Simone Inzaghi: "Inter? Vorrei rigiocare la finale di Istanbul. Tornare in Europa sarebbe uno stimolo"
Riparte la Serie A, e lo farà con Inter-Monza. Tra gli spettatori dal divano non mancherà un grande ex come Simone Inzaghi, come svelato dallo stesso allenatore dell'Al Hilal in un'intervista a Il Giornale: "Le tv saudite trasmettono solo Premier, Liga e Champions, ma ovviamente mi sono organizzato con le app e quando posso mi vedo tutte le partite di Serie A".
A proposito di Inter, l'allenatore piacentino non ha nascosto un rimpianto in particolare riguardo i suoi anni in nerazzurro: "Vorrei rigiocare la finale di Istanbul, meritavamo di più. Siamo andati vicino a un miracolo sportivo contro la squadra più forte dell’ultimo decennio".
FUTURO - Riguardo il suo futuro, Simone Inzaghi non ha nascosto gli stimoli che deriverebbero da un ritorno in Europa, pur restando concentrato sull'Al Hilal: "Sono molto dentro al presente, il futuro può aspettare. Qui ho tutto e voglio dare tutto a questo club. L’anno scorso siamo stati l’unica squadra imbattuta al mondo, quest’anno vogliamo alzare nuovi trofei. L’Italia è nel mio cuore, l’Europa sarebbe un grande stimolo. Il mio inglese è migliorato molto, la lingua non sarebbe un ostacolo".
Sulle critiche ricevute negli anni, invece: "Il sistema dipende dai giocatori che hai, sempre. E le critiche per le sostituzioni dei giocatori ammoniti, allora? Ho cominciato a farle nel 2018, ora mi pare che le facciano quasi tutti. Giocare 10 contro 11 con l’intensità odierna equivale a mezza partita persa, ne ho parlato con molti colleghi e tutti la pensano come me".
"PERIODI DIFFICILI ALL'INTER? UNO STIMOLO" - Inzaghi ha fatto anche un pronostico per il campionato pronto al via: "Sulla carta è l'Inter la grande favorita, ma poi c’è il campo. e le squadre competitive sono molte, dal Milan, al Napoli, dalla Juventus alla Roma e al Como".
Sulle difficoltà nel periodo nerazzurro, invece: "All’Inter ho vissuto 4 anni meravigliosi. Abbiamo vinto 6 trofei, giocato 2 finali di Champions e siamo rimasti sempre competitivi, anche in un periodo nel quale il club doveva essere molto attento sul mercato. La dirigenza è stata bravissima, risanando un bilancio vicino al collasso e a me non hanno mai nascosto nulla. Non ho mai vissuto queste difficoltà come un alibi, sono stati uno stimolo. Abbiamo costruito, fatto crescere giocatori, creato valore e dato all’Inter una mentalità ancora più forte".
"LAZIO? TRISTEZZA" - Sul momento della Lazio, invece, Simone Inzaghi non usa mezzi termini: "Suscita tristezza, spero che si esca presto da questa situazione difficilmente sostenibile. I tifosi che non vanno allo stadio sono i primi a soffrirne. Conosco bene l’ambiente: sono arrivato alla Lazio a 23 anni e ne ho trascorsi lì 22, anche se è stato quasi un caso".
Proprio sul suo arrivo in biancoceleste, l'allenatore ha raccontato un retroscena: "Nell’estate del ’99, dopo i 15 gol in A col Piacenza, feci le visite mediche al Milan, ma non mi presero perché il dottor Meersseman disse che la mia schiena aveva una predisposizione agli infortuni. Non lo sapevamo, ma purtroppo aveva ragione, visto che a 28 anni già non ero più io, proprio per la schiena. Potevo diventare milanista 2 anni prima di Filippo, invece andai alla Lazio. E vinsi subito lo scudetto, fui capocannoniere in Champions. Le mie soddisfazioni me le sono tolte".