Roma, Gasperini: "Partita chiusa dopo il 3-1. Champions? Siamo un po' indietro"
"Dopo il 3-1 la partita si è chiusa e bisogna dare merito all’Inter. Perdere a Milano ci sta, sicuramente non con queste dimensioni": Gian Piero Gasperini riassume in poche parole una gara complicata, in cui la Roma ha reagito dopo lo svantaggio ma non è riuscita a reagire nel secondo tempo, subendo altre tre reti che hanno poi chiuso il match.
Con questa sconfitta si complica soprattutto la corsa Champions League della Roma, che resta a -3 dal Como e a pari merito con la Juventus, ma con una gara in più rispetto a entrambe.
Proprio sul cammino verso il quarto posto l'allenatore ha proseguito, soffermandosi sulla lotta con le squadre vicine che, come dicevamo, devono ancora affrontare i rispettivi impegni: "Obiettivo difficile? Lo è per noi, Como, Juventus e Atalanta: ci sono 7 partite e 8 per gli altri, in questo momento siamo un po’ indietro ma faremo di tutto per recuperare".
SUGLI INFORTUNI - La sconfitta contro l'Inter, inoltre, non è stata l'unica brutta notizia della serata. Gasperini ha dovuto rinunciare a Mancini nel secondo tempo a causa di un infortunio, dopo essersi ritrovato anche senza Wesley e Manu Koné: "Per noi Mancini è un giocatore importante e quando riusciamo a essere tutti al completo siamo sicuramente più competitivi: ci stanno mancando a turno diversi giocatori, oggi non c’erano Wesley e Koné. La partita ha avuto due volti, nel primo tempo ho visto tanta Roma nella partita ma il risultato finale fa vedere tutto in modo diverso: dopo il 3-1 la partita si è chiusa e bisogna dare merito all’Inter".
SULLA SQUADRA - Proseguendo, in conferenza stampa l'allenatore della Roma si è soffermato sul gruppo e sul suo possibile miglioramento, al di là delle operazioni sul mercato: "Pensare di buttare per aria questo gruppo per me è una follia. Va rinforzato questo gruppo nei modi giusti. Bisogna migliorarlo e non abbatterlo. Non è solo una questione economica perché la Roma quest’anno ha speso molto, mai capitato di lavorare in una società che spendesse queste cifre. Non è solo una questione economica, ma di dove e chi andare a prendere per migliorare questa squadra".