Monza, Bianco: "Siamo come il marmo di Michelangelo, la Serie A è già dentro di noi"
Il Monza è a novanta minuti dal sogno, forte del 2-0 maturato all'andata al "Ceravolo" grazie alle reti di Hernani e Caso. Ma guai ad abbassare la guardia o a fare calcoli. Alla vigilia della finale di ritorno dei playoff di Serie B contro il Catanzaro, Paolo Bianco detta la linea in conferenza stampa: "Ho detto alla squadra di avere lo stesso atteggiamento dell’andata, di vincerla nonostante il vantaggio sia importante".
L'OSSESSIONE, IL MARMO E LA LEZIONE DI MICHELANGELO - Il focus principale dell'allenatore è sulla tenuta psicologica, per evitare le scorie del recente passato. Il riferimento è alla flessione arrivata nel momento clou della regular season: "Siamo arrivati alla gara decisiva col Mantova con l’ossessione di voler ottenere il risultato", analizza Bianco, "e se ci arrivi con l'ossessione, l’obiettivo lo allontani. Questa squadra aveva tutto per raggiungere il traguardo nella regular season e non l’abbiamo fatto per questa ossessione. Non era colpa della squadra, ma di quanto arrivava da fuori: sembrava tutto dovuto e scontato".
Per sgomberare la mente dei giocatori, l'allenatore ha lavorato a fondo sull’aspetto mentale ricorrendo a una metafora artistica: "Ho fatto un esempio ai ragazzi. Quando chiedevano a Michelangelo cosa vedesse guardando un pezzo di marmo, lui rispondeva che vedeva già il capolavoro all’interno; doveva solo togliere i pezzi che non servivano. Questa squadra deve fare la stessa cosa. Ha già nelle corde la Serie A, serve solo togliere gli ostacolini che non ci permettono di raggiungerla".
IL MONZA CAMALEONTICO - A livello tattico, Bianco sceglie un aggettivo preciso per definire il suo Monza: "Camaleontico, perché può fare tutto in qualsiasi momento". Una flessibilità che si abbina a una grande tenuta morale. Ripensando alle immagini simbolo della stagione, l'allenatore sceglie i momenti di maggiore difficoltà, da cui il gruppo ha saputo rialzarsi: "La squadra sotto la curva dell’Avellino e a terra a Mantova: sono i momenti più bassi della stagione, ma la squadra ha sempre reagito".
Una reazione figlia dello spessore umano dello spogliatoio. "Oggi, nell’ultimo allenamento della stagione, li ho ringraziati", rivela Bianco. "Ho ricevuto un bellissimo complimento da parte dei dirigenti: mi hanno detto che per la prima volta hanno visto una squadra non sbagliare mai un allenamento. È merito dei ragazzi e dei loro valori umani, prima ancora che delle loro qualità". Qualità che hanno portato alla chiamata in Under 21 di Bakoune e Colombo, definita una "conseguenza normale del lavoro fatto", e al primo storico stadio tutto esaurito: "Le presenze sono legate a quanto hanno fatto i giocatori, sarà una bellissima cornice per tutti, per chi sarà allo stadio e per chi la vedrà in tv". Sorride anche l'infermeria: "Ravanelli sta bene, non è al 100% ma sarà convocato. Gli altri stanno tutti bene".
MAESTRI, CONTRATTI E UN POSTO SEGRETO - A livello personale, l'allenatore riconosce il peso delle sue esperienze passate con due figure di spicco come Massimiliano Allegri e Roberto De Zerbi: "Sono state esperienze formative. Ho avuto la fortuna di collaborare con due dei migliori al mondo, poi ognuno è se stesso".
Sul proprio destino in Brianza ha le idee chiarissime: "Ho un altro anno di contratto, spero diventino altri due perché vorrà dire che saremo in A. Il futuro è a prescindere dalla categoria, ma spero da domani di avere due anni in più". E in caso di festa promozione, niente fioretti plateali: "Non ho fatto nessun voto, ma ho un posto dove andare e stare lì da solo. Ve lo dirò quando sarò lì". A novanta minuti dal traguardo, il Monza è pronto a togliere gli ultimi ostacoli di marmo per rivelare il suo capolavoro.