Revolution Cole: "Con le mie idee migliorerò Cesena e spero il calcio italiano"
Nemmeno il tragico episodio del “Sacco dei Bretoni” del 3 febbraio 1377, l’elezione a Papa di Gianangelo Braschi nel 1775 (Pio VI ndr.) e di Barnaba Chiaramonti nel 1800 (Pio VII ndr.) o la strabiliante e inaspettata qualificazione alla Coppa Uefa del 1976, dove la squadra di calcio della città vinse al debutto contro il Magdeburgo per 3-1 guidata dall’allenatore Giulio Corsini e spinta da bandiere come Lamberto Boranga, Giampiero Ceccarelli, Pierluigi Cera e Giorgio Rognoni, permetteranno alla città di passare alla storia quanto l’annuncio di Ashley Cole come nuovo allenatore del Cesena. L’unico vero avvenimento che ha portato il nome del Comune romagnolo in tutto il mondo nel giro di poche ore.
Prime pagine dei principali quotidiani sportivi italiani e non solo. Telegiornali, siti internet dedicati al calcio. La Bbc! Al bar, a scuola. Dal barbiere e nella sala di attesa dal medico. Tutti. Nessuno escluso ha parlato, ragionato e provato a giustificare la scelta del board societario del club bianconero. Con una non troppo velata oscillazione emotiva tra la curiosità e la diffidenza.
Sensazioni che hanno trovato il primo sfogo nel debutto assoluto dell’ex terzino della Nazionale inglese nello sfortunato match contro il Mantova, perso per 3-0. Quello delle prime volte: come guida tecnica del Cesena, come allenatore di Serie B e di una prima squadra come primo allenatore.
Inutile rivangare ciò che è stato. Il presente racconta che, oggi, giovedì 19 marzo 2026, nella modernissima “Pages Lounge” dell’Hospitality dell’Orogel Stadium Dino Manuzzi, Ashley Cole si è presentato in via ufficiale e definitiva alla stampa locale e nazionale.
A fare gli onori di casa e introdurre il successore di Michele Mignani è stato il direttore generale del club Corrado Di Taranto. “Già dai primi giorni, Ashley, ha portato entusiasmo ed energia incredibile – ha esordito Di Taranto -. Ha accettato subito la proposta del Cesena. Ha saputo mettersi a disposizione con una umiltà unica. Non usuale per campioni del suo calibro. E questo è un valore aggiunto per tutti noi”.
NUOVE IDEE E L'ESAGERAZIONE A MANTOVA - Tralasciando i convenevoli del caso, il primo intervento pubblico di Cole come allenatore del Cesena si è focalizzato sul campo. Che, certo, non ha riservato un piacevole inizio. Anche a causa di qualche azzardo nella formazione schierata a Mantova. Dopo solo due allenamenti. “Dopo aver visto il pareggio col Frosinone la mia idea era dare subito la mia impronta – ha chiarito senza fronzoli il nuovo allenatore bianconero -. Dobbiamo cambiare stile. Sfruttando la notevole duttilità di molti giocatori”. Poi, un velato mea culpa apprezzato dalla platea. “Il mio errore è stato chiedere troppo al calciatore. Anche rispetto al cambio di ruolo di qualcuno. Ma io devo cambiare qualcosa. Non posso giocare a cinque e aspettare. Come squadra e come società dobbiamo fare di più di tutto questo”.
Come non sembra essere un problema. “Il mio lavoro è capire dove sono e a che livello sono. Ho già iniziato a studiare la Serie B per capire cosa posso dare ai miei calciatori. Devo continuare studiare e capire tutto. Lo farò circondato dal mio ottimo staff. Ma adesso devo dare la mia impronta. Per cambiare la mentalità e ci vorrà tempo. Sono solo all’inizio del mio percorso”.
CESENA, FIRST CHAPTER - Per Ashley Cole, Cesena è la prima vera occasione da allenatore. Una scelta calibrata e sentita. "Questa società ha una storia importante. Con valori sani e in linea con i miei principi. Sono sempre stata una persona umile. Che ha lavorato sodo per arrivare dove poi è arrivata. Sono molto ottimista per il futuro di questo club perché mi rispecchio in esso. Anche la mia storia, fin dall’infanzia, conferma il mio modo di essere. Non ho mai chiesto nulla a nessuno. Ho sempre faticato e messo tutto me stesso per ottenere ciò che volevo”.
