Milan, ecco Amorim: il capolavoro Sporting e la valorizzazione dei giovani
Il Milan ha scelto Ruben Amorim. Il classe 1985 diventerà così il terzo allenatore portoghese nella storia rossonera dopo Paulo Fonseca e Sergio Conceição, protagonisti nel 2024 di una stagione segnata proprio dall’alternanza in panchina, con l’ex Porto subentrato il 30 dicembre.
L’avventura a Old Trafford non è stata semplice, anzi. Amorim è arrivato nel novembre del 2024 per sostituire ten Hag, portando con sé idee forti, un’identità precisa e il suo 3-4-2-1, ma lo United non è mai riuscito davvero ad adattarsi fino in fondo alle sue richieste. La mancanza di giocatori tecnici nella prima uscita del pallone e la difficoltà nel costruire una fase difensiva più aggressiva hanno acuito i limiti di una squadra già fragile, in piena fase di transizione. Il tutto fino all'esonero del gennaio di quest'anno.
IL PASSATO IN CAMPO E L'ESPLOSIONE AL BRAGA - Prima di indossare i panni di allenatore, Amorim è stato un centrocampista di ottimo livello. Curiosamente, ha legato i momenti migliori della sua carriera da calciatore proprio agli acerrimi rivali dello Sporting: con la maglia del Benfica ha infatti collezionato titoli su titoli, guadagnandosi anche le convocazioni con la Nazionale portoghese ai Mondiali, prima di doversi ritirare prematuramente per continui problemi fisici. Appesi gli scarpini al chiodo, la transizione in panchina è stata rapidissima. Dopo la gavetta al Casa Pia e il passaggio al Braga B, la stagione 2019-20 ha segnato la sua ascesa. Promosso alla guida della prima squadra del Braga, ha incantato tutti vincendo subito la Coppa di Lega e dimostrando di essere l'emergente su cui puntare. Lo ha capito per primo lo Sporting, che per strapparlo alla concorrenza non ha esitato a versare al Braga una clausola rescissoria da 10 milioni di euro.
GLI ANNI D'ORO ALLO SPORTING - È a Lisbona che ha costruito la sua reputazione, ed è lì che ha dimostrato di poter essere molto più di un "allenatore di passaggio". Dal 2020 al 2024 Amorim ha guidato i "Leões" per 230 partite, con una media punti altissima, pari a 2,28 a gara. Numeri importanti, accompagnati da un progetto tecnico molto chiaro.
Amorim ha preso uno Sporting che non vinceva il campionato da 19 anni e lo ha riportato sul tetto del Portogallo. La Primeira Liga conquistata nel 2020/21 è stata una vera e propria svolta. Poi è arrivata anche la doppietta nella stagione 2023/24. Nel mezzo, due coppe di Portogallo consecutive e una Supercoppa nazionale. Amorim ha dato allo Sporting un’identità, una struttura. Principi chiari: dalla ricerca costante della superiorità numerica tra le linee all'aggressività nelle riconquiste. Un calcio moderno, sì, ma non teorico. Il manifesto? Un 4-1 all'Alvalade contro il Manchester City di Guardiola in Champions League, a pochi giorni dal passaggio in Premier.
LE IDEE DI AMORIM - Il sistema di riferimento è il 3-4-2-1, anche se in realtà può trasformarsi facilmente in un 3-4-3 o in un 3-4-1-2 a seconda degli interpreti. La base però, resta sempre la stessa: tre difensori, due esterni a tutta fascia, due centrocampisti centrali e due giocatori offensivi alle spalle della punta.
VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI - A Lisbona, Amorim ha mostrato una grande capacità di valorizzare il materiale umano a sua disposizione. Viktor Gyökeres è probabilmente il suo capolavoro: arrivato dalla Championship, dal Coventry City, sotto la sua guida è diventato uno dei centravanti più devastanti e desiderati d’Europa, con ben 97 gol in 102 partite con lo Sporting.
Pedro Goncalves, “Pote”, è un altro esempio molto chiaro. Arrivato dal Famalicão come centrocampista, Amorim lo ha avanzato nel tridente offensivo, trasformandolo in un riferimento sia tecnico che realizzativo (lo dimostra il titolo da capocannoniere al primo anno). Marcus Edwards, ex Tottenham, ha trovato continuità e centralità dopo anni in cui sembrava un talento incompiuto. Nuno Mendes, cresciuto nel vivaio del club di Lisbona, è stato lanciato titolare a soli 18 anni come esterno tutta fascia, fino a diventare un calciatore da oltre 40 milioni di euro e passare al Paris Saint-Germain.
Ora, il palcoscenico di San Siro rappresenta per Amorim l'occasione perfetta per il definitivo rilancio. Dopo la parentesi amara in Inghilterra, l'allenatore portoghese ha l'opportunità di riaffermare le proprie idee. Il Milan è alla ricerca di un'identità tattica forte e di una nuova valorizzazione dei tanti giovani talenti presenti in rosa: esattamente le due specialità della casa ammirate negli anni d'oro di Lisbona.