Da Alajbegovic a Koné: i giocatori da seguire nel Gruppo B dei Mondiali
Il Gruppo B si presenta ai nastri di partenza come uno dei raggruppamenti più intriganti e variegati del torneo, portando con sé anche un pizzico di inevitabile rammarico: questo sarebbe stato infatti il girone dell'Italia. Al netto dell'assenza azzurra, resta un vero e proprio incrocio di stili e narrazioni calcistiche: dall'esplosività nordamericana al rigore tattico europeo, passando per l'entusiasmo balcanico e la voglia di rivalsa asiatica. È un girone che promette equilibrio e spettacolo.
BOSNIA ED ERZEGOVINA, KEREM ALAJBEGOVIC - A soli 17 anni, è già considerato il presente e il futuro della sua Nazionale. Molto prima del suo esordio ufficiale tra i professionisti, i video delle sue giocate infiammavano già i social network, ma il campo ha ampiamente confermato l'entusiasmo virtuale. Cresciuto nel vivaio del Bayer Leverkusen, la scorsa estate è stato ceduto al Red Bull Salisburgo, dove ha letteralmente dominato vincendo il premio di miglior debuttante del campionato austriaco. Un impatto così devastante da convincere il Leverkusen a esercitare la clausola di recompra già prima di marzo, superando ogni rosea aspettativa della dirigenza tedesca. Ma a stupire più del talento puro è la sua incredibile maturità: il ct Sergej Barbarez non ha esitato ad affidargli i rigori decisivi negli spareggi mondiali. Freddezza, personalità e la capacità di spaccare le partite subentrando dalla panchina lo rendono la mina vagante del girone.
CANADA, ISMAEL KONÉ - Dopo una stagione vissuta ad altissimo livello con la maglia del Sassuolo (che lo ha riscattato a titolo definitivo a febbraio dopo i primi mesi in prestito), Koné arriva al Mondiale nel momento migliore della sua carriera. Nato in Costa d'Avorio e trasferitosi a Montreal da bambino, ha bruciato le tappe passando velocemente dalla MLS all'Europa, vestendo le maglie di Watford e Marsiglia prima di trovare la sua dimensione in Serie A. È un giocatore capace di ribaltare il fronte d'attacco con una facilità disarmante, come dimostrato in amichevole contro i campioni francesi nel 2024. Silenzioso fuori dal campo ma feroce agonista sul prato verde, il suo ultimo step di crescita è affidato alle cure del ct Jesse Marsch: l'obiettivo è incanalare la sua immensa creatività all'interno di una rigorosa disciplina tattica, per renderlo un centrocampista totale.
QATAR, AKRAM AFIF - Il prestigiatore della fascia sinistra, e non solo per la sua ormai celebre esultanza in cui fa apparire carte da gioco dai calzettoni dopo un gol. Due volte Pallone d'Oro asiatico, Afif è l'assoluta stella polare del Qatar. Per l'esterno classe '96 questo Mondiale rappresenta un appuntamento cruciale: dopo la delusione dell'edizione casalinga del 2022 e un salto nel calcio europeo mai realmente concretizzatosi, ha un disperato bisogno di dimostrare al mondo intero di poter incidere anche contro le superpotenze globali. I numeri in patria e nel continente, del resto, parlano per lui: 10 assist nell'edizione vinta della Coppa d'Asia 2019 e ben 8 reti (con tanto di tripletta in finale) nel trionfo continentale del 2023.
SVIZZERA, JOHAN MANZAMBI - La vera rivelazione dell'ultimo anno solare. Protagonista assoluto con il Friburgo, trascinato fino alla finale di Europa League a suon di prestazioni e mettendo a referto 5 gol e 4 assist in Bundesliga. Il ct elvetico Murat Yakin ha avuto il grande merito di lanciarlo nelle amichevoli estive del 2025: una fiducia ripagata immediatamente con un gol e un assist al debutto da titolare nel 4-0 contro gli USA. Dotato di una tecnica purissima, fa della duttilità la sua arma migliore, potendo agire sia da mediano che da trequartista nel club, spostandosi spesso sull'esterno in Nazionale. Il trasferimento a 17 anni nella Svizzera tedesca lo ha fatto maturare in fretta, anche se l'irruenza giovanile a volte prende il sopravvento (due espulsioni consecutive nell'ultima stagione ne sono la prova). Ha però già ricevuto l'investitura più importante: dopo una vittoria in Europa League contro il Basilea, Xherdan Shaqiri ha interrotto una sua intervista per incoronarlo pubblicamente il futuro della Nazionale svizzera.