Nazionale, Ranieri: "Bisogna sviluppare la tattica individuale nei settori giovanili"
"È il coronamento di una carriera, non ci credevo quando ho visto la chiamata di Malagò", così ha commentato Ranieri il suo nuovo incarico da Direttore Tecnico della Nazionale nella conferenza stampa di presentazione.
Insieme a lui erano presenti anche il nuovo CT azzurro, Roberto Mancini, e il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò. "Ero al mare, come vedete dalla mia faccia. La mia carriera da allenatore la dice lunga sulle difficoltà che ho affrontato", ha dichiarato.
L’OBIETTIVO - Ranieri ha sottolineato il suo obiettivo come dirigente della Nazionale italiana: "Quello che mi preme sono due cose: far innamorare i tifosi della Nazionale e permettere ai bambini, come mio nipote di 12 anni, di vedere il Mondiale con la Nazionale. Questo è quello che vorrei nel futuro".
Il DT ha proseguito rispondendo alla domanda su che cosa serve per migliorare il sistema del calcio italiano: "C'è da lavorare, Mancini è chiamato a risolvere la situazione campo, io sono chiamato a risolvere la situazione che non si vede. A giugno a Cagliari mi sono sentito dire: 'I bambini spendono troppo per giocare a calcio', non ce lo possiamo permettere. Io voglio capire il perchè. Non possiamo permetterci questo".
L’IMPORTANZA DELLA TATTICA INDIVIDUALE - Sul modo di lavorare ha dichiarato: "Dobbiamo tornare a sviluppare la tattica individuale nei settori giovanili. Saper fare tante cose che i nostri giovani allenatori non fanno più perché devono vincere, dobbiamo smetterla. Bisogna impostare e correggere sin dall'inizio. Questo cercherò di fare".
Su Rai 2 ha aggiunto: “Gli allenatori del settore giovanile sono ossessionati dalla vittoria. Dai 10 ai 15 anni bisogna tornare all'ABC, alla tattica individuale, alla fantasia. Noi siamo bravi tatticamente. All'estero la tattica la fanno poco, ma curano i fondamentali. Una volta per noi era la base. Nelle scuole calcio si passa subito alla tattica di squadra e non si fa quella individuale. Quando sei grande non basta più”
I GIOCATORI ITALIANI - Ranieri ha invitato i club a schierare più calciatori italiani possibili: "Ci sono tanti ragazzi a cui andrebbe data fiducia di giocare. Io ricordo tanti anni fa, anche con regole diverse, c'erano dei limiti sui giocatori stranieri. Ma non sono io che devo dettare queste regole. Io devo dare l'opportunità al selezionatore di poter scegliere. Capisco che gli allenatori sono chiamati a vincere, ma mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle proprie squadre di far giocare calciatori italiani".
IL MODELLO - Sulla Rai ha parlato anche della necessità di tornare a sviluppare un proprio stile calcistico: “Modello spagnolo o norvegese? Bisogna portare le famiglie italiane a spendere il meno possibile perché ci sono famiglie agiate e meno agiate. Lo sport deve essere accessibile a tutti. Io preferisco il modello italiano, siamo troppo esterofili".
Ha poi aggiunto: “Ci serve anche la collaborazione dei club. Io ho lavorato per cinque anni con chi ha inventato Clairefontaine e so come lavoravano. Non basta prendere degli allenatori e dare un programma ma va verificato quello che fanno. Noi ci siamo fissati che tutti devono iniziare da dietro, ma chi l'ha detto? Bisogna saper fare tutto. In Spagna mi facevano vedere il raffronto tra il Valencia e le altre squadre. Loro tenevano palla, ma quante occasioni facevano? Perché dovevo tenere se avevo i giocatori per andare dritto. Ora anche la Spagna va in verticale e sa quando fare una cosa e quando l'altra".
IL PROGRAMMA DI MALDINI - ll DT Ranieri si è soffermato sul programma stilato da Mancini e Leonardo: "Non l'ho ancora visto, ma sicuramente tutto ciò che c'è di buono va usato. Mi farò dare il loro programma, lo leggerò e se servirà lo porterò avanti".
Durante l’intervista su Rai 2 ha aggiunto: “Dossier Baggio? Vediamo tutto. Maldini ha lasciato un programma, vediamo anche quello”.
L’ADDIO ALLA ROMA - Claudio Ranieri è tornato invece sull'addio alla Roma, dicendo di aver scelto con il cuore e non aver rimpianti. "La Roma è la squadra del mio cuore, non potevo fare sia il CT che l'allenatore. Era impossibile, sotto tanti punti di vista" ha detto.
IL RAPPORTO CON MANCINI - Poi, una battuta di Ranieri: "Consigli? Se Roberto li vuole ci sono, ma ho tante cose da fare".
E sul rapporto con Mancini ha affermato: "Sarò sempre franco e leale con Roberto, se avrà voglia di confrontarsi con me. Da allenatore io avevo i miei collaboratori, lui ha i suoi. Non mi preoccupo, io quando andavo non sentito il ds o il presidente, Roberto è grande e vaccinato. Io vidi la sua ultima partita col City quando vinse il campionato, e vedere un italiano che vince è sempre bello".
RENDERE IL CALCIO ACCESSIBILE - Ranieri invece è tornato a parlare del costo del calcio nel nostro paese: "Lo sport costa tanto? Devo capire come far abbassare questo prezzo, io non so esattamente quanto costino le scuole calcio, le rette, i kit. Ora voglio analizzare bene tutto. Io voglio che più bambini giochino a calcio. Io fino a ieri ero al mare, si vede che i bambini amano lo sport, bisogna tornare a farli fare quello che gli piace".
Il nuovo DT ha commentato: "Chi arriverà avrà un grande senso di appartenenza. I bambini più di tutti soffrono quando non si vince. Smuoverò tutti, chiederò aiuto a tutti. L'Italia interessa a tutti, si deve vincere tutti insieme. Vedremo chi e come ci potrà aiutare e chi potrà permettere a Roberto di poter scegliere tra giocatori validi che possano giocare anche nel campionato italiano".
Sulla Rai ha concluso: “Mi aspetto resistenze? Vorrei che i presidenti dei club capissero che abbiamo bisogno di tutti, anche degli allenatori. Capisco il loro punto di vista e bisogna darci una mano per riavere l'Italia in grande stile".