Eddy Kouadio e la scelta azzurra: chi è il nuovo difensore dell'Italia di Mancini
L’ultimo talento dell’Italia di Roberto Mancini è un ragazzo nato nel 2006, riservato e distante dai social. Atipico? Forse. Di certo, in campo sta dimostrando di meritare le attenzioni della Nazionale. Un tassello importante nel puzzle azzurro del presente e ancor di più del futuro. Eddy Kouadio, vent’anni, professione difensore centrale, sta brillando con il Monza. Tra Serie A e Coppa Italia ha giocato sempre: sette partite su sette, 621 minuti su 630 disponibili. Cruciale per Juric, per il Monza di oggi e chissà anche… per la Fiorentina di domani, che lo aspetta la prossima stagione di ritorno dal prestito secco in Brianza.
Grande duttilità – da braccetto di destra ha trovato la sua versione migliore – una struttura fisica importante – 191 cm – e grandi capacità di marcatura e di difesa dell’uno contro uno. Non a caso, proprio Ivan Juric, uno dei maestri dell’uomo-a-uomo, lo ha voluto con sé, e ha pensato per lui un ruolo chiave nell’undici titolare: così Kouadio si è guadagnato la Nazionale. Le sue prestazioni sono sempre state in crescendo. Il debutto non è stato dei più semplici: 4-1 contro l’Inter e vari clienti scomodi da gestire. Ma Eddy è uscito da San Siro a testa alta, tra le note migliori di un Monza tutto sommato promettente: forse un po’ acerbo, ma promettente. Poi una serie di ottime conferme, su tutte la gara contro il Parma, in marcatura a uomo su El Bilal Touré. E la vittoria, la prima in questa Serie A, contro il Sassuolo. Una partita addolcita, tra l’altro, proprio dalla convocazione in azzurro, arrivata a ridosso del calcio d’inizio.
LA CHIAMATA DI MANCINI - L’ottimo inizio di stagione lasciava presagire che una chiamata dalla Nazionale sarebbe arrivata. Magari non subito dalla maggiore, di sicuro dall’Under 21. Ma Mancini si è mosso con lungimiranza e ha puntato su di lui e su altre giovani novità, come a dire: il futuro lo costruiamo noi, oggi. Lungimiranza, dicevamo. Anche perché Eddy, nelle ore precedenti alla chiamata azzurra, aveva ricevuto anche la convocazione della Costa d’Avorio, sua terra d’origine a cui è molto legato. Ma l’Italia… chiamò. E dopo attente riflessioni, con la famiglia e con gli amici di sempre, Eddy ha scelto di partire per Coverciano. Di fatto, un ritorno a casa per lui, cresciuto in Toscana.
Decisiva la spiegazione del progetto azzurro. Claudio Ranieri e gli altri dirigenti hanno chiamato personalmente i nuovi convocati per illustrare loro le prospettive di rilancio della Nazionale, che passano anche dai giovani: “Crediamo in voi e vi vogliamo subito qui per piantare le basi del nostro futuro”. Sintomo che qualcosa, finalmente, sta cambiando. E lo si deve anche ad allenatori preparati e coraggiosi, come Ivan Juric, che in estate ha convinto Kouadio – e altri ragazzi – a sposare la causa Monza con il suo mantra: “La carta d’identità non la guardo. Puoi essere nato nel 2005, nel 2006, nel 2007: per me vali quanto il capitano. Se meriti, giochi”.
LA SCALATA VERSO LA NAZIONALE - Kouadio si sta prendendo tutto e la sua crescita è stata esplosiva: fino ai quindici anni è rimasto fuori dai settori giovanili delle squadre professionistiche. Giocava con il Tobbiana, squadra dilettantistica di Prato. Da ragazzino ha girato l’Italia un provino dopo l’altro. Torino, Atalanta e non solo. Alla Fiorentina è stata la volta buona. E pensare che quell’allenamento, Eddy avrebbe potuto saltarlo. Un contrattempo dell’ultimo momento rischiava di rovinare i piani e rimandare l’appuntamento, ma il destino lo ha voluto in viola e così è stato. In Under 17 il primo vero spazio da titolare, poi un anno da sotto età in Primavera e il successivo da protagonista. Nella scorsa stagione, è sempre stato in prima squadra – 3 partite in Serie A e 5 in Conference League di cui una… da quinto di sinistra – ed è sceso in Primavera per aiutare i compagni nelle fasi finali: gol decisivo, Scudetto vinto e titolo di MVP in tasca.
Già a gennaio, parlando di mercato, vari club si erano interessati. L’Avellino lo avrebbe voluto in B, mentre Royal Antwerp e Marsiglia lo hanno monitorato per il futuro ma senza affondare. La Fiorentina se l’è tenuto stretto, ha aspettato e in estate ha affidato la sua crescita al Monza. La scelta, per ora, è azzeccatissima. Ora Eddy vuole godersi ogni minuto dell’esperienza in Nazionale. Sempre riservato, umile, sorridente. Già parte del gruppo: chi lo conosce garantisce, sa farsi volere bene. I tifosi azzurri aspettano il suo momento per conoscerlo davvero, sperando di aver trovato in lui – e nelle altre novità di Mancini – giovani forti da cui ripartire.