Lucumí: "Juve? È la società più grande d'Italia. Spalletti vuole sempre vincere"
Jhon Lucumí viene dalla sua prima partita da titolare con la maglia della Juventus, e il difensore stesso l'ha raccontato come un momento da ricordare: "Quando sei alla Juventus devi essere sempre preparato. Stiamo parlando della società più grande d’Italia. Chiaramente è stato un momento speciale: era la mia prima partita, però ero concentrato, anzi non vedevo l’ora. Anche se non fossi partito dall’inizio, speravo comunque che un po’ di minuti me li avrebbe concessi. A prescindere, la squadra va sempre davanti a tutto".
Intervistato da Tuttosport, il colombiano è tornato sulla trattativa - che vi abbiamo raccontato dai primi sondaggi di giugno - tra Bologna e Juventus, che lo ha portato a Torino nelle scorse settimane: "Quando sono partiti i contatti ero davvero felice. Quando ti parlano di una squadra come la Juve credo sia impossibile non emozionarsi e non immaginare a quello che potrebbe accadere in caso di definizione. Io l’ho sempre pensato. L’ho sempre avuto in mente. E quando ci siamo avvicinati sempre di più e ho visto quanto fosse concreta l’opzione, ho pensato di dover venire qui a tutti i costi. Volevo stare a Torino. Volevo vivere l’esperienza di essere un giocatore della Juventus".
SPALLETTI - L'avventura con la Juventus è iniziata - come anticipato - con la gara da titolare contro il Parma. Già alla vigilia Spalletti aveva ribadito la fiducia nel colombiano, che ha commentato così il rapporto con l'allenatore bianconero: "È un tecnico molto esigente: vuole vincere sempre, vuole giocare alla perfezione, e vuole che la sua squadra stia molto bene. Durante la settimana lavoriamo molto forte per arrivare agli impegni nelle migliori condizioni. Lo vediamo come il leader e dobbiamo seguire tutte le sue indicazioni per essere più vicini agli obiettivi che vogliamo raggiungere".
BOLOGNA - Non è mancato, infine, un pensiero per il Bologna e dopo le stagioni trascorse in rossoblù: "Credevo fosse arrivato il momento di fare un nuovo passo, di salire di un gradino. Con la mia famiglia e con mia moglie, quando ne parlavamo, era evidente il desiderio di avere una nuova occasione, sperando fosse ancor più grande. Allo stesso tempo sarò sempre grato al Bologna per la chance che mi ha concesso, sebbene su questo io sia stato sempre chiaro. Quando sono arrivato ho subito detto che quello era un grande step, ma che non volevo trasformarlo nel mio ultimo passo. Sono arrivato lì per crescere e migliorare, poi per provare a fare il salto. Hanno capito".