Como-Kean, il retroscena: una trattativa record di 67 giorni

Como-Kean, il retroscena: una trattativa record di 67 giorniTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 20:00Calciomercato
di Redazione
Dal primo sondaggio del 26 giugno al decisivo rilancio da 10 milioni in più. I giorni di tensione prima del via libera alle visite mediche

Si è chiusa una delle trattative più lunghe e complesse di questa sessione: ben 67 giorni per portare Moise Kean a vestire la maglia del Como. Un'operazione vissuta sul filo del rasoio e costruita passo dopo passo attraverso un fitto lavoro diplomatico.

IL PRIMO INCROCIO E L'INTUIZIONE - L'origine dell'affare risale al 26 giugno, durante un incontro tra la dirigenza del Como e l'entourage dell'attaccante, guidato da Alessandro Lucci, inizialmente fissato per parlare del giovane Liberali. L'idea di partenza per il futuro di Kean era in realtà quella di trovare una piazza che disputasse la Champions League: in quell'occasione, infatti, è emersa la forte volontà del Como di puntare sul classe 2000, un interesse spinto in primis dalla grande stima di Cesc Fabregas. Parallelamente, si è intuita la reale disponibilità della Fiorentina a valutare la cessione, a patto però di un'offerta economica molto consistente.

LA MEDIAZIONE E IL RILANCIO MAXI - Da quel momento è partita una lunghissima fase di mediazione, caratterizzata da un dettaglio inusuale per operazioni di questa portata: i due club non hanno mai dialogato direttamente, interfacciandosi sempre e solo attraverso gli agenti. Lo snodo cruciale si è registrato dopo la prima offerta ufficiale presentata quindici giorni fa e immediatamente rispedita al mittente dalla dirigenza viola. Il lavoro di intermediazione portato avanti da Lucci a fari spenti è stato decisivo per colmare la distanza, portando sul tavolo della Fiorentina un rilancio decisivo da parte del Como: ben 10 milioni di euro in più rispetto alla proposta iniziale.

LA TENSIONE E IL VIA LIBERA SUL GONG - Con quelle cifre si sono messe le basi per l'intesa, sebbene gli ultimi giorni siano stati caratterizzati da una forte tensione. A complicare lo scenario c'erano le esigenze opposte delle società: la necessità della Fiorentina di rimpiazzare Kean prima di liberarlo, e la fretta del Como di non restare scoperto in attacco. Un incastro che ha richiesto un continuo lavoro per evitare rotture improvvise. La trattativa, infatti, è rimasta in bilico fino all'ultimo, molto più di quanto sia trasparso all'esterno: non a caso, il via libera definitivo per le visite mediche di Kean è arrivato solamente nel pomeriggio di ieri.