Simon Kjaer: "Il Milan è stato un sogno, tifo ancora per loro. Vi racconto il mio Midtjylland"

Simon Kjaer: "Il Milan è stato un sogno, tifo ancora per loro. Vi racconto il mio Midtjylland"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di DANIELE MASCOLO
Oggi alle 12:00News Calcio
di Mattia De Pascalis
In una lunga intervista a "Milan Vibes", Simon Kjaer ripercorre gli anni d'oro passati al Milan, coronati dallo scudetto vinto nel 2021.

121 presenze con il Milan, 65 a Palermo, 24 con la Roma, e 6 con l'Atalanta proprio poco prima di arrivare a vestire rossonero. Numeri che raccontano solo in parte il legame costruito da Simon Kjaer con il calcio italiano, diventato negli anni della sua carriera uno dei difensori più apprezzati e rispettati della Serie A.

Ed è proprio in rossonero il momento più alto della sua esperienza in Italia, conquistando da protagonista lo scudetto del 2021 sotto la guida di Stefano Pioli. Un percorso che ha consolidato il rapporto speciale con il club rossonero, così tanto da farlo rimanere legato anche dopo il ritiro: "Tifo due squadre, Milan e Danimarca". Nel corso di una lunga intervista rilasciata a "Milan Vibes", l’ex capitano rossonero è tornato a raccontarsi.

LE PAROLE DI KJAER - Solo a nominare quell'annata, a Kjaer vengono i brividi: "Credo sia stata una delle giornate più belle della mia vita, emozioni che mi rimangono per sempre. Il Milan è stato un sogno, lo Scudetto è stato un sogno".

Da Maldini a Ibra, l'ex difensore danese racconta le figure che più di tutte, hanno lasciato il segno durante il suo periodo rossonero: "Paolo Maldini come persona è la prima cosa: con un essere umano devi stare a stretto contatto ogni giorno, quindi lo scegliere sempre anche come esempio da portare ad un evento come questo (il Memorial Franco Chignoli, ndr). Ma anche Zlatan Ibrahimovic, che a volte non è così simpatico ma come persona, per mentalità e voglia di vincere, non ho mai visto una cosa del genere. Su di lui ho imparato tantissimo di quella mentalità e sono molto contento di averlo conosciuto a 29 anni perché è un animale (ride, ndr)."

Il sogno di arrivare al Milan: "Ho smesso anche perché ho raggiunto il sogno di vincere con il Milan. Poi ho raggiunto un punto in cui io avevo un’età per smettere e i ragazzi avevano un’età che continuando a giocare non mi sarei goduto. Io ero andato via di casa a 15 anni ed ero in una situazione in cui, a meno che mi avesse chiamato il Real Madrid per fare il quarto, mi avesse chiamato una squadra straordinaria, non mi sarebbe mancato continuare giocare. Mi manca stare coi ragazzi, mi manca San Siro, ma non giocare a calcio".

L'IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA PER UN CALCIATORE - Simon Kjaer racconta inoltre il rapporto con la sua famiglia, e il legame costruito nonostante gli "impegni del calciatore": "La famiglia per me è tutto anche nel calcio: tutto parte dalla famiglia. Rispetto, voglia di lavorare, voglia di essere compagno. I miei figli giocano in difesa. Io non avevo come compito quello di fare gol, ma anche i miei figli hanno la testa dura come me, ogni tanto vogliono andare a fare gol. Io sono meno duro di mio padre nel dare consigli, se loro me li chiedono io li consiglio e li porto in una strada diversa da quello che stanno facendo, quello che stanno facendo ora è frutto del loro lavoro invece. Sono due difensori centrali, uno mancino".

Spazio anche per un consiglio ai più giovani che vogliono approcciarsi al mondo del calcio: "Credo che la cosa che comincia sempre più presto, che è la pressione di vincere, porta una barriera nello sviluppo del talento. Il consiglio è non avere rimpianti: quando vai dentro il campo devi andare a 1000 e non pensare a nulla. Quello che ho vissuto nell’ultima parte della mia carriera è divertimento e gioia al massimo livello: sapevo che io avevo messo tutto in allenamento, quando andavo a San Siro, vincevo o perdevo ma ero a casa sereno perché sapevo che avevo fatto tutta la settimana al massimo, a mille. Ti dà la possibilità di dare soddisfazione nel restare dentro il campo: il mio auspicio è che i ragazzi possano arrivare a questo punto con un percorso, a me è arrivato a 29 anni".

COSA FA OGGI KJAER - Oltre il papà a tempo pieno, oggi l'ex centrale rossonero è un dirigente del Midtjylland: "È la prima società che ha aperto un’accademia in Danimarca, con un percorso pazzesco in 25 anni. Qualche anno fa hanno costruito un centro sportivo con una scuola dai 6 ai 13 anni e mangiano insieme ala prima squadra, stessa struttura. Si lavora in maniera umana, si pensa prima all’uomo e poi al calciatore. La nuova proprietà ha investito tantissimo in centro d’allenamento, scuola, campi, strutture che testimoniano la volontà di crescere ed innovare per migliorare come società, se stai fermo sbagli e per questo mi piace lavorarci".