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Consapevolezze – Ferrer: “La mia perfetta imperfezione”
Pensavo di essere perfetto. O meglio, pensavo di essere indistruttibile. Quando sei un calciatore professionista è facile sentirsi così. Avete presente Iron Man? Ecco, mi sentivo un po’ come lui. Mi sbagliavo. Perché la vita non puoi sempre controllarla. Perché non è giusto pensarsi esenti dalle sue infinite variabili. In pochi giorni sono passato da un campo di calcio a un lettino di ospedale. E quel lettino di ospedale ha assunto poi la forma del divano di casa. Lì, sdraiato e senza forze passavo i giorni dopo la chemioterapia.
Ricordo quei momenti. Interminabili, bui. Vedete, il cancro è una malattia diversa dalle altre. È un ospite che ti bussa alla porta e ti entra dentro senza chiedere il permesso. Lo fa senza avvisarti e all’improvviso fa parte di te. Ti colpisce. Ti sfinisce. Ti svuota. E anche quando lo sconfiggi, in qualche modo non ti abbandona del tutto. Per mesi resta la paura che possa tornare. Restano gli effetti delle terapie. Resta un corpo profondamente cambiato e privo di energie. Resta un’anima segnata. Ma resta anche l’orgoglio per averlo accettato e affrontato. L’orgoglio per il coraggio e il rispetto verso sé stessi. E io sono orgoglio di me. Sono orgoglioso di Salva.
CARO CALCIO – Caro calcio, questa è una lettera che scrivo per te. Per te e, soprattutto, per me stesso. Ne sono passati di anni da quando ci siamo conosciuti, vero? Ero un bambino, non ci siamo più lasciati. Ti ho portato sempre con me, in quei palloni che mi tenevano compagnia in tutte le case in cui sono stato. Qualche settimana fa ti ho salutato. Con un po’ di rammarico per ciò che non è stato e sarebbe potuto essere. Ma c’è anche gratitudine per quello che è stato un viaggio incredibile. Mai avrei immaginato di poterlo compiere. Ero un ragazzo che giocava nelle ultime serie dilettantistiche della Catalogna. In pochi anni mi sono trovato in Serie A con lo Spezia. Chi lo avrebbe mai detto?
Quel viaggio si è interrotto per la prima volta nel novembre del 2023. Ero in prestito all’Anorthosis, una squadra cipriota. Stavo vivendo una grande stagione. Un giorno, toccandomi il collo, mi sono accorto di un linfonodo ingrossato. La mia vita è cambiata per sempre. I dottori del club mi hanno fatto fare degli accertamenti. Io ero ottimista, loro no. Loro erano preoccupati. Per giorni ho vissuto come se nulla stesse succedendo. Poi il momento prima di entrare in ospedale per gli esiti una sensazione mi ha attraversato. Era come se sapessi già i risultati. Ho guardato negli occhi la mia ragazza: “Affronteremo qualsiasi cosa”. “Sì, qualsiasi cosa”.
A TESTA ALTA – “Signor Ferrer, abbiamo una buona e una cattiva notizia. Ha il linfoma di Hodgkin, ma non è in stato avanzato. In casi come il suo, di solito le cure funzionano”. Non riuscivo a parlare, ero bloccato. Com’era possibile? Cosa mi stava succedendo? La mia testa era annebbiata. Confusa, nel suo essere immersa in pensieri e preoccupazioni. Fino a pochi giorni prima stavo vivendo il mio sogno. Era tutto finito. Mi ripetevo una sola domanda: “Perché a me?”.
Ho smesso in fretta di pormela. Non era giusto chiederselo. Non era giusto perché non c’è qualcuno che merita più o meno di altri di imbattersi in situazioni simili. Non c’è nessuno che possa ritenersi immune o perfetto. Siamo esseri imperfetti. Ed è bello così. L’ho compreso quel pomeriggio, durante una chiamata con i miei genitori. Soffrire non serviva. Anche se la malattia fosse andata male, non sarebbe stato utile sprecare i giorni che mi mancavano. Ho deciso di avere fede in me e nella medicina, il resto non potevo controllarlo. La paura di morire ogni tanto appariva, ma sono stato più forte.
