PSG, Luis Enrique: "Non può esistere una motivazione più grande del vincere la Champions League"

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Oggi alle 17:01News Calcio
di Redazione
Le parole dell'allenatore del PSG nella conferenza stampa alla vigilia della finale di Champions League contro l'Arsenal di Arteta

"Vogliamo raggiungere lo stesso traguardo, anche se percorrendo strade differenti". Queste le prime parole dell'allenatore del PSG, Luis Enrique, nella conferenza stampa alla vigilia della finale di Champions League contro l'Arsenal. Ha proseguito: "L'Arsenal è una formazione capace di difendere con enorme efficacia: non sono affatto sorpreso che abbiano conquistato la Premier League e che abbiano chiuso in testa il loro girone di Champions, soprattutto considerando il livello espresso in questa stagione. Sono stati i migliori per continuità e hanno meritato ampiamente il titolo. Credo che il lavoro di Arteta, che siede su quella panchina ormai da sei o sette anni, si veda proprio in questo: conosce alla perfezione ogni singola dinamica della sua squadra".

L'allenatore spagnolo ha poi proseguito: "L'obiettivo è assolutamente quello di riconfermarci. Il nostro focus deve essere totale. Con la vittoria dello scorso anno siamo già entrati nella storia come il miglior club d'Europa, ma non vogliamo fermarci. Lungo il nostro cammino abbiamo disputato otto partite dimostrando tutto il nostro valore, affrontando due volte il Monaco, due volte il Chelsea, per poi superare Liverpool e Bayern Monaco. Raggiungere la seconda finale consecutiva di Champions League è un'impresa estremamente complessa per chiunque; per noi rappresenta già un pezzo di storia".

SULL'ARSENAL - Luis Enrique ha poi proseguito parlando della squadra di Arteta: "Abbiamo dedicato molto tempo allo studio dell'avversario e ora lo conosciamo nei minimi particolari. Tuttavia, una finale sfugge a qualsiasi logica ordinaria. Domani l'aspetto cruciale sarà anche riuscire a divertirsi sul terreno di gioco, sapendo che in una finale di Champions League può succedere di tutto. Dobbiamo essere pronti a ogni scenario: nel calcio bastano due sconfitte consecutive per far scoppiare il caos, specialmente in una piazza come la nostra, dove l'attenzione mediatica sul Paris Saint-Germain è sempre altissima. Se devo essere onesto, non credo ci sia un favorito assoluto per domani; la differenza la faranno i dettagli. C'è una comprensibile tensione da gestire, ma fa parte del gioco".

E in risposta a quanto detto dall'allenatore dei Gunners ha aggiunto: "Non può esistere una motivazione più grande del vincere la Champions League, tutto il resto fa parte della strategia comunicativa. Sarà il campo, domani, a decretare chi è il migliore; dal canto mio, spero solo che la mia squadra riesca a esprimere la versione più brillante di se stessa".

SULL'ESPERIENZA A PARIGI - Infine Luis Enrique ha parlato del suo percorso alla guida del club parigino: "Se mi aspettavo di vincere così tanto fin dal mio primo giorno al PSG? Certamente. Era il mio obiettivo personale, così come quello della società e del direttore sportivo. Tutto questo rientrava nei piani, anche se forse i successi sono arrivati più velocemente del previsto. Di sicuro il percorso si fa più in discesa quando hai a disposizione le risorse e le strutture fornite dal club, oltre a calciatori di questo livello. Ora il futuro dice solo una cosa: scendere in campo domani per conquistare un altro trofeo. Per quanto riguarda la formazione, posso confermare che Hakimi e Nuno Mendes stanno bene e saranno della partita. Ci presentiamo da campioni d'Europa in carica, ma l'auspicio è che domani sia soprattutto una splendida festa per lo sport e un manifesto per chiunque ami il calcio".