Intervista

A Bergamo apre la Shakhtar Academy, Yegorkin: "Siamo indistruttibili, vogliamo dare ai bambini un futuro di speranza"

A Bergamo apre la Shakhtar Academy, Yegorkin: "Siamo indistruttibili, vogliamo dare ai bambini un futuro di speranza"
© foto di Shakhtar Academy
Oggi alle 10:45Interviste e Storie
di Lorenzo Renna
Yegorkin racconta la Shakhtar Academy di Bergamo: il calcio come strumento di integrazione, speranza e futuro per i bambini ucraini in fuga dalla guerra.

"Siamo indistruttibili". Due parole che vanno oltre uno slogan e raccontano la resilienza dello Shakhtar Donetsk e del calcio ucraino, determinati a guardare al futuro nonostante la guerra. Costruire oggi per offrire ai bambini di domani un futuro migliore: è questa la missione di Yegor Yegorkin, presidente della prima Shakhtar Academy in Italia, inaugurata nelle scorse settimane a Bergamo: "Abbiamo visto tanti bambini ucraini che volevano giocare a calcio e avevano bisogno di sentirsi a casa, in un ambiente sicuro. Il nostro obiettivo è semplice: vogliamo dare a ogni bambino un luogo in cui esprimere il proprio talento e migliorare", racconta a Gianlucadimarzio.com.

Un obiettivo che va ben oltre il calcio, come spiega lo stesso Yegorkin: "Non sviluppiamo soltanto le capacità fisiche, ma anche quelle mentali e morali. Vogliamo che i bambini giochino con gioia, senza paura e senza il timore di sbagliare. I risultati vengono dopo, mentre i ragazzi imparano a pensare e a ragionare".

"IL NOSTRO MOTTO RAPPRESENTA LO SPIRITO UCRAINO" - Yegorkin racconta anche il significato dello slogan che accompagna la Shakhtar Academy e racchiude la resilienza di un popolo che da anni convive con la guerra: "Il nostro motto è 'Siamo indistruttibili'. Rappresenta lo spirito del popolo ucraino, un cuore che batte in ogni bambino che continua a lottare, anche in campo, durante gli allenamenti e le partite". Per lo Shakhtar Donetsk, il progetto rappresenta anche un'opportunità per far conoscere il club e il calcio ucraino in Europa: "Ci sono 45 Academy in giro per l'Europa, ognuna delle quali contribuisce a far conoscere lo Shakhtar e il calcio ucraino a nuovi bambini e alle loro famiglie. La vera rinascita del calcio ucraino dovrà avvenire attraverso i giocatori in Ucraina. Noi, però, possiamo mantenere vivo nei bambini l'amore per il calcio e trasmettere loro la nostra passione".

Le Academy possono inoltre rappresentare un primo passo per i giovani talenti che sognano di entrare a far parte del club: "Quando i bambini dimostrano il loro talento, possiamo presentarli al settore giovanile dello Shakhtar, in modo che abbiano l'opportunità di giocare e vedere un futuro calcistico all'interno del club".

"EMOZIONANTE VEDERE I COLORI DELLO SHAKHTAR SU UN CAMPO DI BERGAMO"  - Yegorkin ha raccontato con emozione l'inaugurazione della Shakhtar Academy, avvenuta domenica 11 ottobre: "Vedere i colori dello Shakhtar sui campi di Bergamo, con i bambini che giocano e si allenano, è qualcosa di molto emozionante. Non voglio parlare di politica, ma è meraviglioso vedere i bambini felici".

La Shakhtar Academy vuole essere molto più di una scuola calcio: un punto di riferimento per i bambini ucraini costretti a lasciare la propria casa e a ricominciare in un Paese nuovo. Attraverso lo sport, il progetto punta ad aiutarli a ritrovare fiducia e a guardare nuovamente al futuro. "Possiamo aiutare tanti bambini ucraini ad andare avanti dopo essere fuggiti dalla guerra. Quando arrivano in Italia, spesso non sanno ancora come orientarsi o che cosa fare del proprio futuro. Ora, però, possono ritrovare una speranza e immaginare un futuro di pace", racconta Yegorkin.

"ECCO COME LAVORIAMO" - Alla base del progetto c'è una filosofia educativa che affianca alla preparazione atletica la crescita personale dei ragazzi. Yegorkin entra nel dettaglio del metodo di lavoro adottato all'interno della Shakhtar Academy: "La mentalità del club si basa su uno spirito indistruttibile, sulla disciplina e sui valori morali. Non ci concentriamo soltanto sull'allenamento fisico: lavoriamo anche sulla mentalità e sulla crescita morale dei ragazzi".