REAGIRE – Ho scelto di reagire. Ho chiesto di iniziare subito la terapia, non volevo perdere tempo. Dopo poche settimane dalla diagnosi, non volevo perdere tempo. Avevo un ospite indesiderato in me, volevo toglierlo. E così a dicembre sono partito con la chemio. L’esperienza più dura della mia vita. E non parlo solo del dolore fisico, ma soprattutto degli effetti psicologici. Perché la chemio non è sola. A lei si accompagna un velo. Cupo, pesante. Un velo che si impadronisce di te nei giorni successivi e non ti lascia. Il malessere è mentale. Sei svuotato, senza motivazioni. Avete presente “Il Signore degli Anelli”? Ecco, era come dover portare l’anello. Era frustrante dover affrontare nuovi cicli sapendo che avrebbero comportato tutto ciò. Passavo le ore sul divano senza avere neanche la forza di guardare la televisione, la testa era confusa e annebbiata, il volto gonfio, l’acqua e la mia saliva mi infastidivano.
Il quarto mese è stato il peggiore. Ho vissuto la mia crisi più profonda. Mi chiudevo in casa, non volevo uscire. Provavo a reagire, ma non ce la facevo. In quei giorni ho compreso chi durante quei trattamenti si lascia andare e non è più in grado di andare avanti. Piano piano ho trovato la forza. Come in quel viaggio in macchina. Ero diretto in palestra per disdire l’abbonamento. Non ci ero andato per un mese. Poi qualcosa è scattato in me: "No, tu non molli. Tu torni ad allenarti". E così è stato. Volevo avere un bel ricordo di me in riferimento a quei momenti. Il ricordo di un ragazzo forte. Se avessi mollato, a distanza di anni avrei provato vergogna nei confronti di me stesso.
PROVARCI – La battaglia l’ho vinta io. Anche se vi dico la verità, il giorno in cui mi hanno detto di aver sconfitto il cancro non ho provato una pura e totale felicità. Ricordate quello che ho scritto all’inizio della lettera? È una malattia diversa dalle altre. Quando arrivi alla fine, ti trovi nel momento di maggior debolezza e stanchezza. Sei completamente svuotato e debilitato. In quel momento inizia un nuovo percorso. Devi ricostruirti, una volta ancora. Ad aiutarmi c’era l’idea di voler tornare a giocare. Il calcio è stato il sogno della mia vita. Ho lottato da ragazzo per diventare un calciatore professionista. Anni dopo ho combattuto una seconda volta per riconquistarmi la possibilità di calciare quel pallone.
Tornare ad allenarmi mi ha fatto vivere emozioni contrastanti. Ero contento per aver ritrovato il mio amico. Ero lì con lui. Dall’altra parte, però, stavo male. Mi sono ritrovato a dover convivere con dolori estenuanti. Non mi hanno più lasciato. L’unica opzione era calmarli con dei farmaci. E in me, piano piano, è maturata la consapevolezza che nulla sarebbe stato più come prima. Speravo di poter tornare al mio livello, ma non ce l’ho fatta. Ci ho provato in ogni modo, credetemi. Ma non è stato possibile.
SONO SALVA – Ogni mattina, ogni allenamento, ogni tragitto percorso per tornare a casa. Pensavo alla mia carriera, a quella sofferenza che non mi abbandonava, alla frustrazione provata. Il campo non era più casa mia. O almeno non lo era più come prima. Ero sempre stato una persona sicura delle proprie qualità. In quei mesi, no. In quei mesi avevo perso la fiducia in me, non avevo più autostima. E nella mia testa ritornava quella domanda: “Salva, devi smettere?”
