contribuendo in maniera decisiva a una salvezza conquistata soltanto nelle ultime giornate.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE - Akor Adams a prima vista può sembrare il classico centravanti di peso. I suoi 190 centimetri e la struttura fisica imponente portano a immaginare un attaccante d'area, bravo soprattutto nel gioco aereo. In realtà, è molto di più. Ama muoversi su tutto il fronte offensivo, attaccare la profondità e sfruttare gli spazi alle spalle della difesa, qualità che gli permettono di rendersi pericoloso anche in campo aperto. La velocità, soprattutto nei primi metri, è una delle sue qualità migliori, così come la capacità di proteggere il pallone e far salire la squadra.

Destro naturale, è un centravanti che cerca spesso la conclusione con pochi tocchi e che dà il meglio quando può giocare in verticale. Sa legare il gioco con i compagni, ma preferisce attaccare la porta piuttosto che venirle incontro, motivo per cui rende al meglio in sistemi che valorizzano transizioni e ripartenze. Pur avendo margini di miglioramento nel gioco spalle alla porta e nella continuità realizzativa, il nigeriano abbina caratteristiche fisiche e atletiche sempre più ricercate nel calcio moderno.

Per Adams, Venezia sarebbe l'ennesima tappa di un viaggio iniziato tra le difficoltà della Nigeria, proseguito tra i fiordi norvegesi, poi per Francia e Spagna. E forse proprio quella lagunare potrebbe essere la fermata giusta per scrivere un nuovo capitolo della sua storia.