"Per vincere domani": Zazzaroni presenta il suo libro insieme a Malagò, Ranieri e Paratici
Giovanni Malagò, Claudio Ranieri e Fabio Paratici si sono ritrovati insieme al Circolo Canottieri Anieni di Roma per la presentazione del libro "Per Vincere Domani", scritto dal giornalista Ivan Zazzaroni. "Quest’ultimo è sveglio, capace — ha commentato Malagò con un sorriso — Noi italiani siamo stati abituati a giocare nei cortili, negli oratori. Oggi tutto è cambiato. In questi giorni, per esempio, non ho ancora visto un minuto dei Mondiali: li seguirò, certo, ma senza stravolgere i miei impegni per farlo".
Il motivo è molto chiaro: "Guardo tutto attraverso sintesi e commenti. La cosa che fa riflettere, però, è che oltre un quarto dei calciatori convocati non è nato nei Paesi che si trova a rappresentare. In alcuni casi, parliamo di dieci giocatori su 24: è un dato che dovrebbe far riflettere".
Sul tema è intervenuto anche l'autore del libro, Ivan Zazzaroni: "Quando non andiamo ai Mondiali si dice che il nostro calcio è indubbiamente in difficoltà. Ma se veniamo eliminati già ai gironi sembra quasi che tutto sia tremendamente sbagliato e fallimentare. In quei momenti si dice sempre la solita frase: 'Bisogna lavorare sui giovani, sugli italiani'. Io, però, non sono d’accordo".
"Figure come Ranieri e Paratici rappresentano moltissimo: Ranieri ha vinto con il Leicester e Paratici, per me, è il miglior direttore sportivo d’Italia. Eppure, anche loro fanno parte di questo ingranaggio e dei suoi vari problemi".
PAROLA A RANIERI E PARATICI. Oltre all'intervento a sorpresa di Gabriele Gravina, c'è stato poi spazio per le riflessioni di Claudio Ranieri: "Non credo che il nostro settore giovanile sia interamente da rifondare. Negli ultimi tre anni abbiamo vinto due campionati europei di categoria, il che dimostra che si è lavorato bene. Il vero problema è il passaggio da lì alla prima squadra". Anche perché, ha aggiunto: "Un tempo c'era l'imbarazzo della scelta, bisognava escludere un campione a favore di un altro. Oggi gli altri paesi si divertono, noi no".
Sulla stessa lunghezza d'onda si è schierato Fabio Paratici, attuale direttore sportivo della Fiorentina, che si è soffermato sul ruolo del commissario tecnico: "L'allenatore della Nazionale ha la responsabilità del risultato sul campo, non dell'intero movimento. Dopo la terza eliminazione consecutiva, leggevo forti critiche verso il presidente della Federazione o il CT di turno... una cosa che trovo quasi ridicola. Abbiamo avuto allenatori di prim'ordine come Mancini, Spalletti e Gattuso. Il problema non è il singolo presidente o l'allenatore: il problema è il sistema".