"Fa male all'anima, ma mi ritiro": l'addio di Messi all'Argentina
Una decisione che segna la fine di un'era per il calcio mondiale. Lionel Messi ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalla Nazionale argentina. Il capitano e simbolo dell'Albiceleste ha scelto il suo profilo Instagram per comunicare al mondo una scelta tanto sofferta quanto definitiva.
Un addio maturato nel tempo, al termine di un ciclo irripetibile che lo ha visto prima rincorrere e poi conquistare tutto ciò che era possibile vincere con la sua nazione, dalla Copa America fino al trionfo mondiale in Qatar. Una lettera a cuore aperto, intrisa di dolore, amore viscerale per i propri colori e la consapevolezza di aver dato fino all'ultima goccia di sudore.
"MI SONO SVUOTATO, NON HO PIÙ NULLA DA DARE" - Nel suo lungo messaggio, Messi ripercorre le tappe di un viaggio lungo vent'anni, ringraziando chi lo ha accompagnato e spiegando i motivi di un passo indietro doloroso ma necessario, per lasciare spazio alle nuove generazioni. Una scelta resa ancora più convinta da un recente lutto familiare, come si evince dalla drammatica postilla finale dedicata al padre.
LA LETTERA DI LEO - La lettera è commovente: "Dopo questo tempo trascorso dalla finale, pensandoci molto, voglio comunicare a tutti che mi ritiro dalla Nazionale… È stata una decisione che ha fatto male e fa male all'anima, ma capisco che è il momento. Vi giuro che ho sempre dato tutto, non solo negli ultimi anni in cui si è vinto tutto ma anche prima. Ho sempre lottato e dato tutto per questa maglia, per darvi gioie e farvi sentire orgogliosi di essere argentini attraverso il calcio. Manca poco e si stanno chiudendo delle tappe, e questa è una che mi fa molto male. Amo, ho amato e amerò sempre stare in Nazionale. Mi sono svuotato, non ho più nulla da dare e oltretutto ci sono ragazzi di grandissimo valore dietro che meritano di esserci. Grazie per tutto l'affetto di questi 20 anni. Mi mancherà molto ascoltarvi da dentro il campo. Ora sarò uno di voi, tifando e sostenendovi sempre da fuori (nella buona e nella cattiva sorte, ancora di più). Grazie alla mia famiglia per esserci sempre stata, per avermi accompagnato in questo viaggio così bello ma difficile. Grazie a ogni allenatore, compagno e dirigente con cui ho condiviso tutto questo. Porto con me ricordi e momenti indimenticabili vissuti insieme. Me ne vado con la tranquillità e l'orgoglio di avervi regalato, insieme ai miei compagni, momenti da sogno. È stata una follia averlo vissuto con voi. Vi voglio bene! Grazie a Dio per avermi fatto argentino. Vamos Argentina! Queste parole le ho scritte il 21 luglio, due giorni dopo la finale. Oggi, dopo quello che è successo a mio papà, ne sono ancora più convinto".