Sono riuscito a giocare un’ultima partita. La mia ultima volta da calciatore. Il 13 maggio 2025, Spezia-Cosenza. Dieci bellissimi minuti. In estate ho lasciato l’Italia e sono andato al CE Europa, in terza divisione spagnola. Ho provato in ogni modo a recuperare, ma il dolore all’anca era insopportabile. L’unica opzione era mettere una protesi. Dovevo scegliere tra il calcio e il mio benessere. Durante un allenamento ho capito che era arrivato il momento. L’idea di lasciare mi donava sollievo. Ho alzato la mano e ho parlato con l’allenatore: “È finita”. Il 3 febbraio scorso ho annunciato il mio addio. Da quel giorno è iniziata una nuova pagina della mia vita. Il calcio ci sarà ancora. Se lo sento vicino, sto meglio. Sono nel mezzo di un processo di maturazione e accettazione di tutto quello che ho passato. Ho tante emozioni in me. Devo ancora viverle e affrontarle tutte. Posso dirmi di avercela fatta. Ho mantenuto la promessa: se mi riguardo indietro provo orgoglio. Orgoglio per come ho affrontato la malattia e per essere stato capace di ascoltarmi e rispettarmi Il percorso è ancora lungo, ma sto camminando. E questa è la cosa più importante. Camminare e sorridere nella nostra perfetta imperfezione.
Fiorentina, Vanoli: "Futuro? Spero di restare. Contro il Crystal Palace servirà la partita perfetta"
"Futuro? Spero di restare, quando inizio un percorso lo voglio continuare": Paolo Vanoli ha parlato così della sua permanenza alla Fiorentina. L'allenatore ha affrontato diversi temi nell'intervista a Sky Sport. In primis, un'analisi della sfida europea contro il Crystal Palace, valevole per il ritorno dei quarti di finale di Conference League. La Fiorentina è chiamata a rimontare la sconfitta per 3-0 subita all'andata. "Sappiamo che dobbiamo fare la partita perfetta, sappiamo anche che nel calcio si può sognare" ha detto. "Domani ci dobbiamo provare con le forze che abbiamo a disposizione, sapendo che possiamo rischiare qualcosa. Il bello del calcio è arrivare a queste partite e provare a fare qualcosa che, come ci è successo in campionato, sembrava impossibile. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo provarci".
L'allenatore ha proseguito parlando dell'importante vittoria contro la Lazio nell'ultimo turno di campionato: "È stata la vittoria la più importante della stagione contando anche tutti gli assenti che avevamo. Sono stati 3 punti importanti sapendo che ci avvicinano a qualcosa di straordinario, ma con la testa e i piedi per terra perché, come ho detto ai ragazzi, questi due mesi sono importanti".
IL FUTURO - Vanoli ha proseguito commentando l'ovazione del "Franchi" riservata a Maurizio Sarri nella sfida contro la Lazio. L'allenatore della Fiorentina ha esaltato il collega, definendolo un maestro. "Penso che Sarri sia stato e abbia dimostrato di essere un grande maestro" ha dichiarato Vanoli.
L'allenatore viola ha poi commentato la sua permanenza a Firenze. Vanoli ha le idee chiare: vuole allenare la Fiorentina anche nella prossima stagione. "Spero di restare? Assolutamente sì, quando inizio un percorso voglio continuare" ha affermato. L'allenatore ha commentato anche il rapporto che ha con la società: "Mi ha dato fiducia, so la stima che hanno. Devo guardare al presente e finire quello che abbiamo iniziato".
Infine un commento sulle condizioni di Moise Kean. L'allenatore ha detto che l'attaccante è al lavoro per recuperare e che il suo obiettivo è quello di aiutare la squadra in questo finale di stagione: "Sta tentando di recuperare. Sta facendo doppie sedute, vuole dare una mano in questa fase finale del campionato. Soffre di un fastidio che ha interrotto quanto fatto di buono l'anno scorso".
