Mourinho accende il Clasico: "Il mio Real vince i titoli, mi preoccupa che le regole possano essere infrante"
Domenica sera tutti gli occhi del calcio europeo saranno rivolti verso il Camp Nou, dove andrà in scena il primo Clasico della stagione. Barcellona e Real Madrid si sono più volte punzecchiate nei primi mesi di questa stagione prima di trovarsi sul campo e non poteva mancare un botta e risposta anche alla vigilia della partita.
Sono state troppe, secondo il blaugrana Fermin Lopez, le polemiche del Real rivolte agli arbitri: "Questo discorso sta diventando un po' stancante. In campo noi dimostriamo il nostro livello e non mi sembra giusto entrare in queste polemiche quando le cose ci vanno bene". Non si è fatta attendere la risposta di José Mourinho in conferenza stampa: "Anche noi siamo stanchi di altre cose, e continuano a succedere".
LA CONFERENZA STAMPA - Mai banale lo Special One che, a proposito di arbitri, ha parlato anche dell'imminente Clasico: "Mi sorprende questa domanda, il nome dell’arbitro non mi ha mai preoccupato. Parto dal presupposto che l’arbitro sia bravo; quello che mi preoccupa è che le regole vengano infrante e, a quanto pare, stando a fonti interne, non sono state infrante. Sono usciti i nomi di diversi arbitri, ma nessuno mi ha detto 'l'arbitro è questo'. Chiunque esso sia, gli auguro buona fortuna". Al portoghese è poi stato chiesto se questo sarà un banco di prova per capire se il suo Real vincerà titoli e in modo secco ha risposto: "No, il Real Madrid con Mourinho vince i titoli".
Sulle critiche mosse fin qui alla sua squadra, che arriva allo scontro diretto a -6, ha detto: "Se una settimana fa la gente pensava che saremmo stati travolti, continuerà a pensarlo. Il fatto che si parli bene del Barcellona non mi influenza, non mi riguarda. A dire il vero, a volte si meritano gli elogi perché fanno davvero bene. Nel nostro caso siamo visti come un prodotto finito, e questo è molto difficile nel calcio, ma non siamo ancora a uno stadio avanzato di questo processo. Se parli di noi in una fase avanzata del processo, stiamo lavorando da tre mesi. Se escludiamo la preparazione precampionato e la pausa per le nazionali... lavoriamo da un mese e mezzo. Lungi dall’essere un prodotto finito, si tratta di un progetto in fase embrionale, in cui l’allenatore sta ancora conoscendo, analizzando e definendo le linee guida. Anche i giocatori stanno imparando a conoscermi. Non mi sembra giusto paragonare una squadra del genere a un’altra che ha alle spalle più anni di esperienza".
Poi, Mourinho ha parlato del modo in cui intende arginare Lamine Yamal: "Sono tutti bravi, è la stessa cosa che succedeva al Real Madrid. È un grande giocatore, e i grandi giocatori sono sempre rispettati. Ma il rispetto è una cosa, cambiare piani, schemi e dimenticare la propria essenza è un'altra. Noi non lo faremo, né con lui né contro chiunque altro con le sue eccezionali qualità". Infine, una battuta sulla sua barba: "Non è per superstizione. Non sto bene con la barba? Devo tagliarla? Sono tra i pochi nel mondo del calcio a non essere superstizioso".