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Padova, derby amaro contro il Venezia. Mirabelli: “Fiducia a mister Andreoletti”
Un derby a tinte arancioneroverdi. Al Penzo é troppo ampio il divario tra Venezia e Padova. I 30 tiri totali realizzati dalla squadra di Stroppa sono lo specchio di un match a senso unico. Il Padova prova a resistere, ma deve arrendersi alla capolista della Serie B. Nel primo tempo il muro difensivo biancoscudato regge fino al 41', quando Svoboda trova la rete dagli sviluppi di calcio d'angolo. Poi, dopo 14 secondi dalla ripresa il gol di Doumbia indirizza definitivamente la sentitissima sfida tra rivali.
Il Venezia gioca, si diverte e continua ad attaccare fino a regalare la terza gioia ai propri tifosi con Kike Perez. Il secondo centro stagionale di Capelli nel finale rende meno dolorosa la grigia serata del Padova. É una caduta però che lascia ferite profonde nella squadra di Andreoletti, soprattutto per una classifica che inizia a farsi preoccupante. Il ko nel derby rappresenta la terza sconfitta consecutiva dopo quelle arrivate contro Avellino e Catanzaro.
Il trend negativo ha radici profonde. Nel girone di ritorno sono arrivati appena 9 punti in 12 partite, con 23 reti incassate. Dopo una buona prima fase di stagione, il margine di sicurezza sulla zona calda si è sempre più assottigliato. I play-out, in attesa delle gare di Entella e Bari, distano tre punti. Visto il momento delicato, a fine partita ha parlato in conferenza stampa il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli: "Stiamo vivendo un periodo particolare. Volevamo regalare una gioia ai nostri tifosi e siamo dispiaciuti per la sconfitta. Il primo pensiero va a loro. É una tifoseria che sta crescendo giorno dopo giorno e che ha grande entusiasmo. Sono rammaricato anche per la nostra proprietà. É arrivata da poco e le stiamo facendo vivere un momento poco brillante", ha spiegato il ds.
MIRABELLI: "LA FIDUCIA A MISTER ANDREOLETTI NON È IN DISCUSSIONE" - Mirabelli ha tentato dopo la dolorosa sconfitta del derby di portare calma e tranquillità alla squadra rinnovando la fiducia nel gruppo e nel suo allenatore. "Siamo convinti che questo periodo, speriamo presto, finirà. L'anno scorso abbiamo sudato per arrivare in Serie B, quest'anno dovremo fare lo stesso per rimanerci. Ma sono convinto che riusciremo in questa impresa. Per farlo dovremo essere lucidi per affrontare il finale di campionato al meglio".
Il Padova, dopo aver affrontato nelle ultime due Catanzaro e Venezia, si troverà di fronte il Palermo all'Euganeo e il Frosinone in trasferta. Quattro delle prime cinque della classifica. Dopodiché gli scontri diretti con Empoli, Reggiana, Entella e Pescara, prima dell'ultimo turno al Manuzzi di Cesena. Un calendario difficile. Proprio per questo Mirabelli ha scelto la via della compattezza: "Lasciamo il mister e la squadra lavorare in modo tranquillo. La fiducia in Andreoletti non è in discussione. Crediamo in lui e in questo gruppo. E voglio sottolineare che se non dovessimo raggiungere il traguardo le responsabilità sarebbero tutte mie. Ma abbiamo tutti i mezzi per farcela.", ha concluso il ds. Unità d'intenti per un obiettivo comune: difendere la Serie B fino all'ultimo minuto.
PADOVA: LE RAGIONI DELLA CRISI - Nelle ultime tre uscite contro Avellino, Catanzaro e Venezia, il Padova non è mai stato realmente in partita. Una difficoltà che va oltre il singolo episodio e racconta di una squadra che nell'ultimo periodo si è smarrita. Le ragioni della crisi sono diverse, ma convergono tutte verso un punto preciso: la fragilità della rosa. Gli infortuni hanno inciso in maniera pesante, privando Andreoletti di pedine fondamentali come Sgarbi, Harder, Papu Gomez e Barreca, unite a un Bortolussi non al meglio. Queste assenze hanno messo a nudo i limiti di una rosa poco profonda nelle alternative.