Real Madrid, la probabile formazione per il Bayern Monaco: in attacco Mbappé e Vinicius
Il Real Madrid è chiamato alla remuntada. Dopo aver perso 1-2 la gara d'andata, la squadra di Alvaro Arbeloa scenderà in campo all'Allianz Arena con l'obiettivo di rimontare il Bayern Monaco di Vincent Kompany e conquistare un posto in semifinale di UEFA Champions League. La gara di ritorno dei quarti di finale si giocherà mercoledì 15 aprile alle ore 21.00.
Il Real Madrid arriva alla sfida dell'Allianz Arena dopo aver pareggiato 1-1 in campionato contro il Girona, scivolando a nove punti dal Barcellona capolista ne LaLiga. I Blancos hanno perso due delle ultime tre partite giocate e non vincono dal derby contro l'Atletico Madrid giocato il 22 marzo scorso. L'ultima volta del Real Madrid in semifinale è stata nella stagione 2023/24, anno in cui i Blancos hanno vinto la quindicesima UEFA Champions League della propria storia.
LA PROBABILE FORMAZIONE DEL REAL MADRID - Alvaro Arbeloa dovrebbe confermare il 4-4-2 visto nella gara d'andata, ma con qualche cambio nell'undici titolare. Tra i pali ci sarà sempre Andrij Lunin. In mezzo alla difesa, Antonio Rudiger dovrebbe essere affiancato da Eder Militao, con l'ex Juventus e Roma Huijsen che dovrebbe partire dalla panchina. Sulle corsie, invece, saranno confermati Trent Alexander-Arnold a destra e Mendy a sinistra.
In mezzo al campo si rivedrà Bellingham dal primo minuto, che prenderà il posto dello squalificato Tchouaméni. Con l'inglese ci sarà il classe 2007 Thiago Pitarch. Completeranno il reparto Arda Guler a sinistra e Federico Valverde a destra. In attacco ci saranno Vinicius Junior e Kylian Mbappé.
REAL MADRID (4-4-2): Lunin; Alexander-Arnold, Rudiger, Eder Militao, Mendy; Bellingham, Valverde, Thiago Pitarch, Arda Guler; Vinicius Junior, Mbappé. Allenatore: Alvaro Arbeloa.
DOVE VEDERE BAYERN MONACO-REAL MADRID IN TV E IN STREAMING - La gara tra il Bayern Monaco di Vincent Kompany e il Real Madrid di Alvaro Arbeloa, valevole per il ritorno dei quarti di finale di UEFA Champions League, si giocherà all'Allianz Arena di Monaco di Baviera e il fischio d'inizio sarà mercoledì 15 aprile alle ore 21.00. La sfida sarà visibile su Amazon Prime Video.
Arsenal, la probabile formazione contro lo Sporting
Tornano in campo Arsenal e Sporting che si affronteranno all'Emirates Stadium mercoledì 15 aprile alle 21:00, nel ritorno dei quarti di finale di Champions League. Una settimana fa, all'andata, gli inglesi avevano avuto la meglio vincendo 0-1 allo Stadio José Alvalade: Havertz aveva deciso la gara con un gol nel recupero. La vincente del doppio confronto incontrerà in semifinale il Barcellona/atletico
La squadra di Arteta arriva da una sconfitta in campionato: 1-2 in casa contro il Bournemouth. I Gunners mantengono il primo posto in Premier League, con il Manchester City che si è portato a -6 con una partita in meno.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELL'ARSENAL - Mikel Arteta ha alcuni dubbi legati sopratutto alle condizioni fisiche di alcuni giocatori. Si tratta di Timber, Calafiori, Odegaard e Saka. Lo spagnolo dovrebbe schierare Raya in porta; davanti a lui, i centrali Saliba e Gabriel, con Saliba e Hincapié sulle fasce. A centrocampo dovrebbe farcela Rice, a fianco di Zubimendi. Alle spalle di Gyökeres dovrebbero partire Madueke, Eze e Martinelli. Il match winner dell'andata, Kai Havertz, dovrebbe partire dalla panchina.
