Intervista

“Umiltà, determinazione e strapotere fisico”: Ekhator raccontato da chi lo ha visto crescere

“Umiltà, determinazione e strapotere fisico”: Ekhator raccontato da chi lo ha visto crescereTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Ieri alle 09:00Interviste e Storie
di Alessandro Mammana
"Era molto timido, ma già da piccolo faceva la differenza": l'intervista a Dario Bartolo, responsabile della scuola calcio in cui è cresciuto Jeff Ekhator

Umiltà e determinazione, due virtù fondamentali con le quali un aspirante calciatore può arrivare ovunque. Le stesse che hanno fatto la differenza nella scalata verticale di Jeff Ekhator verso il grande calcio. Il nuovo attaccante della Juventus, arrivato in bianconero per 18 milioni di euro, è stato protagonista di una lunga rincorsa che lo ha visto partire da piccolissimo - ancor prima di compiere 5 anni - dall’Oratorio Don Bosco di Sampierdarena, una delle scuole calcio di maggior livello del panorama ligure. E da lì, proprio attraverso umiltà e determinazione, ha via via realizzato i propri sogni.

Jeff si è affacciato da noi molto prima di quelli che erano i 5 anni canonici per i tesseramenti, girava già per i campi dell’oratorio e si era affezionato a noi - ha raccontato a gianlucadimarzio.com Dario Bartolo, da anni responsabile della scuola calcio -. A 5 anni l’abbiamo tesserato e da lì è iniziato il suo percorso. Era abbastanza timido, non aveva una tecnica sopraffina ma uno strapotere fisico importante, e già allora faceva la differenza con i pari età”.

I PRIMI PASSI - Le qualità c’erano, ed erano ben visibili già a pochi anni. E infatti, i principali club liguri ci hanno messo poco a bussare alla porta dell’Oratorio: “Da subito sia l’Entella che la Sampdoria si erano interessate, ma lui sperava che arrivasse il Genoa e così è stato. Noi ovviamente abbiamo acconsentito a lasciarlo andare, perché siamo una società che favorisce questo tipo di situazioni. La crescita dei ragazzi viene sempre davanti a ogni cosa e infatti, per fare un esempio, non abbiamo preso neanche un euro dal suo passaggio ai rossoblù”.

Gioia e divertimento sono le parole d’ordine ribadite nei campetti dell’oratorio, come affermato più volte da Bartolo: “Il fatto di giocare con gioia e divertimento per noi è la cosa più importante, quando i ragazzi giocano con gioia tendono a dare di più”. È questo il modo migliore per far crescere bambini il cui sogno è quello di diventare calciatori, e non è un caso che al Don Bosco si siano formati altri ragazzi diventati poi professionisti: “Nei nostri campi abbiamo avuto anche Cambiaso e Trimboli, sono venuti fuori profili di un certo livello”.

ESEMPIO - L’ultima grande scoperta è stata proprio Ekhator, il quale negli anni ha continuato a mostrare vicinanza nei confronti della squadra che gli ha aperto le porte da bambino: “Si è sempre comportato benissimo, fino a pochi mesi fa ,in alcuni pomeriggi, veniva a trovarci al campo. Un giorno è venuto per fare autografi e foto con i ragazzi della scuola calcio di oggi, un vero esempio”.

Un rapporto bello e spontaneo, un capitolo del passato che ha rappresentato una tappa fondamentale del percorso che lo ha portato a essere l'Ekhator di oggi, diventato il nuovo attaccante della Juventus: “Sono molto curioso di vedere cosa farà, perché ha delle potenzialità importanti. La dedizione al lavoro e la serietà lo hanno sempre contraddistinto, per questo si merita assolutamente questa chiamata. Gli auguro di fare tante partite, perché è importante sia per lui che per il calcio italiano, e mi aspetto che possa migliorare con un allenatore come Spalletti e con dei compagni di squadra di alto livello”. Ed è quello che si augurano anche i tifosi della Juventus, che non vedono l’ora di accogliere il nuovo centravanti.