Roma, Pellegrini: "Dopo il gol nel derby ho pianto. Siamo un gruppo che ha sempre dato tutto"

Roma, Pellegrini: "Dopo il gol nel derby ho pianto. Siamo un gruppo che ha sempre dato tutto"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:00News Calcio
di Nicolò Minerva
Il centrocampista della Roma ha parlato della stagione con i giallorossi e della Nazionale al Corriere dello Sport

Lorenzo Pellegrini ha raccontato il suo presente alla Roma in un'intervista al Corriere dello Sport. Il capitano giallorosso è partito dall'allenatore, Gian Piero Gasperini, elogiandone il lavoro: "Ci ha sempre creduto, ci ha trasmesso la sua grinta, e l’arrivo di Malen ci ha aiutato tanto". Pellegrini è rimasto colpito dalla qualità dell'olandese, definendolo "uno che fa la differenza".

La qualificazione dei giallorossi in Champions League ha liberato il trequartista - e tutta la squadra - dalla pressione per la lunga assenza dalla massima competizione europea. "La felicità è immensa, per noi e per i tifosi, era frustrante dare tutto e non riuscire ad arrivare. È stata una liberazione" ha confessato.

IL DERBY - Ma qual è stato il momento più importante della stagione di Pellegrini? Il giocatore non ha dubbi: "Il gol al derby. Lo metto tra i più belli con la maglia della Roma, forse uno dei primi due".

La rete contro i cugini laziali è arrivata dopo l'operazione e la lunga riabilitazione. Pellegrini ha detto: "Da quando mi sono operato, credetemi, non c’è stato giorno in cui io non mi sia allenato, a volte anche tre volte al giorno. E che succede? Succede che gioco la mia prima partita dopo quattro mesi e mezzo di infortunio, al derby, titolare, perché il mister mi dà questa opportunità e faccio gol. Ero emozionato, felice, appagato. Ho pianto. Non ho preparato quella partita in una settimana, ma in tutti i mesi precedenti. E non perché era il derby, per quanto è sempre bello segnare contro di loro, ma per tutto quello che c’era dietro".

LA PAURA - Lorenzo Pellegrini ha ricordato il periodo in cui gli è stato diagnosticato un problema fisico, a seguito del quale gli fu revocata l'idoneità sportiva. "Mi avevano tolto l’idoneità per sei o otto mesi. Ma io avevo capito che stavo guarendo e obbligai i miei a fare una visita per l’idoneità sportiva prima di quella della Roma" ha svelato.

E ancora: "Avevo ragione, tornai in campo, Veronica (la moglie ndr) sempre accanto a me. Non vedevo l’ora di rientrare. Perfetto. Prima partita, mi rompo il dito del piede".

IL GRUPPO - Qual è stata la forza della Roma in questa stagione? Il capitano non ha dubbi: il gruppo. "Siamo un gruppo che ha sempre dato tutto. Abbiamo vinto un trofeo, fatto una finale, due semifinali e ora siamo tornati in Champions. Abbiamo disputato ottime partite, altre invece molto brutte, come tutti. Ma non abbiamo cacciato allenatori o deciso tutto dentro Trigoria. Mai".

E infine, un pensiero alla Nazionale, con la mancata chiamata di Gattuso per i playoff Mondiali contro Irlanda del Nord e Bosnia e il dubbio sulla convocazione al Mondiale, qualora gli Azzurri si fossero qualificati. Pellegrini ha detto: "Non so se sarei stato convocato, Gattuso è stato onesto con me quando abbiamo parlato, ho capito perché poi ai playoff non mi ha portato, ha puntato sul gruppo che era arrivato fin lì. Io avrei continuato con lui anche dopo l’eliminazione con la Bosnia".