ARSENAL (4-2-3-1): Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Hincapié; Zubimendi, Rice; Madueke, Eze, Martinelli; Gyökeres. Allenatore: Mikel Arteta.
DOVE VEDERE LA PARTITA - La partita tra Arsenal e Sporting è in programma mercoledì 15 aprile alle ore 21:00 ed è valida per il ritorno dei quarti di finale di Champions League. Il match sarà visibile in diretta su Sky o NOW.
Sporting, la probabile formazione contro l'Arsenal
Serata da dentro o fuori in Champions League. Oggi, mercoledì 15 aprile alle 21:00, l’Arsenal ospita lo Sporting nel ritorno dei quarti di finale, con in palio un posto tra le migliori quattro d’Europa. I Gunners partono dal vantaggio conquistato all’andata, grazie all’1-0 firmato da Havertz allo stadio Alvalade.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELLO SPORTING - Squadra rivelazione di questa edizione della Champions League, lo Sporting si gioca una fetta importante della sua stagione europea questa sera la squadra di Arteta. Per provare a ribaltare il risultato dell’andata, Rui Borges si affida ai suoi uomini chiave, a partire dall’ex Lecce Hjulmand in mediana, fino alla qualità offensiva di Trincao, Pedro Gonçalves e Suarez, chiamati a guidare l’assalto all’Emirates. Unico ballotaggio rimane quello tra Quaresma e Fresneda sulla destra.
SPORTING (4-2-3-1): Rui Silva; Quaresma, Diomande, Inacio, Araujo; Hjulmand, Morita; Catamo, Trincao, Pedro Gonçalves; Suarez.
Allenatore: Rui Borges.
DOVE VEDERE ARSENAL-SPORTING - La sfida sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Sky Sport e sarà visibile anche in chiaro su TV8. Il match sarà disponibile inoltre in streaming su Sky Go, NOW e sulla piattaforma web di TV8.
Lampo Lookman: il nigeriano manda avanti l'Atletico e fa sognare Simeone
Spesso anche la sconfitta può assumere un sapore speciale: chiedere, per credere, ad Ademola Lookman e all'Atletico Madrid. Al nigeriano, infatti, sono bastati soltanto 31', a fronte dei 66' disputati per sbloccare a favore dei ragazzi del Cholo il doppio confronto e accedere in semifinale di Champions League. Nonostante l'assalto infinito del Barça di Flick, culminato col 2-1 a favore dei blaugrana tra uno scatenato Ferràn Torres e una marea di polemiche per il rosso a Eric Garcia.
La conclusione vincente su assist di Marcos Llorente, oltre a decretarlo il terzo miglior marcatore nigeriano nella storia della Champions dopo Martins e Osimhen (8 gol per l'ex Atalanta, 9 per l'ex Inter e 16 per l'attuale centravanti del Galatasaray) ha di fatto lanciato un messaggio fondamentale: Lookman, nel cuore offensivo del sistema Simeone è ormai entrato alla perfezione.
I dati in partita raccolti dalla piattaforma Fotmob, del resto, non mentono: 93% di pass accuracy, 50% di dribbling vinti, (stessa percentuale nei duelli aerei) 30 tocchi, 0 palle perse e una heatmap quasi da tuttocampista. Il divertimento creativo, per Ademola, sembra così adesso direttamente proporzionato al netto miglioramento in fase di supporto rispetto al recente e glorioso passato bergamasco.
