Intervista

Madrid CFF, Juve Women e due Mondiali con la Spagna, Librán: "La ragazza di provincia ha vinto tutto"

Madrid CFF, Juve Women e due Mondiali con la Spagna, Librán: "La ragazza di provincia ha vinto tutto"
Oggi alle 16:30Interviste e Storie
di Cleris Ferrera
Tanti trofei nonostante la giovane età, maturità dentro e fuori dal campo: Cristina Librán si è raccontata a gianlucadimarzio.com.

"La ragazza di provincia alla fine è arrivata a vincere tutto con la Nazionale", ha esordito così Cristina Librán a gianlucadimarzio.com. "Ero una persona molto timida, non socializzavo molto nel mio paese ma il calcio mi ha aiutata a uscire dal guscio". E poi è arrivata la chiamata della Spagna con cui ha vinto due Mondiali (Under 17 e U20) e due Europei (U19) da capitana del gruppo. Nel frattempo le esperienze al Madrid CFF, una breve parentesi in prestito al Servette e poi la Juventus Women. 

Una ragazza così giovane ma così vincente con un'umiltà e un sorriso rari. "Quando torno nel mio paese, si fermano davanti casa mia per chiedermi foto. Le persone lo vedono come qualcosa di spettacolare. La gente mi prende come un esempio, questo mi dà grande entusiasmo", ha continuato. "Alla fine chi ti appoggia, lo fa ovunque tu vada. Vogliono solo che tu sia felice. Infatti sono in Italia ma è come se fossi a casa". Un cambiamento molto importante, reso meno difficile anche grazie alla presenza di tanta Spagna all’interno del gruppo bianconero.

UNA MINI SPAGNA BIANCONERA - Col passare del tempo le giocatrici spagnole sono aumentate in casa Juventus Women. "Adattarsi così è molto più semplice. Mi sento molto a mio agio con loro. Spesso capita che ci troviamo per un caffè o per cucinare qualche ricetta spagnola". Le tradizioni rimangono, soprattutto quando si sente la nostalgia di casa. E la migliore in cucina rimane "Estela Carbonell, però anche io sono abbastanza brava a fare la tortilla", ha rivelato sorridendo.

Senza dimenticare che da quest’anno anche l’allenatore, Isaac Guerrero, si è aggiunto a questo nido iberico: "Ho lavorato molto tempo sul gioco spagnolo in Nazionale. Poterlo applicare anche nel proprio club e avere un allenatore con i miei stessi pensieri rende tutto più facile. Aiuta a prendere più confidenza". Cristina sta trovando sempre più spazio in questa Juve, che punta molto anche sulla sua personalità. 

GIOVANE E MATURA - La classe 2006 è consapevole di avere ancora tanto da imparare, ma allo stesso tempo si sente matura: "Mentalmente questo aiuta tanto per adattarsi meglio e più in fretta a ogni situazione. Ovviamente tutto ciò è grazie alle esperienze che ho fatto fin da piccola". E la voglia di diventare sempre più leader non manca: "Ti mentirei se ti dicessi di no, mi piace prendere la squadra sulle spalle, essere capitana, aiutare le mie compagne, come faccio in Nazionale. Alla fine diventi la figura di riferimento delle altre".

Proprio così ha costruito un’identità forte che ha portato lei e le sue compagne di Nazionale a vincere due Mondiali e due Europei. "Per me è un orgoglio vestire la maglia della Roja. Ho avuto la fortuna di aver iniziato da molto piccola, non tutti possono dire lo stesso. Vincere con la Nazionale è incredibile e farlo nel modo in cui l’ho fatto io ancora di più. Non è facile avere già collezionato così tanti trofei", ha commentato emozionata. E il filo (giallo)rosso che collega tutte le sue esperienze passa ancora una volta dalla Spagna.

LE RADICI - Tutto è iniziato, infatti, in un piccolo paesino con una squadra di bambini di 4 anni. A supportarla sempre i suoi genitori: "Mi hanno supportata da subito. Averli al mio fianco per ogni decisione mi dà tranquillità". Poi è arrivata la chiamata del Madrid CFF ed è iniziata la scalata di Cristina verso il professionismo: "Ho bei ricordi, è stato il primo club femminile in cui ho giocato. Abbiamo vinto molti campionati e fatto vedere che anche noi sapevamo giocare bene". Con tanto di esordio in prima squadra a soli 15 anni: "Il club mi ha dato anche l’opportunità di debuttare molto presto e competere ad alti livelli con gente più grande. Questo mi è servito molto".

Sangue Blancos, ma l’idolo è blaugrana: "Aitana Bonmatí è un punto di riferimento, è una calciatrice completa che ha tanta energia e mi rivedo in lei". E durante il Clásico da che parte sta? "Non dico nulla, non ho preferenze", ha commentato ridendo. "Sono due grandi club con molti tifosi. Durante queste partite le giocatrici si entusiasmano per far vedere che il loro club è migliore dell’altro. Bisogna rimanere concentrate e lottare fino alla fine", ha aggiunto spiegando la storica rivalità. Questo però fa parte del suo passato. Dopo le grandi vittorie con la sua Spagna, la "ragazza di provincia" non è più timida e vuole continuare a lasciare il segno anche nella Juventus Women.