Vero. Il tempo in fondo è spesso alleato. Ma senza fidarsi troppo. Mantova insegna. “Se questa squadra avesse vinto le ultime 8 partite io non sarei qui – ha affermato Cole. Quindi, qualcosa non funzionava; bisogna che tutti capiamo e capiscano questo aspetto. Pertanto, io devo per forza cambiare qualcosa. Devo cercare di portare nuove idee”. Il futuro? A suo tempo. Appunto. “Arrivo qui con la massima apertura. Vorrei rimanere a lungo, certo, ma prima devo lasciare il mio segno personale”.
L'ITALIA - Per Cole non è la prima esperienza italiana. Due anni alla Roma a fine carriera e una certa curiosità verso il calcio nostrano. “Il calcio taliano è in difficoltà, lo so – ha riconosciuto -. Sono anni che la Nazionale non va ai Mondiali. Non ho pretese, ma se potessi far qualcosa per portare nuovi elementi che diano una svolta anche a questo movimento sarebbe un onore”.
LA SERIE B - Lodevole. Ma come origini insegnano: step by step. “La Serie B è un campionato di buon livello. Ho visto alcune partite che mi hanno fatto notare come tutte giochino più o meno allo stesso modo. A noi manca qualche dettaglio per fare il salto di qualità che ci porterebbe a competere con le prime in classifica. Però, ho già gli elementi per farlo”. All in già in vista del prossimmo match contro il Catanzaro: “E posso garantire che già sabato vedremo un Cesena diverso. Prima della partita col Mantova ho avuto pochi giorni per lavorare con la squadra. Ma ve lo assicuro: sabato col Catanzaro, qui, allo stadio "Manuzzi" vedrete un’altra squadra. Poi, ribadisco: la squadra sta attraversando un periodo negativo e va superato. Sono fiducioso anche per resto della stagione”. Tutta la stagione. “I play-off? Sono lì, ci credo più di tutti. E li centreremo. In caso contrario l'unico colpevole sarò solo e soltanto io”.
SENSAZIONI - È stato poi il momento di affrontare il fattore più rilevante quando un allenatore entra in corsa a poche giornate dalla fine del campionato. E con una classifica ancora, del tutto, in divenire: il rapporto con i calciatori. “Non ho paura di questa situazione. Esistono nel calcio. Vanno affrontate. Adesso devo conoscere l’ambiente. Parlo un po’ di italiano, ma sarò seguito anche su questo”.
E la strategia sembra già definita. Alla inglese, senza dubbio. “Dobbiamo migliorare in tutto. Non lo nego – ha ammesso -. Nel possesso palla e senza palla. Dobbiamo essere più cattivi sui palloni e aumentare la velocità. Vorrei che il risultato del mio lavoro si vedesse già sabato con il Catanzaro. Tra tre mesi voglio vedere Cesena diverso. Felice, contento di giocare per questa maglia e per la storia di questo club”.
LA ROMAGNA - Infine, ciò che colpisce e resta sempre di più in chi sceglie di accomodarsi in riva al Savio. Anzi, in Romagna. “Posto bello. Ma devo dire che al momento ho poco tempo, mi sposto solo dall’albergo al campo di allenamento (ride ndr.). Ho una moglie italiana che mi aiuta. E senza dubbio si mangia benissimo”.
SETTORE GIOVANILE - Nello staff di Cole ci sarà anche Nicola Cappellini , collaboratore tecnico del settore giovanile bianconero. Un segnale ulteriore di quanto la connessione tra prima squadra e i ragazzi del vivaio sia tra i pilastri del progetto societario del Cesena. “Quando ho smesso di giocare sono entrato nel settore giovanile del Chelsea. Un percorso tra i ragazzi molto importante per me. E questo è ciò che voglio emerga nel calcio. A Cesena abbiamo dei giovani che meritano di confrontarsi con i massimi livelli. Berti e Shpendi lo dimostrano. Dare importanza ai giovani, quando sarà il momento, è fondamentale. Credetemi. Io ho fatto questo percorso. Fin da ragazzino e mi è servito tantissimo”.
Scontato. Vero. Ma l’eccesso di azzardo in Romagna non aggrada troppo. E, quindi, un banale: “Good Luck Ashley” è ciò che di meglio si possa affermare. Per il più classico “Dai burdel!” ci sarà tempo. Directly from coach Ashley Cole.