Mercato in salita per le italiane: dal confronto impari con la Premier alla deadline del 30 giugno

Mercato in salita per le italiane: dal confronto impari con la Premier alla deadline del 30 giugnoTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:39Caffè Di Marzio
di Gianluca Di Marzio
La forza economica della Premier League, e la difficoltà dei club italiani nel mercato internazionale.

Ieri sera stavo controllando, anche per documentarmi e per chiacchierare con un amico che mi chiedeva come mai le squadre di Premier abbiano una forza così dirompente nel fare acquisti sul calciomercato. Stavo controllando proprio la classifica delle società, dei club che hanno più ricavi, anche più fatturati al mondo. E ci saranno, in queste prime trenta posizioni, almeno quindici squadre di Premier League, con Bournemouth, Aston Villa, Everton, Crystal Palace, tutti davanti a squadre italiane, con il Tottenham che credo sia al nono posto nella classifica delle squadre che fanno più ricavi, grazie anche a uno stadio nuovissimo di proprietà e quindi grazie a investimenti, alla vendita dei diritti televisivi della Premier all’estero, il campionato più venduto fuori dall’Inghilterra e quindi più venduto al mondo.

E quindi gli facevo capire come oggi abbiano la forza di mettere 60 milioni sul tavolo per Palestra senza nemmeno aver bisogno di chissà quali confronti interni al club, o il Manchester City comprare per 130, 140, non so quanto sarà la cifra finale, il centrocampista del Nottingham Anderson, o lo stesso Tonali che può andare al Tottenham per 90 milioni di euro.

E sono cifre che in Italia, in questo momento, non possiamo spendere per un giocatore. E chissà quando torneremo a poter avere una forza di questo tipo, soprattutto stando in linea con il Financial Fair Play per le squadre che partecipano alle competizioni europee, ma anche per stare in linea con quelle che sono le dinamiche interne del nostro campionato, e quindi di liquidità. Ricorderete, per esempio, come la Lazio non abbia potuto fare mercato l’estate scorsa, a prescindere dal Financial Fair Play europeo.

Tutto questo discorso per dire, però, che le squadre inglesi non sono stupide. Cioè, i loro giocatori adesso non è che li svendano perché ne comprano altri. Per esempio Bergvall, un giocatore del Tottenham che forse troverà meno spazio, quindi con tutti gli acquisti che farà il Tottenham, sta lavorando con i suoi agenti per andare via. Ed è un giocatore che tu pensi: “Ah, vado lì, magari lo prendo in prestito, offro 30, offro 35 e me lo danno”.

Ma che. Cioè, il Napoli, che comunque è una squadra tra le più interessate, soprattutto in Italia, che si è mossa per cercare di capire, pensava forse massimo con 40 milioni di euro di poterlo prendere. E invece il Tottenham ha rifiutato nei giorni scorsi 50 milioni da un club inglese, che dovrebbe essere il Nottingham Forest, e non credo scenda proprio sotto quella soglia.

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