Zielinski: "Chivu mi capisce, l'Inter ora è il mio tutto. A Udine rischiai di tornare in Polonia"
Piotr Zielinski si è ormai preso le chiavi del centrocampo dell'Inter, diventando una pedina insostituibile nello scacchiere di Cristian Chivu. Il polacco, arrivato a parametro zero un anno fa, ha saputo trasformare lo scetticismo iniziale in una leadership tecnica silenziosa ma efficacissima, culminata in prestazioni di alto livello e reti pesanti. In una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, il centrocampista ha ripercorso la sua lunghissima avventura italiana, iniziata quando era poco più che un adolescente e arrivata oggi alla piena maturità professionale.
LE RADICI E IL NUOVO RUOLO CON CHIVU - I ricordi del centrocampista partono proprio dalle difficoltà vissute da adolescente, lontano da casa. "Sono sbarcato qui che ero ancora un ragazzino e, approdando in una nazione nuova, l'impatto non è stato per niente facile", ha esordito il giocatore nerazzurro, ripensando ai suoi primi passi nel nostro campionato. Un ruolo cruciale nel suo ambientamento lo ha giocato la società friulana, che ha fatto di tutto per proteggerlo: "Grazie all'Udinese ho avuto la grande opportunità di tenere sempre un familiare al mio fianco. Stagione dopo stagione sono maturato diventando un uomo".
Il suo percorso di crescita, tuttavia, ha vissuto un momento di profonda crisi, un vero e proprio bivio in cui la sua storia in Serie A è sembrata giungere prematuramente al capolinea. "I campionati vissuti a Udine sono stati meravigliosi, fatta eccezione per l'ultimo, in cui stavo letteralmente per fare le valigie e rientrare in Polonia", ha svelato Piotr. "Per mia enorme fortuna c'è stata l'intuizione di portarmi all'Empoli, e proprio in quell'avventura in Toscana sono riuscito finalmente a far emergere le mie doti".
IL PASSATO A NAPOLI E LA REAZIONE DI BASTONI - Nonostante il presente sia a tinte nerazzurre, il polacco non dimentica gli otto anni trascorsi all'ombra del Vesuvio, un periodo che lo ha segnato profondamente. "Provo un affetto immenso per Napoli e auguro alla società ogni successo, ma in questo momento la mia mente è rivolta esclusivamente all'Inter", chiarisce con onestà, mettendo il campionato al primo posto delle sue priorità. Nello spogliatoio di Appiano Gentile, intanto, si lavora per superare i momenti di tensione, come le recenti critiche piovute su Alessandro Bastoni dopo l'espulsione e le polemiche legate alla sfida contro la Juventus. "Ho visto Alessandro molto amareggiato, proprio come tutti noi, ma lo sento già carico e pronto a dare una risposta sul campo", confida Zielinski, facendo scudo al compagno di squadra.
IL SOGNO EUROPEO E IL MISTERO BODO - L'unico neo di una stagione fin qui esaltante resta il cammino europeo, interrotto bruscamente dalla sfida contro i norvegesi del Bodo/Glimt. Un'eliminazione che brucia ancora e di cui il polacco fatica a darsi una spiegazione logica. "Sinceramente non ho ancora capito cosa sia andato storto. Non abbiamo assolutamente preso sotto gamba l'impegno, conoscevamo il valore dei nostri avversari", riflette. Sebbene il terreno di gioco sintetico in Norvegia possa aver rappresentato un ostacolo, il centrocampista non cerca scuse: "Certamente avremmo dovuto offrire una prestazione migliore. Nella gara di ritorno a San Siro eravamo assolutamente certi di poter ribaltare il risultato, ma purtroppo queste delusioni fanno parte del calcio".
Guardando al futuro, l'obiettivo è quello di tornare a splendere anche fuori dai confini nazionali. "Chiaramente l'obiettivo principale è quello di riuscire a dire la nostra anche nelle competizioni europee, tornando a disputare quelle gare straordinarie che avevamo fatto vedere lo scorso anno", conclude il polacco. Per farlo, Zielinski punta tutto sulla prossima stagione, sperando di poter finalmente svolgere una preparazione estiva completa: "Il mio desiderio è alzare l'asticella. Tornerò con una grinta incredibile, forte di una condizione fisica ottimale che nelle ultime due annate, purtroppo, non ho avuto la possibilità di curare al meglio".