Mondiale U15, la rivoluzione di Wenger: "Niente 11 contro 11, la differenza tra Paesi sarebbe stata troppo grande"
La FIFA prova a ridisegnare lo sviluppo del calcio giovanile. A Baku, in Azerbaigian, è in corso la Coppa del Mondo e Festival FIFA U-15 2026, competizione che mette a confronto i talenti di 189 nazioni con una novità sostanziale: il torneo non si disputa nel tradizionale formato 11 contro 11. A illustrare i motivi di questa scelta regolamentare è Arsène Wenger, attuale responsabile dello sviluppo globale del calcio per la FIFA.
CAPACITÀ DI MIGLIORAMENTO - L'ex manager dell'Arsenal ha spiegato la necessità di destrutturare la partita classica per colmare l'evidente gap tecnico tra le selezioni: "Volevamo un numero ridotto di giocatori, non 11 contro 11, perché altrimenti la differenza tra i Paesi sarebbe stata troppo grande". Il format prevede gare accorciate per garantire una rotazione continua tra le squadre. "In questo modo le nazioni più piccole affrontano quelle più grandi: tornando a casa sanno su cosa concentrarsi per migliorare, capendo a che livello si trovano", ha sottolineato Wenger, il cui obiettivo primario è fornire a ogni talento l'opportunità di misurarsi con i migliori.
La modifica non è solo logistica, ma strettamente tecnica. Come evidenziato da Tomeu Perelló, selezionatore dell'Eswatini, le regole modificate hanno lo scopo di "aumentare i tocchi di palla del giocatore" per accelerarne lo sviluppo cognitivo e tecnico. L'evento, oltre a testare i ragazzi sul campo, sta fungendo da laboratorio di aggiornamento per i 189 capi allenatori presenti, i quali si stanno confrontando quotidianamente con Wenger e gli esperti della federazione internazionale per studiare le caratteristiche che dovrà avere il calciatore del futuro.