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CAF, altro ribaltone: annullata la multa a Saibari per l'asciugamano rubato a Mendy
Ha del clamoroso quello che sta succedendo attorno all'ultima Coppa d'Africa. Manifestazione vinta sul campo dal Senegal per 1-0 ai tempi supplementari il 18 gennaio ma che la CAF ha deciso di assegnare al Marocco, sancendo la sconfitta a tavolino per i Leoni della Teranga che avevano abbandonato il campo per 15 minuti in segno di protesta per una decisione arbitrale. E da quanto riportato da L'Equipe, questo non è l'unico provvedimento preso dalla Confederazione africana.
Un episodio che aveva caratterizzato la finale dello scorso gennaio era stato il tentativo da parte dei giocatori marocchini di privare Mendy, portiere del Senegal, del suo asciugamano. Prima Hakimi, che spinto dai suoi tifosi aveva deciso di buttare l'asciugamano in questione oltre i cartelloni pubblicitari. Azione non passata inosservata da Diouf, portiere di riserva senegalese, che ha avuto il compito di proteggere il compagno.
Poi, lo stesso tentativo l'avevano tentato prima i raccattapalle, poi il centrocampista Saibari che, una volta sostituito, si era piazzato sulla linea di fondo per evitare che l'asciugamano venisse toccato e passato.
LA DECISIONE DELLA CAF - Al giocatore del PSV Eindhoven Saibari, che era stato multato di circa 86mila euro, è stata annullata l'ammenda e riceverà solo una giornata di squalifica. Resta invece la responsabilità da parte della Federazione marocchina nei confronti dei raccattapalle: la multa inflitta è di circa 43mila euro.
Juventus, Yildiz: "Spalletti un uomo speciale. Paragone con Del Piero? Voglio costruirmi una storia mia"
Stella. La traduzione della parola 'Yildiz' in italiano è proprio questa, un concetto espresso dal numero 10 della Juventus sia in campo - a suon di giocate - che nella sua esultanza dopo i gol. Il futuro del classe 2005, fresco di rinnovo fino al 2030, continuerà a splendere in bianconero: "Non ho mai giocato per il denaro, ma solo per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern Monaco ad esempio", come raccontato dallo stesso Yildiz al Corriere dello Sport.
Il turco è tornato sull'addio ai bavaresi, nell'estate 2022, prima di iniziare il percorso nel settore giovanile della Juventus: "Tanti problemi al Bayern. Sono stato per 11 anni e non ho mai avvertito la loro fiducia, c'era sempre qualcuno che era meglio di me. È stato facile, direi naturale, andare via".
SPALLETTI E ALLEGRI - Yildiz ha parlato anche del suo rapporto speciale con Luciano Spalletti, ricordando l'esultanza nel match contro il Pisa, quando ha toccato la testa dell'allenatore bianconero: "È un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni".
Il primo allenatore a dare fiducia al turco è stato Massimiliano Allegri: "Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in Nazionale".
DEL PIERO - Yildiz ha parlato anche del paragone con Alex Del Piero: "Io ho appena cominciato mentre lui è una leggenda mondiale, fa parte della storia della Juve e del calcio. Voglio costruirmi una storia tutta mia, lasciare qualcosa di mio. Anche alla Nazionale, dove ci sono giovani di talento come Guler, Semih e Uzun".
Sul tema della posizione in campo, invece, il numero 10 ha espresso una preferenza chiara: "Quella che sento più naturale è partire da sinistra, posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà". Come punto di riferimento c'è un altro ex bianconero: "Devo ancora migliorare tanto. Guarda Cristiano Ronaldo a quarant'anni, la cura che mette nel fisico. Non conosce rallentamenti, ha una mentalità fantastica".
RINNOVO - Il classe 2005 è tornato anche sull'argomento rinnovo, gestito dalla sua famiglia: "Hanno fatto tutto i miei genitori. Io penso al mio lavoro, loro al resto".
La Juventus non è mai stata in discussione per Yildiz: "È sempre stato il mio primo pensiero e loro lo sapevano".
Clamoroso: Coppa d'Africa assegnata a tavolino al Marocco
È una decisione clamorosa quella presa dalla CAF (Confederazione Africana) riguardo la finale di Coppa d'Africa. Come spiegato in un comunicato ufficiale, infatti, la Corte d'Appello della CAF stessa ha deciso di applicare l'Articolo 84 del Regolamento, dichiarando il Forfait del Senegal, che aveva abbandonato per 15 minuti il campo come segno di protesta per una decisione arbitrale.
