Il Bournemouth di Rose: gegenpressing, verticalità e qualità offensiva

Il Bournemouth di Rose: gegenpressing, verticalità e qualità offensiva
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Francesco Ricciardi
Giovedì al Vitality Stadium arriva il Milan. Il Bournemouth segna tanto, concede parecchi gol, ma ha una qualità offensiva importante.

Giovedì il Milan affronterà il Bournemouth di Marco Rose. L'allenatore tedesco - figlio del calcio di Jürgen Klopp, da cui è stato allenato al Mainz - guida la squadra inglese da quest'anno. Le Cherries hanno salutato Andoni Iraola, approdato al Liverpool dopo un percorso straordinario: l'allenatore basco, infatti, al termine della stagione 2025-26 ha ottenuto una storica qualificazione in Europa League, la prima in 127 anni di storia 

Negli ultimi anni il Bournemouth ha spesso collezionato "vittime" illustri: Evanilson e compagni hanno vinto due volte contro l'Arsenal, sono riusciti a battere al Vitality Stadium il City di Guardiola, e nella memoria dei tifosi resta ancora il clamoroso 3-0 inflitto al Manchester United a Old Trafford. Al termine dell'ultimo campionato, la squadra di Iraola ha centrato un incredibile sesto posto. 

I CAMBIAMENTI DI ROSE - Rose ha cambiato qualcosa a livello tattico e di impostazione. Rispetto alla precedente gestione, il Bournemouth cerca meno il possesso per puntare sulle transizioni rapide e su un recupero palla nella trequarti avversaria. Il gegenpressing è evidente, il baricentro molto alto. In fase di possesso, invece, gli uomini di Rose - spesso schierati con un 4-2-3-1 - prediligono l'accentramento di un terzino per formare una sorta di difesa a tre, lasciando che l'altro esterno basso possa spingere e dare ampiezza. Gli esterni offensivi, infatti, in questa fase tendono ad accentrarsi per cercare scambi rapidi nello stretto. Il simbolo di questa fase di possesso è Truffert: il terzino francese spinge molto, garantendo ai suoi costante ampiezza e pericolosità sulla fascia sinistra.

Le Cherries spiccano anche per l'estrema qualità offensiva. Nel 4-2-3-1 di Rose ci sono Evanilson, Kluivert, Tavernier, Rayan e Amine Adli. Senza considerare che al momento manca anche Kroupi.

In questa stagione il miglior marcatore è Tavernier con 4 reti all'attivo: l'esterno incarna l'identità voluta da Rose. Qualità con la palla tra i piedi, pressing, tanta corsa e inserimenti in area. Occhio anche a Evanilson, il centravanti. Con Iraola manteneva maggiormente la posizione, con Rose svaria molto, cerca il dialogo con i compagni e spesso si sposta sulle fasce. In questa stagione ha già segnato 3 gol e fornito ben 4 assist in 9 partite 

Rayan, invece, offre tanta imprevedibilità e qualità alla manovra offensiva, mentre Kluivert e Adli sono armi importanti da sfruttare per velocità e uno contro uno. Senza dimenticare Scott, al momento infortunato, vera e propria anima del centrocampo rossonero, e i vari Adams, Christie e Gannon-Doak. 

L'avvio di stagione del Bournemouth, tuttavia, non è stato impeccabile: in Premier League le Cherries hanno 6 punti in classifica dopo sette giornate. Una vittoria, tre pareggi e tre sconfitte (contro City, Liverpool e Chelsea). In EL, invece, il percorso al momento è netto: vittorie contro Real Sociedad e Sturm Graz.

In fase offensiva il Bournemouth è letale: 18 gol fatti in 10 partite. La fase difensiva invece - anche a causa del baricentro molto alto - ha ancora diversi problemi: sono 14 i gol subiti in dieci match tra tutte le competizioni.

Per il Milan non sarà una partita semplice, anche perché il Vitality Stadium sogna questa sfida da tempo. Nel 1970 il Bournemouth, infatti, cambiò la propria divisa, inserendo il colore nero (al già presente rosso) in onore del Milan di Rocco. Ecco perché giovedì sera si respirerà anche un po' di storia.