A peggiorare il quadro c’è poi il rendimento interno. I biancoscudati sono ultimi per punti in casa (16) con appena tre vittorie ottenute tra le mura amiche. Un dato che pesa e che suggerisce anche una componente mentale: la gestione della pressione davanti al proprio pubblico è diventata un ostacolo, più che un’arma. Il rientro del Papu Gomez, atteso già dalla prossima sfida, può rappresentare una svolta tecnica e soprattutto emotiva. La gara contro il Palermo sarà uno snodo fondamentale: il Padova vuole ritrovare la sua identità con la consapevolezza di avere ancora il destino nelle proprie mani.
Rapina a El Aynaoui: "Abbiamo avuto paura". La madre: "Mi hanno puntato la pistola alla gola"
"Non hanno usato violenza su di noi, ma abbiamo avuto molto paura". Così Neil El Aynaoui, centrocampista della Roma, ha raccontato al Corriere della Sera la rapina che hanno subito lui e la sua famiglia nel corso della notte tra lunedì 16 e martedì 17 marzo nella loro abitazione nella Capitale.
Quella notte il marocchino non aveva inserito l'allarme e con lui in casa c'erano la madre, la compagna, il fratello e la fidanzata di quest'ultimo. Secondo quanto raccontato dal giornale, l'assalto è avvenuto intorno alle 3 di notte per un bottino totale di quasi 20mila euro. L'unica sveglia a quell'ora era la madre del giocatore, Sophie.
LA MADRE DI EL AYNAOUI - "Sono entrati nel cuore della notte e mi hanno minacciata. Uno di loro mi ha puntato la pistola la gola". I malintenzionati hanno quindi spostato le telecamere dell'abitazione e sono entrati. Alcuni di loro hanno portato la famiglia in una stanza, mentre altri hanno iniziato a rovistare alla ricerca di oggetti preziosi.
Cremonese-Giampaolo, accordo verbale per un anno e mezzo di contratto
Accordo verbale raggiunto tra la Cremonese e Marco Giampaolo, che si prepara a legarsi alla società grigiorossa con un contratto di un anno e mezzo, fino al 30/06/2027.
Gli ultimi dettagli per l'arrivo dell'ex allenatore di Lecce e Torino sulla panchina del club lombardo sono in via di definizione. Per Giampaolo si tratta di un ritorno alla Cremonese. Il classe '67 ha già vissuto un'esperienza da allenatore del club nella stagione 2014/15, con 26 partite in Serie C.
Si attende a questo punto l'annuncio dell'esonero di Davide Nicola. L'allenatore classe '73 si prepara a lasciare la panchina della Cremonese dopo 29 partite in campionato, in cui ha raccolto 24 punti. I grigiorossi si trovano al momento al diciottesimo posto in classifica, reduci dalla sconfitta per 1-4 contro la Fiorentina nell'ultimo turno.
CAF, altro ribaltone: annullata la multa a Saibari per l'asciugamano rubato a Mendy
Ha del clamoroso quello che sta succedendo attorno all'ultima Coppa d'Africa. Manifestazione vinta sul campo dal Senegal per 1-0 ai tempi supplementari il 18 gennaio ma che la CAF ha deciso di assegnare al Marocco, sancendo la sconfitta a tavolino per i Leoni della Teranga che avevano abbandonato il campo per 15 minuti in segno di protesta per una decisione arbitrale. E da quanto riportato da L'Equipe, questo non è l'unico provvedimento preso dalla Confederazione africana.
Un episodio che aveva caratterizzato la finale dello scorso gennaio era stato il tentativo da parte dei giocatori marocchini di privare Mendy, portiere del Senegal, del suo asciugamano. Prima Hakimi, che spinto dai suoi tifosi aveva deciso di buttare l'asciugamano in questione oltre i cartelloni pubblicitari. Azione non passata inosservata da Diouf, portiere di riserva senegalese, che ha avuto il compito di proteggere il compagno.
Poi, lo stesso tentativo l'avevano tentato prima i raccattapalle, poi il centrocampista Saibari che, una volta sostituito, si era piazzato sulla linea di fondo per evitare che l'asciugamano venisse toccato e passato.
LA DECISIONE DELLA CAF - Al giocatore del PSV Eindhoven Saibari, che era stato multato di circa 86mila euro, è stata annullata l'ammenda e riceverà solo una giornata di squalifica. Resta invece la responsabilità da parte della Federazione marocchina nei confronti dei raccattapalle: la multa inflitta è di circa 43mila euro.