L'Academy non accoglie soltanto bambini ucraini, ma anche ragazzi italiani e di altre nazionalità. Un aspetto che favorisce l'integrazione e dimostra come il calcio possa diventare un linguaggio comune, capace di superare le barriere linguistiche e culturali: "Ci sono anche ragazzi italiani. La lingua del calcio non rappresenta un problema: sosteniamo i bambini di tutte le nazionalità. In campo è facile capirsi immediatamente: un passaggio, un complimento, un'indicazione, un tiro. Vogliamo creare gruppi misti, in modo da consentire anche ai genitori di conoscersi a bordo campo. È così che nascono le amicizie vere".

Un'apertura che riguarda anche il rapporto con il movimento calcistico bergamasco, a partire da Atalanta e AlbinoLeffe. Sul tema, Yegorkin sottolinea il rispetto per le realtà locali e la volontà di imparare dal calcio italiano: "Per noi è un onore essere qui. Proviamo soltanto rispetto. Sono due grandi club. Credo che un giorno potremo anche organizzare dei tornei amichevoli insieme. Per il momento vogliamo imparare più che insegnare. La mentalità italiana e quella ucraina sono diverse, ma il calcio parla una lingua universale che riesce sempre a unire le persone".

"UN PROGETTO DESTINATO A ESPANDERSI" - Yegorkin guarda anche al futuro, con l'ambizione di ampliare il progetto e offrire nuove opportunità al calcio ucraino: "In futuro vorremmo aprire qui un'Academy che possa accogliere anche calciatori che giocano in Ucraina e desiderano venire in Europa per continuare il proprio percorso calcistico. Credo che sia un obiettivo che possiamo raggiungere passo dopo passo. È un percorso lungo, ma rappresenta una grande motivazione per noi".

Tra gli obiettivi c'è anche quello di costruire nuove sinergie con il movimento calcistico italiano: "Vogliamo continuare a creare opportunità per i bambini. In futuro potremo collaborare con società italiane. Vedremo come si svilupperanno le cose", aggiunge il classe '90.

A rendere più complesso questo percorso sono le conseguenze della guerra, che continuano a condizionare la crescita dei giovani calciatori e le possibilità di allenarsi in Ucraina. Yegorkin sottolinea le difficoltà che il movimento sta affrontando, sia sul piano sportivo sia su quello umano: "Il calcio ucraino sta affrontando diversi problemi a causa della guerra. Credo che il livello dei calciatori ucraini sia oggi inferiore rispetto a quello di cinque anni fa, prima dell'inizio del conflitto. In Ucraina non abbiamo più la stessa disponibilità di tempo e di campi per giocare e allenarci. Per questo tanti giovani calciatori vengono in Europa, anche per fuggire dalla guerra. Alcuni, però, hanno bisogno di uno o due anni prima di riuscire a tornare a giocare con serenità, perché devono affrontare difficoltà psicologiche ed emotive. Hanno visto cose che nessuno dovrebbe vedere. Sono esperienze che provocano molto stress e possono lasciare segni profondi".

"COME A CASA" - In un progetto nato per offrire ai bambini ucraini un punto di riferimento lontano dalla guerra, il calcio diventa uno strumento di accoglienza, crescita e speranza. L'obiettivo della Shakhtar Academy, però, è ancora più ampio: costruire un ambiente in cui ogni bambino possa sentirsi parte di una comunità, sviluppare il proprio talento e guardare al futuro con fiducia. "La Shakhtar Academy di Bergamo è un luogo in cui ogni bambino, ucraino, italiano o di qualsiasi altra nazionalità, può giocare, mettersi alla prova, scoprire il proprio talento e sentirsi al sicuro. Proprio come a casa. Penso che questo basti a descrivere la nostra accademia e il modo in cui lavoriamo", conclude Yegorkin.

Parole che racchiudono il senso di un progetto in cui il risultato più importante non si misura in gol o vittorie, ma nella possibilità di offrire ai bambini un luogo in cui crescere, sentirsi accolti e immaginare un futuro migliore. Perché essere "indistruttibili", a volte, significa anche questo: trovare la forza di ripartire e costruire, insieme, qualcosa di nuovo.