BERGAMO-MADRID: STESSA FAME, STESSO LOOKMAN- L'addio all'universo Atalanta, dopo 137 partite, 55 gol, 37 assist e quell'Europa League, vinta a Dublino da protagonista ha spalancato per Lookman, sin dal primo istante, la travolgente passione dei tifosi dell'Atletico Madrid. La presentazione con rete e assistenza a casa del Betis in Liga, ha contribuito da subito a far scattare la scintilla, alimentata poi prepotentemente dal magnifico assolo, sempre ai danni del Barcellona, in Coppa del Re. La leadership, con 6 gol e 4 assist in 17 gare tra tutte le competizioni, è decisamente la stessa di sempre.
IL CAMALEONTE DA SOGNO PER IL CHOLO- Intelligenza nell'occupare gli spazi, smarcamento e profondità: Ademola Lookman, fin dal suo arrivo, aveva già tutte le carte in regola per prendersi (anche) Madrid. A conquistare definitivamente il Cholo Simeone, però, sembra essere la capacità innata, da parte del nigeriano, di sapersi sempre meglio adattare a qualsiasi compagno di reparto, col plus di una dedizione assoluta verso la nuova causa.
Il 22 splende, l'Atletico sorride, il sogno Champions League continua: Mola mia, anche in Spagna, è già speranza universale
Serie A, le designazioni per la 33ª giornata: Zufferli arbitra Napoli-Lazio, Roma-Atalanta a Marcenaro
In attesa dei match di ritorno di Europa League e Conference League che vedranno impegnate Bologna e Fiorentina, l'AIA ha comunicato le designazioni arbitrali per la 33ª giornata di Serie A.
LE DESIGNAZIONI ARBITRALI - Ecco dunque le scelte dell'AIA.
SASSUOLO – COMO Venerdì 17/04 ore 18.30
Arbitro: Fourneau
Var: Di Paolo
INTER – CAGLIARI Venerdì 17/04 ore 20.45
Arbitro: Marchetti
Var: Meraviglia
UDINESE – PARMA Sabato 18/04 ore 15.00
Arbitro: Di Marco
Var: Gariglio
NAPOLI – LAZIO Sabato 18/04 ore 18.00
Arbitro: Zufferli
Var: Di Bello
ROMA – ATALANTA Sabato 18/04 ore 20.45
Arbitro: Marcenaro
Var: Guida
CREMONESE – TORINO Domenica 19/04 ore 12.30
Arbitro: Fabbri
Var: La Penna
VERONA – MILAN Domenica 19/04 ore 15.00
Arbitro: Chiffi
Var: Mazzoleni
PISA – GENOA Domenica 19/04 ore 18.00
Arbitro: Crezzini
Var: Campione
JUVENTUS – BOLOGNA Domenica 19/04 ore 20.45
Arbitro: Mariani
Var: Marini
LECCE – FIORENTINA Lunedì 20/04 ore 20.45
Arbitro: Maresca
Var: Doveri
Juventus, nuovo infortunio per Milik: stagione finita per il polacco
Stagione finita per Arkadiusz Milik. Come riportato da Sky Sport, la stagione dell'attaccante bianconero può considerarsi conlusa. nella giornata di oggi, mercoledì 15 aprile, Milik si è sottoposto agli esami strumentali che hanno evidenziato una lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia destra.
Dopo essere rientrato dall'infortunio al menisco che lo ha tenuto lontano dal campo dal 25 maggio 2024, Spalletti aveva deciso di impiegarlo nei match contro Sassuolo e Genoa. La sua stagione si chiude dunque dopo appena 34 minuti giocati, nei quali si era anche avvicinato al gol.
IL COMUNICATO DELLA JUVENTUS - Ecco il comunicato ufficiale della Juventus: "In seguito a un problema muscolare accusato durante l’allenamento di ieri, martedì 14 aprile, questa mattina Milik è stato sottoposto ad accertamenti radiologici presso il J|medical. Gli esami hanno evidenziato una lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia destra. Tra circa 10 giorni saranno ripetuti nuovi controlli per definire con esattezza i tempi di recupero".
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