Juventus, Yildiz: "Spalletti un uomo speciale. Paragone con Del Piero? Voglio costruirmi una storia mia"
Stella. La traduzione della parola 'Yildiz' in italiano è proprio questa, un concetto espresso dal numero 10 della Juventus sia in campo - a suon di giocate - che nella sua esultanza dopo i gol. Il futuro del classe 2005, fresco di rinnovo fino al 2030, continuerà a splendere in bianconero: "Non ho mai giocato per il denaro, ma solo per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern Monaco ad esempio", come raccontato dallo stesso Yildiz al Corriere dello Sport.
Il turco è tornato sull'addio ai bavaresi, nell'estate 2022, prima di iniziare il percorso nel settore giovanile della Juventus: "Tanti problemi al Bayern. Sono stato per 11 anni e non ho mai avvertito la loro fiducia, c'era sempre qualcuno che era meglio di me. È stato facile, direi naturale, andare via".
SPALLETTI E ALLEGRI - Yildiz ha parlato anche del suo rapporto speciale con Luciano Spalletti, ricordando l'esultanza nel match contro il Pisa, quando ha toccato la testa dell'allenatore bianconero: "È un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni".
Il primo allenatore a dare fiducia al turco è stato Massimiliano Allegri: "Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in Nazionale".
DEL PIERO - Yildiz ha parlato anche del paragone con Alex Del Piero: "Io ho appena cominciato mentre lui è una leggenda mondiale, fa parte della storia della Juve e del calcio. Voglio costruirmi una storia tutta mia, lasciare qualcosa di mio. Anche alla Nazionale, dove ci sono giovani di talento come Guler, Semih e Uzun".
Sul tema della posizione in campo, invece, il numero 10 ha espresso una preferenza chiara: "Quella che sento più naturale è partire da sinistra, posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà". Come punto di riferimento c'è un altro ex bianconero: "Devo ancora migliorare tanto. Guarda Cristiano Ronaldo a quarant'anni, la cura che mette nel fisico. Non conosce rallentamenti, ha una mentalità fantastica".
RINNOVO - Il classe 2005 è tornato anche sull'argomento rinnovo, gestito dalla sua famiglia: "Hanno fatto tutto i miei genitori. Io penso al mio lavoro, loro al resto".
La Juventus non è mai stata in discussione per Yildiz: "È sempre stato il mio primo pensiero e loro lo sapevano".
Clamoroso: Coppa d'Africa assegnata a tavolino al Marocco
È una decisione clamorosa quella presa dalla CAF (Confederazione Africana) riguardo la finale di Coppa d'Africa. Come spiegato in un comunicato ufficiale, infatti, la Corte d'Appello della CAF stessa ha deciso di applicare l'Articolo 84 del Regolamento, dichiarando il Forfait del Senegal, che aveva abbandonato per 15 minuti il campo come segno di protesta per una decisione arbitrale.
Applicando questa regola, ecco che la Coppa d'Africa viene assegnata con un 3-0 a tavolino al Marocco, che aveva perso ai rigori. Il ricorso della Federazione Marocchina è stato dunque accolto e, pertanto, a oltre due mesi di distanza la Coppa passa a loro.
LA FINALE DI COPPA D'AFRICA - La decisione della CAF è maturata in seguito al ricorso fatto dal Marocco. Il Senegal infatti abbandonò il campo nei minuti finali dopo un rigore assegnato alla nazionale nordafricana, poi sbagliato da Brahim Diaz. Ai rigori finali fu proprio il Senegal a vincere, e ad alzare il trofeo tra le lacrime di Brahim e compagni. Una delusione durata oltre due mesi, e trasformata in gioia dopo il verdetto della CAF, che ha assegnato loro la Coppa.
