Alla scoperta di Raimondo, l'ex allenatore Vigiani: "Aveva fame di segnare. Può ancora migliorare"
Oggi non sembra aver più bisogno di presentazioni. Dopo aver superato anche Donyell Malen nella classifica marcatori della Serie A, prendendosi la vetta in solitaria, il nome di Antonio Raimondo è sulla bocca di tutti. Dalla doppietta alla Fiorentina alla tripletta contro il Sassuolo nell’ultima giornata: otto gol (più un assist) che raccontano l’essenza dell’attaccante nato a Ravenna, rapido e cinico come pochi dentro l’area di rigore.
Dopo una lunga trafila nelle giovanili del Bologna, la vera esplosione arriva nel 2021/22: 12 reti e 2 assist in 31 presenze nel campionato Primavera 1. Fino a quel momento, la sua miglior stagione a livello realizzativo. E chi meglio di chi lo allenava allora può raccontare dove nasce Raimondo? "Il merito è del ragazzo. Ha qualità e determinazione. Poi sicuramente gli allenatori che l'hanno avuto gli anni precedenti hanno lavorato sul suo potenziale e sugli aspetti da migliorare. Ma merito a lui per come sta emergendo", ha raccontato Luca Vigiani, ex allenatore della Primavera rossoblù e attuale match analyst del Watford, a Gianlucadimarzio.com.
PARLA L'EX ALLENATORE VIGIANI - Il percorso di Raimondo con Vigiani parte da lontano, da quando aveva 16 anni: "L'allora responsabile del settore giovanile, Daniele Corazza, mi disse che aveva del potenziale, ma era un po' piccoletto. Ha avuto uno sviluppo più lento rispetto ad altri coetanei, ma si intravedevano le potenzialità. Piano piano sono venute fuori le sue qualità, ed è anche cresciuto fisicamente. Quando ha iniziato ad allenarsi spesso con la prima squadra, sapeva che doveva spingere forte. Per crescere c'è bisogno di continuità, e lui questo atteggiamento l'ha mantenuto. Così è cresciuto e si è migliorato, tracciando la sua strada in maniera netta".
Fuori dal campo, invece, Raimondo era un ragazzo come tanti: "Tranquillo e voglioso di dimostrare il suo valore - ha dichiarato Vigiani -.Gli ho sempre visto la famiglia vicino". Un suo ricordo? "Ai primi allenamenti con l’Under 17 lo chiamavo già, anche se era sotto età. E nonostante dal punto di vista fisico non fosse ancora pronto, si vedeva che sentiva la porta: aveva fame di segnare".
"RAIMONDO SEMPRE DETERMINATO A MIGLIORARE" - Secondo Vigiani, Raimondo non ha mai avuto bisogno di qualcuno che lo motivasse quotidianamente. Ciò che lo contraddistingueva era la voglia di arrivare: "Con i ragazzi bisogna lavorare a 360° per strutturarli sotto tutti i punti di vista. Poi alcuni hanno dei tratti più marcati e devono lavorare sui punti deboli. Raimondo non aveva problemi a ricevere i nostri consigli. Si è dimostrato un atleta. Davanti alle proposte era sempre determinato a migliorare. Ai ragazzi serve questa attitudine per dimostrare il proprio valore".
Raimondo ha toccato quota 7 gol nelle prime 7 giornate. Il più vicino è Malen (6), mentre all'ultimo gradino del podio troviamo, tra gli altri, attaccanti del livello di Lautaro Martínez, Marcus Thuram, Krstovic (fermi a 4): "Il suo avvio di stagione è stato incredibile, sia sul piano delle prestazioni sia su quello realizzativo" ha affermato l'ex allenatore. "Questo sicuramente gli dà una grande spinta per continuare a fare quello che sta facendo. Questa è la ricetta giusta. Ha ancora margini di miglioramento. Se posso dargli un consiglio, è quello di continuare così, senza pensare troppo al futuro. Questo ritmo sarà difficile da mantenere: ci saranno momenti più complicati, ma lavorando così bene può levarsi tante altre soddisfazioni".
Ma ci si poteva aspettare questo exploit? "Sì, i margini erano ampi e lui aveva del potenziale. Lui è stato bravo a lavorarci. Ha tiro, è molto veloce, sa attaccare molto bene gli spazi: ha tanti punti di forza". Da allora, però, c'è una cosa che non è cambiata per Raimondo: "Le esultanze grintose, sempre accompagnate dal sorriso sul volto: un tratto che evidenzia la determinazione che aveva fin da giovane nel cercare la via della porta".