Hossam Hassan, il Colonello che ha costruito l'Egitto
Hossam Abdelmaguid è l'uomo della provvidenza: colui che dagli undici metri ha regalato all'Egitto il sogno di giocare gli ottavi di finale di un Mondiale contro l'Argentina e che ha contribuito a scrivere una nuova pagina di storia del calcio del suo paese. Il gol di Emam Ashour e il cucchiaio di Salah sono le altre immagini che resteranno scolpite al Cairo. Ma la chiave che spiega il trionfo meglio di ogni altra è la straordinaria capacità di fare gruppo del "Colonnello" Hossam Hassan, CT simbolo del calcio egiziano.
Hassan è considerato una leggenda del calcio africano. Ex attaccante e primatista assoluto di reti con la maglia della nazionale egiziana, con 69 gol in 177 presenze. Da calciatore ha esordito con l’Al Ahly, dove ha conquistato numerosi titoli nazionali e continentali tanto da attirare a sé le attenzioni dell'Europa con la chiamata da parte del PAOK Salonicco e del Neuchatel Xamax in Svizzera. Il momento più alto della sua carriera, però, lo ha raggiunto quando ha deciso di tornare in Egitto per indossare le maglie di Al Ahly e Zamalek. Con questi due club, Hossam Hassan ha conquistato tutti i titoli in palio, tra cui il campionato egiziano e la Champions League africana.
Anche il feeling con la nazionale è straordinario, tanto che è ancora oggi il giocatore con più reti all’attivo. Tre Coppe d'Africa in bacheca e la partecipazione ai Mondiali del '90 giocati in Italia. L'Egitto uscì alla fase a gironi classificandosi all'ultimo posto dietro Inghilterra, Irlanda e Olanda, ma Hossam Hassan era parte fondamentale di quel gruppo. Suo, infatti, il gol nel playoff contro l'Algeria che regalò la partecipazione al Mondiale dopo 56 anni di attesa.
Terminata la carriera da calciatore, per Hassan è il momento di indossare giacca e cravatta e accomodarsi in panchina. Dopo un lungo percorso iniziato nel 2008, nel febbraio 2024 l'Egitto decide di affidargli la guida della nazionale. Tanto lavoro, spirito, attaccamento alla maglia e miglioramenti tecnico-tattici che hanno portato l'Egitto alla qualificazione al Mondiale conquistata dopo aver concluso il girone senza sconfitte, un record raggiunto per la prima volta in ben 91 anni. Un percorso straordinario che ha avuto continuità anche durante questo Mondiale: 5 punti nella fase a gironi sono valsi l'accesso ai sedicesimi contro l'Australia in uno scontro equilibrato terminato solamente ai calci di rigore. Adesso la storia può proseguire. Agli ottavi ci sarà l'Argentina di Messi, un ostacolo che sembra impossibile da superare; ma l'Egitto proverà in tutti i modi a farlo grazie allo straordinario lavoro del suo allenatore e alla qualità di Momo Salah.
IL CALCIO DI HASSAN - Hassan, col passare del tempo, ha saputo dare una vera identità alla squadra mettendo da parte un calcio di possesso e affidandosi a concetti come intensità e rapidità nel capovolgere l'azione. Tanta compattezza, con la squadra che difende spesso chiudendo gli spazi centrali e costringendo gli avversari ad attaccare sulle fasce. Una volta recuperata palla, l'obiettivo è arrivare velocemente in avanti sfruttando la velocità e la qualità degli attaccanti, soprattutto quella di Salah che è indiscutibilmente l'uomo chiave della squadra.
L'abilità dell'Egitto è quella di saper interpretare bene la partita. Nessun pressing aggressivo per tutta la partita, bensì la capacità di scegliere il momento giusto per alzare la pressione. Hassan ha già dimostrato di non essere legato solamente a un sistema di gioco, ma varia in base all'avversario. Ha utilizzato il 4-4-2, il 4-2-3-1 e, in alcune circostanze anche la difesa a cinque.
L'Egitto e Hassan sono un binomio vincente sotto tutti i punti di vista. La squadra è migliorata sotto tutti i punti di vista, già a partire dall'ultima edizione della Coppa d'Africa dove l'Egitto chiuse la propria avventura in semifinale contro il Senegal. Ora il sogno Mondiale continua.