Il papà di Khalaili svela: "La trattativa stava per saltare"
Sono ore di attesa a Milano per l'arrivo di Anan Khalaili che è pronto a vestire la maglia dell'Inter, come vi abbiamo raccontato. Grande emozione anche per la famiglia del classe 2004. "Vengo da un ambiente professionale, quindi non mi emoziono così facilmente. Mi sono venute le lacrime agli occhi quando mi hanno detto che l'accordo era stato raggiunto. È la prima volta in vita mia che piango. Questo ragazzo mi ha fatto piangere", ha spiegato il padre a 103FM emozionato.
Svelati anche alcuni retroscena: "Abbiamo vissuto una settimana terribile. Anan è arrivato quasi a saltare alcuni allenamenti e la trattativa è stata vicinissima a saltare. Cristian Chivu ha preso l’iniziativa di chiamarlo personalmente e gli ha detto che sarebbe stato la prima scelta per quel ruolo, parlando con lui direttamente da Miami. In Belgio è stato molto continuo nelle prestazioni. Sono convinto che questo non sarà l’ultimo grande trasferimento della sua carriera. La sua forza e la sua aggressività sono le qualità che lo hanno portato fin qui".
Ma nessuna pressione per Anan. "Non so di che pasta sia fatto questo ragazzo, non c'è nessuno indifferente come lui", ha raccontato Majdi. "Oggi abbiamo negoziato per quasi tre ore, lo chiamiamo e lui dorme. Tutto a posto. Io non riesco a dormire e lui dorme, poi si sveglia. Gli ho detto che l'accordo era concluso e lui ha risposto: 'Wow? Dai, fantastico!'"
TANTE SQUADRE - "C'erano molte richieste da parte di squadre. Ora vi dico che possiamo già parlarne: Newcastle, Crystal Palace e Ipswich, che hanno fissato un prezzo di 30 milioni per prenderlo, ma lui non ha voluto", ha rivelato il padre. "I belgi sono stati un po' insistenti, dicendo che il prezzo era alto. Poi all'improvviso si sono fatte avanti Cagliari, Atalanta, Napoli e molte altre squadre".
Ma la scelta finale, come sappiamo, è stata un'altra. "Ciò che ha dato all'Inter la forza di puntare tutto su di lui è stata la Champions League, lo hanno visto lì. È arrivato secondo nei contrasti, secondo nei duelli a terra e aerei, e secondo nei ritorni di palla profonda e nei passaggi chiave. Lì ha battuto tutti i record".
RINGRAZIAMENTI - Non mancano poi i ringraziamenti per chi c'è stato fin dall'inizio: "Posso dirvi una cosa: se non fosse stato per Itzik Ovadia, Anan non sarebbe qui. È stato il primo a credere che Anan sarebbe arrivato a questi livelli. Quando io non ci credevo, lui ci credeva. La prima telefonata che ho ricevuto è stata per ringraziare Itzik per tutto quello che aveva fatto".
Spazio anche a qualche dettaglio più personale: "Lui e suo fratello sono cresciuti con questi valori. Quando è tornato dal Belgio per una vacanza di 25 giorni, ha svolto 40 sessioni di allenamento. Mattina e sera, senza riposo. Ha un obiettivo e non lo nasconde. Non è interessato al divertimento, mangia sano, dorme bene e non si lascia influenzare dalle cattive abitudini".