Applicando questa regola, ecco che la Coppa d'Africa viene assegnata con un 3-0 a tavolino al Marocco, che aveva perso ai rigori. Il ricorso della Federazione Marocchina è stato dunque accolto e, pertanto, a oltre due mesi di distanza la Coppa passa a loro.
LA FINALE DI COPPA D'AFRICA - La decisione della CAF è maturata in seguito al ricorso fatto dal Marocco. Il Senegal infatti abbandonò il campo nei minuti finali dopo un rigore assegnato alla nazionale nordafricana, poi sbagliato da Brahim Diaz. Ai rigori finali fu proprio il Senegal a vincere, e ad alzare il trofeo tra le lacrime di Brahim e compagni. Una delusione durata oltre due mesi, e trasformata in gioia dopo il verdetto della CAF, che ha assegnato loro la Coppa.
Ranking UEFA, lotta per il quinto posto in Champions League: l'Italia è 4ª
Il focus sul ranking UEFA, utile a capire quale Paese otterrà il quinto slot per una qualificazione extra per la prossima Champions League
Dopo l'ottimo risultato raggiunto nella stagione 2023/2024, che aveva permesso all'Italia di portare una quinta squadra in Champions League (il Bologna), è di nuovo tempo di calcoli.
Quelli che riguardano il ranking UEFA, determinante per capire quali nazioni potranno portare una squadra in più nella massima competizione europea la prossima stagione. L'Inghilterra, dopo la fine delle fasi campionato di Champions League ed Europa League, ne è già certa.
Ora, un'altra nazione dovrà guadagnarsi questo diritto. Obiettivo che l'anno scorso non è stato raggiunto dai club italiani, che difatti in questa edizione della Champions League a partecipare sono state solo quattro squadre (Inter, Napoli, Atalanta e Juventus).
Ma come funziona questo meccanismo? E quanti punti hanno le altre partecipanti a questa speciale classifica? Di seguito tutti i dettagli.
CHAMPIONS LEAGUE, COME FUNZIONA IL RANKING UEFA - I punteggi sono calcolati sommando per ogni nazione i risultati ottenuti nell'arco di una stagione dalle singole squadre qualificate alle coppe europee; i punti, ovviamente, dipendono dall'esito delle singole partite (2 per la vittoria, 1 per il pareggio, più quelli per la fase a eliminazione diretta) e vengono divisi per il numero di partecipanti (che in Italia, in totale, sono 7).
Al termine della stagione europea, i campionati che occupano le prime due posizioni del ranking ottengono un posto in più a testa nell'edizione successiva della Champions League. Risultato raggiunto la scorsa stagione dall'Inghilterra (che ha avuto inoltre una sesta squadra con la vittoria del Tottenham dell'Europa League) e dalla Spagna, anche grazie alla vittoria del Real Betis sulla Fiorentina in finale di Conference League.
LA CLASSIFICA COMPLETA - Al momento, è questa la classifica aggiornata del ranking UEFA, che subirà modifiche nel corso della stagione in base ai risultati ottenuti dalle varie squadre in Europa.
Inghilterra 23.236 (7/9)
Spagna 18.843 (6/8)
Germania 18.142 (4/7)
Italia 17.928 (4/7)
Portogallo 17.700 (3/5)
Francia 16.178 (4/7)
Polonia 15.250 (2/4)
Grecia 13.700 (2/5)
Danimarca 12.250 (1/4)
Cipro 12.156 (1/4)
Cremonese, deciso l'esonero di Nicola: vicina la chiusura con Giampaolo
L'avventura di Davide Nicola alla guida della Cremonese è ormai al capolinea. Il club grigiorosso, come raccontato, ha proseguito le riflessioni durante l'intera giornata di oggi (17 marzo) per decidere se cambiare allenatore, e ha individuato l'esonero di Nicola come soluzione: il ritorno di Marco Giampaolo è sempre più vicino.
Come anticipato, infatti, l'ex Lecce e Torino era il favorito per la panchina grigiorossa, dopo aver allenato la squadra nella stagione 2014/15 in Serie C: adesso Giampaolo è pronto a tornare dopo l'ultima esperienza proprio alla guida del Lecce. Per la mattina di domani, 18 marzo, dovrebbe arrivare anche la chiusura formale anche per quanto riguarda il contratto dell'allenatore, che perciò si prepara a tornare a Cremona.
