Premier League, l'ultimo atto: la volata per l'Europa, l'incubo retrocessione e gli addii storici
L'Arsenal è già stato incoronato campione d'Inghilterra per la prima volta negli ultimi 22 anni, ma la Premier League ha ancora moltissimo da offrire. L'ultima giornata si preannuncia caldissima: ben sei delle dieci partite in programma hanno infatti una posta in palio cruciale.
LA LOTTA PER L'EUROPA - Le qualificazioni per Champions, Europa e Conference League sono un rebus. L'Aston Villa è quarto e già certo del pass Champions grazie all'European Performance Spot, oltre ad aver appena vinto l'Europa League. Tuttavia, se i Villans dovessero perdere contro il Manchester City e il Liverpool (quinto a -3 e a cui basta un punto contro il Brentford per la Champions) dovesse vincere, la squadra di Emery scenderebbe al quinto posto. In questo particolare scenario, l'ingresso extra in Champions andrebbe alla sesta classificata, lasciando la settima in Europa League. Se il Villa mantiene il quarto posto, sesta e settima andranno invece in Europa League.
Il Bournemouth, attualmente sesto, ha già confermato il suo pass per l'Europa ma non sa ancora in quale competizione giocherà, potendo addirittura sognare la Champions in caso di incastri favorevoli. Alle loro spalle, la lotta è serratissima: il Brighton (settimo) può superare il Bournemouth, il Chelsea difende l'ottavo posto utile per la Conference League ma spera nel settimo, mentre Brentford (nono) e Sunderland (decimo) si giocano le ultimissime carte per strappare un posizionamento europeo.
LA LOTTA SALVEZZA: SPURS-WEST HAM - Con Burnley e Wolverhampton già matematicamente retrocesse in Championship, l'ultimo posto che condanna alla discesa negli inferi vede coinvolte Tottenham e West Ham. Il Tottenham è diciassettesimo a +2 sugli Hammers e con una vittoria contro l'Everton si garantirebbe la salvezza. Il West Ham, per sperare, deve obbligatoriamente battere il Leeds United e augurarsi una sconfitta degli Spurs. In caso di pareggio del Tottenham, il West Ham dovrebbe vincere con almeno 12 gol di scarto per colmare la disastrosa differenza reti (-22 contro il -10 del Tottenham), un'impresa praticamente impossibile.
OLTRE IL CAMPO: ADDII STORICI E TRIONFI - Se la matematica terrà incollati i tifosi ai seggiolini, l'ultima giornata sarà soprattutto teatro di momenti destinati a entrare nella storia del calcio inglese. Il nord di Londra si prepara alla festa perfetta per la redenzione dell'Arsenal. I Gunners alzeranno al cielo la Premier League cancellando 22 lunghi anni di attese, stagioni altalenanti e delusioni, mettendo finalmente a riposo il fantasma degli "Invincibles" grazie alla squadra costruita da Mikel Arteta. Contemporaneamente, a Manchester si chiuderà un'era assoluta con la fine di un impero. Pep Guardiola farà il suo ultimo inchino sulla panchina del Manchester City, concludendo un decennio di dominio tattico totale coronato da sei Premier League e dal record dei "Centurions". Le lacrime bagneranno anche Anfield per il "Last Dance" di Mohamed Salah. I tifosi saluteranno per l'ultima volta il "Re Egiziano", facendo calare il sipario su un fuoriclasse leggendario che ha definito l'intera epoca moderna dei Reds.
Spazio anche alle grandi favole calcistiche con la doppia gloria dell'Aston Villa. Il club celebrerà davanti ai propri tifosi una stagione da capolavoro, festeggiando il ritorno in Champions League fresco di trionfo in Europa League. Un miracolo sportivo simile a quello del Bournemouth, che festeggia l'ingresso in Europa per la prima volta nei suoi 127 anni di storia, firmando un cammino incredibile per una società che fino a pochi anni fa lottava per non scomparire in League Two. Sul lato opposto della medaglia, però, si vivrà il terrore puro del disastro Spurs. Per un club con la statura e la storia recente del Tottenham, affrontare i novanta minuti finali della stagione con lo spettro della retrocessione rappresenta un incubo di proporzioni inimmaginabili.