Manchester City e le 115 accuse: come funziona l'appello, le sanzioni e lo spettro delle cause legali
Il caso relativo alle 115 accuse finanziarie mosse dalla Premier League al Manchester City nel febbraio 2023 è arrivato a uno snodo cruciale. Nella giornata di ieri, secondo quanto riportato da Sky Sports, la commissione indipendente ha emesso le sue sentenze: la maggior parte dei capi d'imputazione sarebbe stata ritenuta fondata. Il procedimento si sposta ora alla fase di appello, aprendo uno scenario complesso sia dal punto di vista giuridico che sportivo. Ecco cosa potrebbe succedere adesso.
COME FUNZIONA L'APPELLO (E IL NO AL TAS DI LOSANNA) - Entrambe le parti avranno 14 giorni di tempo dalla sentenza per presentare ricorso. Un giudizio può essere appellato per motivi precisi: frode, cattiva condotta o grave ingiustizia da parte dell'arbitro. Il dettaglio fondamentale di questa vicenda è che il Manchester City non potrà fare ricorso al TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport).
Secondo la Sezione W del regolamento della Premier League, il presidente del pannello giudiziario indipendente, Sir Gary Hickinbottom, dovrà nominare una Commissione d'Appello formata da tre membri, di cui uno con incarico giudiziario (che fungerà da presidente). Le udienze saranno riservate e a porte chiuse, e la Commissione avrà ampia discrezionalità: potrà accogliere l'appello, respingerlo o variare l'ordine iniziale. Un iter che riporta alla mente le celebri dichiarazioni del presidente del City, Khaldoon al-Mubarak, che nel 2014 affermò di preferire spendere 30 milioni di sterline per i migliori 50 avvocati al mondo e fare causa all'UEFA per 10 anni, piuttosto che accettare una sanzione finanziaria per le presunte violazioni del Fair Play Finanziario.
LE POSSIBILI SANZIONI E I PRECEDENTI - La commissione indipendente ha a disposizione un ventaglio di punizioni che va dalle multe alle penalizzazioni in classifica, fino ad altre sanzioni sportive. La Premier League, per scelta, non ha una griglia fissa di sanzioni per le violazioni finanziarie: in passato i club hanno preferito evitare pene prestabilite, per il timore che le società potessero decidere deliberatamente di infrangere le regole conoscendo già il "prezzo" da pagare. Solo nel febbraio 2025 il CEO Richard Masters ha aperto alla possibilità di creare un documento programmatico.
Eventuali sanzioni verrebbero comminate in un'udienza separata. I precedenti recenti in Premier League riguardano l'Everton (penalizzato di 6 punti, poi di altri 2 per violazioni delle regole di redditività e sostenibilità) e il Nottingham Forest (-4). Scendendo nelle serie inferiori, le sanzioni sono state anche più pesanti: il Luton Town subì un -30 nella stagione 2008/09 (pagamenti illeciti agli agenti e uscita dall'amministrazione controllata senza accordi), mentre al Derby County furono tolti 21 punti nel 2021/22.