Champions League, i risultati e il calendario degli ottavi di finale: i verdetti
Archiviate le partite di andata, è giunto il momento di quelle di ritorno degli ottavi di finale di UEFA Champions League. Dopo Sporting-Bodø/Glimt, ecco il primo verdetto: i portoghesi sono riusciti a rimontare la sconfitta per 3-0 subita in Norvegia, vincendo 5-0 e qualificandosi così per i quarti. Non sono riusciti nell'impresa invece Manchester City e Chelsea che hanno perso anche il ritorno in casa contro Real Madrid e PSG. Dopo l'1-1 di Leverkusen, invece, l'Arsenal ha vinto in casa, passando il turno
Nella giornata di mercoledì 18 marzo sarà invece impegnata l'Atalanta di Raffaele Palladino, unica italiana rimasta in corsa. I nerazzurri si presentano a Monaco dopo la sconfitta per 6-1 subita all'andata. Tra le altre, invece vedremo chi passerà tra Barcellona e Newcastle, Tottenham e Atletico Madrid e Liverpool e Galatasaray. Di seguito il tabellone completo degli ottavi di finale di UEFA Champions League.
LE PARTITE DI ANDATA DEGLI OTTAVI DI FINALE
Galatasaray-Liverpool 1-0
Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Atletico Madrid-Tottenham 5-2
Newcastle-Barcellona 1-1
Bayer Leverkusen-Arsenal 1-1;
Bodo Glimt-Sporting Lisbona 3-0
PSG-Chelsea 5-2
Real Madrid-Manchester City 3-0
LE PARTITE DI RITORNO DEGLI OTTAVI DI FINALE
Sporting-Bodø/Glimt 5-0
Manchester City-Real Madrid 1-2
Chelsea-PSG 0-3
Arsenal-Bayer Leverkusen 2-0
Barcellona-Newcastle (18/03 alle 18:45)
Bayern Monaco-Atalanta (18/03 alle 21:00)
Liverpool-Galatasaray (18/03 alle 21:00)
Tottenham-Atletico Madrid (18/03 alle 21:00)
Ranking UEFA, lotta per il quinto posto in Champions League: l'Italia è 4ª
Il focus sul ranking UEFA, utile a capire quale Paese otterrà il quinto slot per una qualificazione extra per la prossima Champions League
Dopo l'ottimo risultato raggiunto nella stagione 2023/2024, che aveva permesso all'Italia di portare una quinta squadra in Champions League (il Bologna), è di nuovo tempo di calcoli.
Quelli che riguardano il ranking UEFA, determinante per capire quali nazioni potranno portare una squadra in più nella massima competizione europea la prossima stagione. L'Inghilterra, dopo la fine delle fasi campionato di Champions League ed Europa League, ne è già certa.
Ora, un'altra nazione dovrà guadagnarsi questo diritto. Obiettivo che l'anno scorso non è stato raggiunto dai club italiani, che difatti in questa edizione della Champions League a partecipare sono state solo quattro squadre (Inter, Napoli, Atalanta e Juventus).
Ma come funziona questo meccanismo? E quanti punti hanno le altre partecipanti a questa speciale classifica? Di seguito tutti i dettagli.
CHAMPIONS LEAGUE, COME FUNZIONA IL RANKING UEFA - I punteggi sono calcolati sommando per ogni nazione i risultati ottenuti nell'arco di una stagione dalle singole squadre qualificate alle coppe europee; i punti, ovviamente, dipendono dall'esito delle singole partite (2 per la vittoria, 1 per il pareggio, più quelli per la fase a eliminazione diretta) e vengono divisi per il numero di partecipanti (che in Italia, in totale, sono 7).
Al termine della stagione europea, i campionati che occupano le prime due posizioni del ranking ottengono un posto in più a testa nell'edizione successiva della Champions League. Risultato raggiunto la scorsa stagione dall'Inghilterra (che ha avuto inoltre una sesta squadra con la vittoria del Tottenham dell'Europa League) e dalla Spagna, anche grazie alla vittoria del Real Betis sulla Fiorentina in finale di Conference League.
LA CLASSIFICA COMPLETA - Al momento, è questa la classifica aggiornata del ranking UEFA, che subirà modifiche nel corso della stagione in base ai risultati ottenuti dalle varie squadre in Europa.
Inghilterra 23.236 (7/9)
Spagna 18.843 (6/8)
Germania 18.142 (4/7)
Italia 17.928 (4/7)
Portogallo 17.700 (3/5)
Francia 16.178 (4/7)
Polonia 15.250 (2/4)
Grecia 13.700 (2/5)
Danimarca 12.250 (1/4)
Cipro 12.156 (1/4)
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