Decisione sofferta per il club grigiorosso, anche e soprattutto per il rapporto che si era creato con Nicola in questi mesi, durante i quali la Cremonese aveva avviato bene il suo percorso in campionato. Dopo la quarta sconfitta consecutiva, che ha portato la squadra al terzultimo posto in zona retrocessione diretta, il club ha scelto di cambiare in panchina. A Marco Giampaolo il compito di risollevare la situazione per provare a evitare il ritorno in Serie B: la zona salvezza dista al momento 3 punti, con la quartultima posizione occupata dal Lecce di Di Francesco, a -1 dalla Fiorentina.
Watford, Bove segna il suo primo gol in Inghilterra contro il Wrexham
Un momento molto importante per Edoardo Bove, che trova la sua prima rete in Inghilterra con la maglia del Watford. Il centrocampista, infatti, ha segnato nel finale del match di campionato contro il Wrexham, squadra di proprietà dell'attore Ryan Reynolds.
Bove ha chiuso la gara sul 3-1 regalando una vittoria importante al suo Watford, che sale così al nono posto in Championship, a -5 proprio dal Wrexham sesto in zona playoff.
Come dicevamo, si tratta della prima rete in Inghilterra per l'ex Roma, che si è trasferito a gennaio firmando un contratto fino al 2031. Al Watford Bove ha ritrovato innanzitutto il campo, tornando a distanza di oltre un anno dal malore durante la gara tra Fiorentina e Inter. In Championship, il centrocampista è tornato a giocare man mano con continuità, e contro il Wrexham ha segnato appena 11 minuti dopo il suo ingresso in campo. Ma non è finita qui.
WATFORD, PRIMO GOL PER BOVE - Dopo il ritorno in campo lo scorso febbraio, Bove ha raccolto sempre più minuti in campo, senza però partire ancora titolare con il Watford. Il centrocampista, però, ha iniziato a giocare diverse gare di fila, e dallo scorso 24 febbraio non ha saltato nemmeno un match, subentrando sempre a partita in corso, fino alla prima rete in Inghilterra, proprio stasera, 17 marzo.
LA FESTA CON I TIFOSI - Dopo la rete, l'ex Roma è corso a festeggiare con i tifosi sugli spalti, portato sulle spalle da un compagno e abbracciando chi era presente in tribuna, ma non solo. A fine partita, infatti, Bove è andato a ringraziare un gruppo di tifosi della Roma, presenti a Vicarage Road con uno striscione che recita messaggio davvero significativo: "Anche se lasci Roma non sarai solo".
Modesto e Mantova, la ricchezza di essere sé stessi
Presente quell’espressione che associa al nome di qualcuno il proprio destino? Uno dei tanti latinismi rimasti che colorano i discorsi di chiunque. Anche di chi il latino lo conosce solo per essere “morto”. Quel “omen nomen” attribuito al commediografo Plauto? Per cui se ci si atteggia in un certo modo o si ottengono particolari risultati, siano essi positivi o negativi, si crede che sia tutto già prestabilito?
Ecco, prendiamo Francesco Modesto, allenatore del Mantova. Il suo cognome non lascerebbe spazio a interpretazioni. Potrebbe descriversi come fautore di una vita all’insegna della riservatezza. Senza eccessi. Corretto e stimabile, ma scevero da esagerazioni o esaltazioni particolari. Orgoglioso di sé, ma senza dare nell’occhio.
Corretto. E, così, anche nel calcio l'insindacabile verità custodita e veicolata nei “modi di dire” o nelle espressioni colloquiali, si connferma in tutta la sua potenza e divertente essenza. Già, perché quello che Modesto sta costruendo all’ombra della corte dei Gonzaga da quanto subentra a Possanzini è proprio frutto di una intramontabile capacità. Manifestata nell'unico strumento insormontabile: l'umiltà.
La netta e meritata vittoria per 3-0 contro il Cesena del ciclone mediatico Ashley Cole è solo l’ultima delle dimostrazioni. L’ex allenatore, tra le altre dell’Atalanta Under 23, rileva la guida di Bragantini e compagni a dicembre. Quando il Mantova guarda dal basso verso l’alto quel Cesena che oggi supera con una prova di spessore dal terzultimo posto della classifica della Serie B.
La salvezza? Nulla di più distante in quella fase della stagione. La società lombarda fa le sue scelte. Allontana l’allenatore artefice dell’indimenticabile ritorno nella seconda serie del calcio italiano. Nonché fautore della salvezza proprio in B l’anno seguente. Arriva, dunque, Modesto. Alla sua seconda esperienza in questo campionato dopo quella poco gratificante nella sua Crotone nel 2021-2022. Chiusa con un esonero, un rientro in corsa e una retrocessione inevitabile.
L’ARRIVO A MANTOVA - Nessun timore. Il passato, in fondo, è lì per insegnare. E così Modesto comincia il suo viaggio sulla panchina del Mantova. Studia il capitale umano e tecnico a sua disposizione e lo plasma secondo il suo “credo” calcistico. “Omen nomen”. L’allenatore calabrese non lascia spazio alle distrazioni. Spegne i riflettori della negatività che avvolge l’ambiente mantovano e, con la “modestia” di chi sa di avere le capacità e le risorse lavora senza dare peso a giudizi e avvenimenti contingenti.
Esaltante. Ricco. Fatto di dedizione e attenzione scrupolosa ai dettagli. Quelli essenziali. Che fanno la differenza. Forse, gli unici per cui valga la pena spendersi: i suoi giocatori. Da quel 15 dicembre quando mette piede per la prima volta nella frazione di Borgochiesanuova dove si erge il Sinergy Mantova Center – con più “modestia” Mantovanello -, la squadra biancorossa iscrive a referto 5 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte. Che aiutano a dimenticare la lotta per non retrocedere e a pensare alla battaglia per il miglior piazzamento. Riscoprendo la ferocia sotto porta di capitan Mensah; l’estro di Bragantini, la fantasia e la precisione chirurgica di Marras. La certezza Mancuso. Fino alla gamba di Trimboli e la sicurezza che solo la presenza tra i pali di un esperto Bardi è capace di imprimere a una squadra intera.
LA RICCHEZZA DI ESSERE UMILI - Modesto fa tutto questo in silenzio. Sì, “omen nomen”. Ma, nel calcio, come nella vita, in fondo, serve anche l’audacia e la faccia tosta di volersi bene. Di stimarsi. Di prendersi i meriti che il destino decide di servirci. Questo è il Francesco Modesto di Mantova. Un allenatore che va oltre “sé stesso”. E che sta realizzando qualcosa che merita di essere elogiato. Lì dove la storia non lesina fasti e titoli.
Mantova e Modesto, un umile viaggio nella profondità di chi crede nella ricchezza del suo epilogo. E no. Non è finzione teatrale. Modestia a parte…
Prima Artistico, poi il 'solito' Saporiti: Spezia-Empoli, finale da montagne russe
Il match tra Spezia ed Empoli, gara valida per la trentunesima giornata di Serie B, è stato decisamente ricco di colpi di scena. Prima il gol di Artistico, l'ottavo del suo 2026, poi il calcio di rigore realizzato da Edoardo Saporiti, autentico trascinatore nelle prime due partite della gestione targata Fabio Caserta. Un segnale arrivato al 93', dopo il tocco di mano di Aurelio in area di rigore su colpo di testa ravvicinato di Guarino. Tensione prima dell'OFR, poi la decisione e la svolta definitiva.
Ancora da subentrato, ancora nei minuti finali. A pochi giorni di distanza dalla rete messa a segno contro il Mantova. L'uomo delle imprese folli, come a Lucca in Serie C, abituato a resistere e ad andare oltre, nonostante tutto. "Sarà una gara speciale, a La Spezia ho fatto tutto il settore giovanile", aveva dichiarato il numero 70 dei toscani dopo l'ultima gara interna. Quasi un segno del destino.
A TESTA ALTA - Gol, mano sul mento e testa alta, appunto. Un'esultanza ripetuta all'infinito da "Edo" durante la sua lunga scalata verso la Serie B. Le prime esperienze tra i dilettanti, compreso l'esordio a 17 anni in prima squadra con la Fezzanese, le cadute e le ripartenze. Fino alla consacrazione con la Lucchese in Serie C. Dieci gol totali in mezzo a tante difficoltà. Senza una società, senza certezze, ma con tanta voglia di emergere. La notte del "Picco" come un passaggio di consegne. Dove tutto è iniziato, dove tutto è ripartito.
RICORDI DA EX - Tra Spezia ed Empoli è stata, però, anche una gara caratterizzata da intrecci speciali. Il ritorno di Salvatore Elia, tra i grandi protagonisti con i bianconeri durante la scorsa stagione, e quello di Degli Innocenti, o ancora quello più recente di Antonio Candela, arrivato in azzurro proprio dal club ligure nell'ultima sessione invernale di calciomercato. E poi "Pippo" Bandinelli, che proprio con i toscani era riuscito ad affermarsi in Serie A. In mezzo ai ricordi, tuttavia, c'è spazio anche per le conferme: l'ennesimo gol di Gabriele Artistico. Autentico trascinatore in vista di un finale di campionato che si preannuncia particolarmente incerto. Un unico obiettivo, vietato fermarsi.
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